La perfezione non e' di questo mondo.
La felicita', a volte, sÃ.
"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."

Sole, vento, cielo terso e ombrelloni bianchi su un prato verde ben curato.
Loro si aggirano tra sedie e tavolini, come me.
Donne messe "in tiro" e donne appena uscite dal lavoro.
Bambini, tanti.
Mamme coi passeggini, orgogliose del pupo che gia' cammina e aiuta a spingere il fratello piccolo.
"Tre anni ad agosto" "Nascera' ad ottobre" "Ah come crescono".
Mamme che al buffet riempiono i piatti delle creature in modo inverosimile, ben sapendo che difficilmente mangeranno tutto.
La competizione per il cibo e' un retaggio antico che affiora nei gesti nervosi, nelle file saltate, nell'ansia di dar da mangiare alla creatura.
In condizione di necessita' ucciderebbero per il cibo: lo farei pure io, comunque.
E' il mondo degli altri.
Quello che io adesso guardo da fuori, chiedendomi quante di queste famigliole ospitino o crescano omosessuali repressi, travestiti insospettabili, puttanieri convinti e mariti violenti.
Le persone che si mostrano per quel che sono son rare, e quasi sempre lo fan di nascosto.
Nel mondo degli altri bisogna salvare le apparenze, essere ipocriti, negare se' stessi.
Ecco perche' non ho mai voluto farne parte.