venerdì, 26 giugno 2009

Fotografie

Ho in mente una scena di un film, "Titanic", in cui giunti quasi alla fine la cinepresa indugia in una lunga carrellata su una galleria di foto che la protagonista porta sempre con se', e che colgono alcuni dei momenti salienti della sua vita.

Dicono che sia abitudine dei vecchi guardare sempre al passato, mentre i giovani dovrebbero invece guardare prevalentemente al futuro.

Sta di fatto che, giovani o vecchi, tutti ci portiamo dietro delle icone, dei personaggi, dei luoghi e delle situazioni legati al nostro passato, che in qualche maniera ce lo ricordano e ce lo fanno sembrare meno lontano.

Come quei vecchi film degli anni '50 che mia madre guardava il pomeriggio della domenica, riconoscendone gli attori, le attrici, con l'immancabile "ecco, questo e' gia' perfino morto" che ogni tanto scandiva la visione del film.

La mia generazione ha avuto innumerevoli icone, forse piu' di tutte le precedenti messe assieme.

Abbiamo rockettari ottuagenari che ancora tengono il palco per un pubblico sempre piu' ingrigito, abbiamo attori, attrici, calciatori, scienziati, cantanti, politici -si', politici- e ogni genere di umanita' la cui sola esistenza in vita in qualche maniera ci da' un senso di continuita' col passato.

Ma, siccome sono tutti esseri umani, ogni tanto capita che le icone muoiano.

Ne nascono di nuove nel frattempo, certo, ma le sentiamo via via piu' estranee tanto piu' invecchiamo e siamo quindi meno partecipi della loro nascita, della loro ascesa, del loro successo.

Attraverso il filtro della memoria il passato ci appare migliore del presente, magari anche solo perche' eravamo piu' giovani, perche' ancora vivevamo in un certo modo.

Poi a un certo punto, spesso senza neanche saper bene perche', abbiamo smesso, e tutto si e' fermato.

Le icone vecchie non sono state piu' sostituite dalle nuove, cosi' come le foto ingiallite dei viaggi di tanti anni fa non potranno mai essere scalzate da quelle della gita a mare col pullman dei pensionati, o da quelle scattate fuori dal ristorante mentre passeggiamo col bastone che ci sorregge.

Si perde contatto, ecco quel che succede.

Resta il passato, restano quelle fotografie allineate sul ripiano della cassettiera della stanza da letto che hanno valore solo piu' per noi e per pochi altri che vedendole ancora possono capire, apprezzare.

Ricordare.

postato da: Anna73 alle ore 11:50 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life

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