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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


lunedì, 12 maggio 2008

Sta arrivando la bufera

Per ora se ne avvertono solo i primi, timidi segnali.

Nei forum, nei blog, nelle mail.

Ma il numero degli adepti cresce di giorno in giorno e presto diventera' un fenomeno di moda.

Prendete il riscaldamento globale, aggiungete un po' di robusta crisi economica, completate con quanto basta di picco del petrolio, sovrappopolazione ed esaurimento delle risorse.

Ed eccoli qua, i millenaristi del nuovo millennio.

Se un tempo era l'apocalisse, adesso e' la fine della civilta'.

Gente che si prepara per la catastrofe, gente che attende la fine del mondo.

"Moriremo tutti!".

Ovvio che moriremo tutti, quel che vogliono dire e' che moriremo in anticipo e male a causa di tutte queste disgrazie.

L'animo umano non conosce mezzi termini: dopo decenni di sbornia consumistica ecco i predicatori dell'apocalisse.

E se il botto non dovesse arrivare, se la transizione dovesse esser dolce son sicura che ci resterebbero male per lo spettacolo rinviato ancora una volta.

Come quelli che davanti a un cielo plumbeo restano delusi, quando vedono che fa solo due gocce e poi esce il sole.

postato da: Anna73 alle ore 08:32 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 07 maggio 2008

Il viale dei cecchini

Bisogna essere veloci.

Lo sguardo sui prossimi venti metri, l'attenzione al massimo.

Inutile zigzagare, si deve correre in avanti senza perder tempo.

Spesso e' questione di centimetri.

Proiettili.

Se senti lo spostamento d'aria vuol dire che era vicino.

Non ce l'hanno con me, ma cambia poco.

Bisognerebbe avere gli occhi anche nella nuca, non avendoli si tendono le orecchie.

E si corre.

Mi piace correre, e' una cosa che faccio volentieri.

Sotto il sole, sotto la pioggia.

Ma i proiettili sono piu' veloci, sempre.

Venti minuti sotto il fuoco, poi nove ore di tregua.

Altri venti minuti la sera, e un altro giorno e' passato.

No non e' il viale dei cecchini a Sarajevo.

Qualcuno la chiamerebbe guerra, ma per me e' solo andare al lavoro.

Ogni giorno.

In bici.

postato da: Anna73 alle ore 08:36 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 17 aprile 2008

Uno sguardo all'indietro

Per te e' tutto ovvio ormai.

Gli eventi visti in retrospettiva sembrano quasi prevedibili, tanto logica e' la loro sequenza.

Perche' in fondo noi si dipende in tutto dall'energia, dalla sua disponibilita' e dal suo costo.

Basta vedere la curva demografica della popolazione mondiale: appena s'e' iniziato a utilizzare l'energia dei combustibili fossili s'e' impennata, e siamo diventati tanti, tantissimi.

Troppi.

Avere energia a basso costo vuol dire avere cibo, servizi, mobilita'.

Vuol dire poter vivere nel benessere, in salute e con buone prospettive.

Tutte cose che promuovono la crescita demografica.

Ma quando l'energia diventa scarsa tutto diventa piu' difficile.

Il cibo diventa piu' caro e meno abbondante, i servizi scadono, la qualita' della vita peggiora.

Per te tutto questo e' ovvio, e sai bene che le cose non potevano che andar cosi'.

Ma noi non siamo gente abituata a guardare avanti, l'unica cosa che sappiamo far bene e' volere sempre di piu': consumare tutto il possibile perche' lo fanno gli altri, perche' ci hanno detto che e' giusto, perche' il domani e' incerto e comunque non ci riguarda.

E cosi' adesso sai che e' colpa nostra, ma in fondo l'hai sempre saputo.

Sai che qualcuno ci pensava, si, ma alla maggior parte non importava nulla.

Caro visitatore del 2020, hai ragione a disprezzarci.

Te l'abbiamo costruito noi, il mondo in cui vivi.

postato da: Anna73 alle ore 12:23 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 15 aprile 2008

Carico

Un pacco di biscotti, un litro di bagnoschiuma, una crema per il viso, un pacco di grissini, due tavolette di cioccolata.
Una confezione di cracker, del pane, un sacchetto con un po' di pappa da far scaldare per pranzo.
Un paio di maglie, una maglietta, un paio di pantaloni, un pigiama.
Pantaloni impermeabili, guanti, borsina cogli attrezzi, camera d'aria di scorta, pompa per gonfiarla.
Giubbino catarifrangente, luce anteriore, luce posteriore.
E un tubino nero, nuovo.

Dice: "Eh ma la bici mica va bene per spostarsi, non ci posso caricare nulla."
Questi sono undici chili di roba, sistemati in due borse da mettere sul portapacchi, e ci ho fatto trentacinque chilometri.

"Si ma chissa' quanto ci avrai messo."
Il solito: un'ora e tre quarti.

"Vabbe' ma non era mica in salita."
No, c'erano i normali saliscendi di ogni percorso pianeggiante.

"Pero' chissa' che fatica."
No, tutto come al solito.

"Si ma chi me lo fa fare."
Nessuno.

"E' pericoloso."
Puo' essere.

"Io non lo farei mai."
Chi ti dice nulla.

"Son mica come te io."

Non c'e' dubbio.

postato da: Anna73 alle ore 08:40 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
venerdì, 11 aprile 2008

Ritorno al futuro

Quando ero piccola l'auto la usavamo solo nel fine settimana.

L'acqua la bevevamo liscia, come usciva dal rubinetto.

Il prosciutto, quello crudo che costava di piu', era riservato alle occasioni.

Quello cotto invece non mancava mai, o quasi.

Un sacco di posti si raggiungevano a piedi, tra questi la scuola e la piscina, che pure era abbastanza distante da casa.

Il pomeriggio fatti i compiti si giocava in cortile cogli altri bambini, spesso con la bicicletta.

I piazzali che adesso sono pieni di auto a ogni ora del giorno e della notte li usavamo per giocare a tennis: erano pressoche' vuoti.

Non si viveva male, e costava pure poco.

Io credo che in un modo o nell'altro ci ritorneremo.

Non per scelta, ma per necessita'.

Un detto arabo recita cosi':

"Mio padre andava in cammello, io vado in macchina, mio figlio in aereo, mio nipote andra' in cammello."

L'han capito prima di noi.

Non sarebbe male se ce ne rendessimo conto e iniziassimo a prepararci: dopotutto la situazione non puo' che migliorare.

postato da: Anna73 alle ore 08:54 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 08 aprile 2008

Chilometri zero

Ci sono diversi modi di intendere l'espressione "chilometri zero".

Per i piu' si tratta di una macchina nuova gia' immatricolata, che e' possibile acquistare risparmiando qualche soldo.

Per altri si tratta di fare la spesa in modo da preferire generi alimentari che abbiano percorso pochi chilometri dal luogo di produzione a quello di vendita.

Prodotti locali, tanto per capirsi.

E' un concetto complementare a quello di "filiera breve", che sta a significare che quel che si compra ha subito pochi passaggi di mano, fino ad arrivare in alcuni casi a comprare direttamente dal produttore.

L'orto dietro casa sintetizza in modo perfetto i due concetti: e' vicinissimo e appartiene a chi ne consumera' i prodotti.

Filiera ridotta al minimo, chilometri ridotti a zero.

Inoltre spesso l'orto offre delle eccedenze che possono essere conservate o scambiate con altri prodotti.

Ci sarebbe molto da dire su come e sul perche' questa pratica che una volta era diffusissima sia andata perdendsi, e sul perche' del suo ritorno.

Riprenderemo a coltivare i pomodori sui balconi?

C'e' chi lo fa, c'e' chi sta per farlo.

postato da: Anna73 alle ore 08:40 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 27 marzo 2008

Traffic kills

Uccide il tuo silenzio, uccide l'aria che respiri, uccide il tuo tempo.

Fa piu' vittime della guerra in Iraq, ma nessuno si scandalizza.

E' l'arma perfetta se vuoi eliminare qualcuno: basta investirlo con la macchina.

Se proprio ti beccano di' che non l'hai fatto apposta, e a parte un po' di clamore iniziale nessuno ti torcera' un capello.

Perche' si sa che il traffico uccide.

Uccide gli animali come le persone, i bambini come gli adulti, gli uomini come le donne.

Si sa che e' cosi', cosa si puo' fare.

Forse che se ne puo' fare a meno?

Nessuno che si ribelli, nessuno che dica nulla.

O -forse- quasi nessuno.

Traffic Kills

postato da: Anna73 alle ore 08:36 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 19 marzo 2008

Benzina verde

Qualcuno dev'essersi accorto che il grano e' verde come la benzina.

E' questo il motivo per cui buona parte dei terreni a coltura cerealicola sono stati destinati alla produzione di biocarburante.

La conseguenza e' stata un'ovvia impennata dei prezzi, perche' la gente purtroppo continua a voler mangiare prima di andare in macchina.

Visto che non c'e' terra a sufficienza per produrre cibo e carburante, bisogna operare una scelta.

E come sempre la scelta operata sara' quella piu' redditizia, quindi il prezzo del pane continuera' ad aumentare.

Anche perche' nel frattempo una bella fetta di terreni agricoli e' stata divorata dall'espansione delle citta' e ora ospita capannoni, parcheggi, centri commerciali, villette e altre redditizie infrastrutture.

Redditizie per chi le ha costruite, forzando la modifica di piani regolatori che andavano benissimo com'erano.

Siamo troppi, troppo affamati, troppo feroci su un pianeta che ha una superficie grande, ma pur sempre limitata.

Immaginate un po' come andra' a finire.

postato da: Anna73 alle ore 08:57 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 12 marzo 2008

I marziani di Londra

Gli alieni sono tra noi.

Be' non proprio tra noi, ma almeno sulla Terra.

Vanno in bici col giubbetto ad alta visibilita' anche di giorno, per farsi vedere meglio.

Possiedono un casco e lo portano allacciato in testa e non al manubrio.

Si fermano ai semafori rossi, e quando viaggiano tengono la destra -pardon, la sinistra-

Di notte accendono le luci, bianca davanti e rossa dietro.

Rispettano il codice della strada e sono mediamente gentili con gli altri.

Soprattutto sono tanti: una vera invasione.

Scivolano per la citta' senza far rumore, senza inquinare, senza uccidere nessuno.

Sono bellissimi: sembrano uomini e donne come noi, ma e' evidente che sono diversi.

Mi domando solo perche' siano atterrati a Londra e non a Torino.

Di certo avranno avuto i loro buoni motivi.

Speriamo che prima o poi arrivino anche qui.

postato da: Anna73 alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 22 gennaio 2008

La giostra ferma

Quando all'eta' di sette anni iniziai a sciare -erano i primi anni '70- lo sci non era ancora il fenomeno di massa che sarebbe diventato nei decenni successivi.

Gli impianti avevano capacita' ridicole se comparate a quelle di oggi, si faceva tanta coda allo skilift ma in compenso non la si faceva sulle piste.

Le tavole non si sapeva cosa fossero, gli sci non erano sciancrati e se perdevi di vista gli amici invece di telefonargli ti rassegnavi a sciare da solo.

Col passare degli anni le cose sarebbero cambiate, e la crescita vertiginosa del numero di sciatori avrebbe finito col portare buona parte dei difetti della citta' sulle montagne: congestione, caos, incidenti, inquinamento acustico e atmosferico.

Smisi di sciare verso la meta' degli anni '80, e da allora non ho mai avuto rimpianti.

A volte mi capita di passare vicino a qualche piccolo impianto in disuso, a suo tempo soffocato dalla concorrenza delle localita' piu' alla moda, e penso che prima o poi anche gli altri faranno la stessa fine.

E francamente non e' che la cosa mi dispiaccia tanto.

Perche' scendere dalla giostra a volte fa bene.

postato da: Anna73 alle ore 08:45 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 14 gennaio 2008

Nostra Signora dell'elettrodotto

In molti casi si potrebbe fare a meno dell'uso dell'auto senza che la vita cambi piu' di tanto.

Mai invece si potrebbe rinunciare alla corrente elettrica.

Vivere senza corrente elettrica vuol dire tornare al medioevo.

Niente piu' luce, niente frigorifero ne' elettrodomestici.

Niente telecomunicazioni, televisione, internet.

Niente ascensori, dispositivi elettrosanitari, pompe che fanno uscire l'acqua dai rubinetti.

Gli ospedali ridotti alla chiusura, l'industria pressoche' ferma.

Rimanere senza energia elettrica vuol dire tutto questo e molto altro ancora.

Quando si dovra' decidere dove bruciare un petrolio sempre piu' caro e introvabile la scelta sara' ovvia.

Non ci sono santi, in assenza di fonti alternative.

postato da: Anna73 alle ore 08:50 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 20 dicembre 2007

Conti di fine anno


(FotoChrome)

Circa 3000 km in bici sul percorso casa-lavoro in un anno.

Cinquecento euro risparmiati, 135 ore di attivita' fisica gratuita.

Piu' o meno 230 litri di benzina o gasolio non consumati.

Ci sarebbero anche un altro migliaio di chilometri nei fine settimana, ma quelli non li contiamo.

Temperature d'esercizio da -6 a piu' di 30 gradi.

Di giorno come di notte, col sole e con la pioggia.

C'e' gente che dice che non si puo' fare, che e' una pazzia, eppure io sono qui a dimostrare che non e' vero.

Come del resto sto anche a dimostrare che un uomo puo' vestirsi da donna senza che questo lo porti a prendere delle brutte abitudini, ma anzi possa comportare un netto miglioramento della qualita' della sua vita.

E' che la gente quando non vuole sentire non ci sente.

Tante cose rimangono impossibili.

 Finche' non arriva qualcuno che non sa che lo sono e -semplicemente- le fa.

postato da: Anna73 alle ore 08:49 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia, disforia
giovedì, 13 dicembre 2007

Soluzioni

Per il trasporto su lunghe distanze.

Per le distanze medio brevi.

Per le distanze brevi.

Sembra tanto difficile?

postato da: Anna73 alle ore 09:12 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 12 dicembre 2007

Prove generali di peak oil

Sono bastati due giorni di blocco dei trasporti ed ecco i risultati.

Il presidente di Confindustria che sclera, schiuma e se potesse invocherebbe l'intervento dell'esercito pur di non veder fermare il prezioso giocattolone dell'economia.

La gente che teme di restare senza cibo e bevande ma -soprattutto- senza benzina.

Le code, gli accaparramenti, le provviste esagerate, le taniche di plastica per il gasolio nel bagagliaio.

Un noto editorialista del Corriere che dalle sue colonne scrive "non si puo' bloccare in questo modo un Paese sotto Natale".

Scrive proprio cosi': "sotto Natale".

Gente che cade dal pero e s'impanica, come se non si fosse mai saputo che dipendiamo in tutto dai trasporti su gomma, i quali a loro volta dipendono dalla disponibilita' di petrolio.

Un altro paio di giorni cosi' e leggeremo delle risse al supermercato, degli accoltellamenti al distributore.

I camionisti stanno suonando la sveglia a un Paese che finora non ha fatto che dormire.

Lo stanno facendo per meri interessi personali e corporativistici certo, ma lo stanno facendo.

Peccato che poi, finita la protesta, le cose torneranno alla normalita' e tutti dimenticheranno tutto fino alla prossima volta.

Siamo in Italia, dopotutto.

Non sapete cos'e' il peak oil? Cliccate qui

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categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
venerdì, 09 novembre 2007

Energia solare


(FotoChrome)

Qualche milione di anni fa sulla calda superficie degli oceani prosperavano le alghe.

Dovevano essere una cosa tipo la mucillagine che ogni tanto infesta la riviera romagnola: non belle a vedersi, ma col tempo si sarebbero dimostrate utili.

Grazie al calore e alla luce del sole si moltiplicavano, fissando nei loro tessuti l'anidride carbonica dell'atmosfera.

Una volta morte si depositavano sui fondali, e li' col trascorrere delle ere geologiche sarebbero finite negli strati profondi del sottosuolo.

In presenza delle giuste condizioni di temperatura e pressione, questi sconfinati cimiteri di alghe si sarebbero poi trasformati in giacimenti di petrolio.

Estratto e raffinato, quel liquido avrebbe restituito bruciando l'energia immagazzinata milioni di anni prima, e anche l'anidride carbonica fissata nel processo.

Chi dice che l'energia solare non serve a nulla non ha capito che e' proprio lei a portarlo in giro.

Accumulata e concentrata nel corso di milioni di anni.

Bruciata nel giro di qualche millisecondo.

La maggior parte delle volte, inutilmente.

postato da: Anna73 alle ore 08:42 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 06 novembre 2007

Drogati

Traffico20071106_01

Il comune di Torino -Dio lo benedica per questo- ha deciso di introdurre norme piu' restrittive sulla circolazione dei mezzi inquinanti.

E' un po' come andare a dire a dei drogati:

"Cari drogati: visto che di droga mal tagliata si muore, da oggi vi dovete drogare solo con della roba buona, che vi fa male lo stesso ma almeno non morite subito."

Se vi sembra paradossale allora dovreste leggere le reazioni dei drogati in questione:

"Qui si vuol colpire chi ha meno reddito."

"Non ne possiamo fare a meno."

"Vogliamo continuare con la roba cattiva che costa meno, chissenefrega."

Ora -che io sappia- quello alla mobilita' motorizzata individuale non e' uno dei diritti umani riconosciuti come tali, mentre nella lista e' assai piu' facile trovare il diritto a vivere in un ambiente in cui ammalarsi non sia una certezza, o magari in cui sia improbabile morire schiacciati da un furgone.

Il problema e' che queste cose sono difficili da spiegare ai drogati.

Siamo diventati un popolo di paralitici, che senza la carrozzina a motore pensa di non poter piu' vivere.

Vaglielo a spiegare che usare l'auto per lavoro non e' la stessa cosa che usare l'auto per recarsi al lavoro.

postato da: Anna73 alle ore 08:38 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 23 ottobre 2007

Il picco delle foto

Il prezzo del petrolio e' triplicato rispetto a qualche anno fa.

Il prezzo dei carburanti non e' cresciuto di conseguenza perche' in Europa sono le tasse a formare gran parte del prezzo al consumatore, e loro non sono aumentate.

Inoltre il petrolio si contratta in dollari, e il cambio favorevole con l'euro concorre a mitigare gli effetti dell'aumento.

Pero' il prezzo della materia prima e' triplicato, e questo vorra' pur dire qualcosa.

Da piu' fonti si afferma che il picco mondiale della produzione petrolifera e' stato raggiunto nel 2006.

Questo non vuol dire soltanto "tutti a piedi".

Col petrolio si producono fertilizzanti, energia elettrica, farmaci, fibre sintetiche, cosmetici, plastiche, prodotti chimici, materie prime per l'industria e solo in parte carburanti per motori automobilistici, aerei e navali.

Le conclusioni sono fin troppo ovvie.

Inoltre -come se non bastasse- non avro' piu' a disposizione trucchi, calze, vestiti a basso costo, parrucche e forse manco internet.

Di conseguenza faro' meno foto.

Quindi guardatemi, finche' potete.

postato da: Anna73 alle ore 09:00 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia, disforia
giovedì, 02 agosto 2007

Fragile luna

Sembra di essere sulla luna, ma siamo a poco piu' di cento chilometri in linea d'aria da Torino.

Le nevi apparentemente immacolate sono in realta' inquinate da residui di combustione trasportati dal vento dalla Svizzera, dalla Francia e dall'Italia.

E' un ambiente fragile, benche' severo.

Dal lato italiano stanno costruendo una nuova funivia d'alta quota, come se non bastassero quelle che gia' ci sono.

Si stanno divorando questi luoghi per far soldi.

Perche' la gente possa andare a sciare, o a far le gite senza faticare troppo.

E questo non va bene.

No, no.

postato da: Anna73 alle ore 09:06 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 21 giugno 2007

Colpa di nessuno


"Mah, mi domando perche' stia facendo 'sto cazzo di tempo..."

"...un’ora e mezza di pioggia, grandine e vento di intensità e violenza quasi da uragano tropicale..."

"...alberi sradicati dalla furia del vento e scaraventati in mezzo alla strada, strade trasformate in torrenti così impetuosi che travolgono fioriere e dehors..."

"...Decine di auto inchiodate al centro della carreggiata con l’acqua a metà portiera e i passeggeri bloccati all’interno..."

(La Stampa, 21 giugno 2007)

Come scrive la Littizzetto, si rischia "che siamo l'unico stato al mondo che ha due calamità in contemporanea, la siccità e lo stato alluvionale."

Si chiama tropicalizzazione del clima, e ha poco a che fare con le spiagge e le palme.

Colpa di nessuno, come suggerisce la vignetta in apertura.

postato da: Anna73 alle ore 09:56 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 07 giugno 2007

Tuca' brusa'

Ovverossia "toccato bruciato".

Lo ripeteva spesso il mio anziano professore di radiotecnica.

Se una cosa la tocchi e ti bruci, allora non la tocchi piu'.

Ma se la stessa cosa invece di bruciare subito fa' dei danni che si manifestano solo in futuro, allora la gente in media se ne frega.

Gli stili di vita sbagliati, l'inquinamento ambientale, il sesso non protetto con gli sconosciuti.

La velocita' eccessiva sulle strade, il fumo, l'alcool, la droga, il troppo cibo.

Vivere in modo insoddisfacente e non far nulla per cambiare, frequentare le persone sbagliate, sprecare il proprio tempo.

Tutte cose che sarebbe meglio bruciassero subito, piuttosto che incenerire a lungo termine.

(Nella foto: smog su Torino)

postato da: Anna73 alle ore 08:26 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia