La perfezione non e' di questo mondo.
La felicita', a volte, sí.
"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."

Conosco delle trans molto dignitose, carine, educate e in alcuni casi decisamente colte.
Tra loro anche alcune che hanno sempre fatto il mestiere, e non sto parlando di bibliotecarie s'intende.
Ci sono trans che hanno rispetto di se' stesse e degli altri, che cercano di offrire un'immagine pulita e gradevole di se'.
E poi ci sono quelle che stanno andando in televisione in questi giorni, e che ieri ho avuto la sventura di vedere.
Gonfie, volgari, aggressive, in alcuni casi pure decisamente brutte.
Perfette per un certo tipo di televisione, ma disastrose per l'immagine della categoria.
Saranno anche tutte rifatte e piene di ormoni, ma conosco semplici uomini vestiti da donna che gli ormoni non li hanno presi, il seno non ce l'hanno ma sono infinitamente piu' gradevoli, tanto per dire.
Gia' ai tempi di Lapo e Patrizia m'era venuto qualche dubbio sulle preferenze di certa clientela, ma poi sembrava essere stato appurato che lei altro non era che un intermediario -e poi che fine avra' fatto, sara' ancora viva? Boh!-.
Queste invece pare siano state implicate in prima persona nella storia come parte attiva -mi si perdoni l'allusione- e allora mi vien da chiedermi se non ci fosse davvero niente di meglio in giro.
Si', perche' ci vuole davvero un bel coraggio a condividere il letto con certi personaggi, sebbene per il breve tempo di un incontro fugace.
E' brutto giudicare le persone in base all'apparenza fisica, ma quando ieri le ho sentite berciare in tv ho pensato che in fondo appaiono per come sono.
Per dire, Luxuria non sara' una bellezza, ma ha una dignita' che quelle non si sognano neppure.
Degrado, ecco cosa comunicano: degrado.
Forse piacciono proprio per questo, va' a sapere.
O forse piacciono per il solito motivo, ma tanto varrebbe allora fare un piccolo sforzo in piu' e andare direttamente con gli uomini.
Non ci vedo tutta quella differenza.

Un litro e mezzo di acqua gasata cinque centesimi.
L'acqua naturale -ma refrigerata- invece e' gratis.
Questi chioschetti rappresentano un tentativo della societa' dell'acquedotto torinese di far bere la propria acqua invece dell'acqua minerale imbottigliata.
Conoscendo un minimo la psicologia delle persone avrebbero dovuto mettere prezzi piu' alti, cosi' l'acqua sarebbe stata piu' buona, ma almeno e' un inizio.
L'acqua gasata e' indistinguibile da quella commerciale, tranne per il fatto che costa molto meno.
Li' vicino c'e' pure il distributore del latte fresco a un euro al litro.
Fanno piu' affari col latte, direi.
Comunque per l'acqua mi permetto di essere ottimista.
Ci penseranno i privati ad aumentare i prezzi.

Ho sempre ammirato chi, pur potendoci arrivare, si fermava a poca distanza dalla cima e faceva un passo indietro.
Non parlo tanto di cime vere, quanto della metafora che la cima rappresenta.
Solo le persone piu' sicure di se' e piu' forti sanno farsi carico di tutta la fatica che comporta l'arrivare in alto per poi rinunciare al merito, alla fama, ai vantaggi.
Chi rinuncia alla cima non diventa famoso, non diventa ricco, non diventa un modello per gli altri.
Diventa migliore, anche se -forse- non gliene importa granche'.
Perche' e' sempre stato bene cosi' com'era.

Pare che i media stiano finalmente sdoganando le trans, o "i trans" come alcuni si ostinano a chiamarli.
A parte la confusione sul genere, tipica di un certo giornalismo superficiale e approssimativo, non passa giorno senza che in tv e sui giornali si parli di trans.
Ovviamente i contesti in cui se ne parla sono quasi sempre torbidi e inerenti a fatti di cronaca, ma intanto se ne parla.
Cosi' capita che anche tra gli uomini-che-si-vestono-da-donna-senza-per-questo-essere-trans cambi atteggiamento, e qualcuno cominci ad ammettere che in fondo se andiamo in giro vestite da donna al massimo ci prendono per delle trans.
Non per delle donne, che era l'obiettivo iniziale, ma per delle trans.
E' gia' qualcosa, almeno non ci si illude piu' di apparire per quel che troppo spesso non si e'.
E' un passo nella direzione giusta.
Se i media sdoganassero anche gli uomini-vestiti-da-donna di cui sopra si potrebbe finalmente uscire senza fingere di essere un'altra cosa, vale a dire con la coscienza a posto che deriva dal non voler prendere in giro nessuno.
Se mai avverra', speriamo almeno che il contesto sia diverso.
Niente cronaca nera, ad esempio.

(Da Internet)
Pacchi di vecchi estratti conto, scontrini della carta di credito, ricevute.
Lettere della banca inviatemi in gran numero e a mie spese.
Referti di visite mediche fatte dieci anni fa, contrassegni dell'assicurazione di auto che non possiedo piu' da tempo.
Ricevute di pagamento di bolli delle auto di cui sopra -ricevute che tengo, si sa mai-, rendiconti del deposito titoli, richieste di bonifici e relative modulistiche.
Due lettere della banca ricevute a novembre 2004 e mai aperte, si vede che avevo altro a cui pensare allora.
Decine di chili di carta ad alto contenuto di dati sensibili di cui mi sarei sbarazzata gia' da tempo, avessi saputo come fare.
Be' la soluzione c'e': basta spendere trenta euro e comprarsi un distruggi documenti, una di quelle macchinette che tagliano i fogli a strisce.
Si passa una sera a tritare carta, se ne fa un bel sacco, si da' una vigorosa rimestata e poi un po' per volta e in bidoni diversi -ma tutti della carta- ci si disfa delle striscioline.
Un sacco di spazio in piu' sugli scaffali e nei cassetti, ora c'e' solo piu' quel che serve davvero tenere.
Ho addirittura ritrovato il certificato di proprieta' dell'auto, per dire.
Quello pero' l'ho tenuto.
Per ora.

Come sto.
Disgustosamente bene, grazie.
La salute, almeno per quel che ne so, e' ottima.
Il lavoro va bene.
La mia compagna mi adora.
I soldi non mancano, e poi me ne servono comunque pochi.
La bici, anzi le bici vanno da dio.
Ogni tanto mi vesto da donna, ogni tanto esco.
Ho pure scoperto un sito per vedere i film sul pc in streaming e sto recuperando tutti i film che negli ultimi anni non ho visto al cine per pigrizia, oltretutto a gratis.
Ci sarebbe altro, ma credo che basti.
Ho tutto quel che voglio, ma soprattutto voglio tutto quello che ho.
E quindi sto bene.

Cammino su un tappeto di foglie, e penso.
Le donne hanno momenti di felicita' incomprensibili alla maggior parte degli uomini.
Te ne accorgi quando togli le scarpe coi tacchi dopo averle indossate tutta la sera, specie quando sono nuove.
I vestiti delle donne sembrano fatti apposta per essere scomodi, per rendere difficili i movimenti, per far diventare vulnerabili.
Le scarpe alte ti impediscono di correre, le gonne strette ti obbligano a far passi corti, le calze rischiano di strapparsi se appena si impigliano da qualche parte.
Cose che gli uomini difficilmente capiscono, finche' non le provano.
Guardo avanti la strada illuminata dai lampioni, e' notte.
Se fossi una donna mi sentirei a disagio qui.
Che triste e' diventato il mio quartiere.
Non serve che un luogo sia davvero pericoloso per percepirlo come tale.
Basta che sia freddo.
Non e' un mondo per essere donne, questo.
Non qui, non ora.

Carina questa vignetta.
In effetti il riciclaggio delle materie prime, pur essendo una buona pratica, sul fronte della riduzione delle emissioni in atmosfera incide assai meno della nostra dissennata politica dei trasporti.
Per cui la prossima volta che vi sentirete buoni perche' fate la raccolta differenziata pensate a quanto piu' buoni potreste diventare se differenziaste anche i vostri mezzi di trasporto.
Che dite, non e' di moda esser buoni?
In effetti in tanti posti la raccolta differenziata si fa perche' e' stata resa obbligatoria.
Comunque se volete vedere altre vignette, le trovate QUI.

Per qualcuno e' una ferita in mezzo ai campi.
Per altri e' un luogo di lavoro, da percorrere piu' volte al giorno o da rappezzare quando si aprono le buche.
Per qualcuno e' una rottura di palle, e in genere sono quelli che ci abitano vicino.
Per questi sono cavalcavia da percorrere ogni volta che la devono attraversare, una trincea che divide posti vicini per renderne altri meno lontani.
Per qualcuno di loro e' stata la casa da buttar giu', il campo espropriato, e questi di solito non l'amano molto.
Per la maggioranza e' solo un biglietto da ritirare e poi via sperando che non ci sia coda.
E per molti e' coda di chilometri, specie ad agosto o nei week-end.
Per qualcuno e' una pista sulla quale gareggiare senza che ci sia un premio in palio.
Per alcuni di loro e' stata l'ultima cosa che hanno visto.
In effetti come pista e' un po' carente, un po' troppo affollata.
Tutta questa gente che va piano, che intralcia.
Non come nella pubblicita', in cui la strada e' sempre libera.
Che frustrazione.
Che fastidio.

"Beve!"
"Lascialo fare, e' affar suo."
Quando con la macchina investira' qualcuno che conosci, o magari proprio te, sara' anche affare tuo.
"Si droga!"
"E allora? Affari suoi!"
Quando a causa sua e di quelli come lui avrai gli spacciatori sotto casa, sara' anche affare tuo.
"Passa col rosso!"
"E allora?"
Allora il giorno che ti mettera' sotto sulle strisce la cosa ti tocchera'.
"Non ha pagato il biglietto dell'autobus!"
"E mica lavoro per l'azienda dei trasporti io!"
Ma un giorno dovrai pagare anche per lui, anzi forse lo stai gia' facendo.
"Guarda hanno scippato quella donna!"
"Fatti gli affari tuoi, non cercar grane."
Il giorno che scipperanno te o tua moglie saranno le grane a cercare te.
"Un altro morto di mafia!"
"Finche' si ammazzano tra di loro..."
Le pallottole vaganti non ti chiedono se sei mafioso prima di colpirti, pero'.
"Ha speso cinquecento euro per un paio di jeans stracciati fatti in Cina, ma con un marchio famoso!"
"E allora? Son soldi suoi!"
Peccato che quei soldi vadano ad arricchire aziende che hanno tolto o stanno togliendo lavoro agli italiani, incoraggiandole a continuare.
"Guarda che schifo di aria, che puzza!"
"Tira su il finestrino, metti il ricircolo, accendi il condizionatore."
Forse che quella roba non esce anche dal tuo tubo di scarico?
Farti gli affari tuoi, illuderti che tanto a te non tocchera' mai non e' un modo saggio di agire.
Prima o poi potrebbe toccare a te, e allora sarebbe troppo tardi.
Le azioni degli altri non sono mai una cosa che non ci riguarda.
Sono affari nostri, prima o poi.
Perche' siamo tutti sulla stessa barca.

Quindici anni fa, quando ebbi il mio primo lavoro fisso, mia madre inizio' a insistere perche' mi comprassi una casa.
Non perche' andassi a vivere per conto mio, ma perche' entrassi in possesso di un appartamento accendendo un mutuo per acquistarlo e probabilmente anche per arredarlo.
Non lo feci, e ad ora non ne sono pentita.
La casa, quando ne ebbi necessita', la affittai gia' ammobiliata.
E' convinzione diffusa che i soldi dell'affitto siano soldi buttati via, ma io non sono d'accordo.
Pagare l'affitto e' come acquistare un servizio: do' dei soldi in cambio di qualcosa.
Nel momento in cui l'appartamento non mi serve o non mi piace piu' me ne vado, e se l'ho affittato ammobiliato non devo neppure organizzare un trasloco.
Se avessi comprato un appartamento quindici anni fa mi sarei trovata per alcune decine di anni a pagare un mutuo, avrei acquistato dei mobili, ma soprattutto mi sarei creata un vincolo.
Io non voglio avere vincoli, tantomeno nei confronti di un luogo, di un oggetto.
Ora una casa me la potrei comprare anche senza mutuo, visto come va il mercato immobiliare, ma non mi interessa comunque.
L'idea di investire tutti quei soldi per un appartamento -una casa isolata non me la potrei permettere- magari con vicini invadenti o rumorosi non m'attira.
Continuero' a spender soldi per l'affitto e non saranno buttati, perche' alla fine mi ci compro qualcosa di piu' importante di quattro mura.
La liberta' di restare, o di andarmene come e quando voglio.

Forse qualcuno ricordera' le immagini della grande crisi del 1929, quelle in cui si vedevano i cosiddetti "uomini sandwich" che si guadagnavano qualche soldo portando a spasso due cartelloni pubblicitari uno appeso davanti e uno dietro.
Oggi, sempre in tempi di crisi ma nemmeno paragonabili a quelli di ottant'anni fa, li ho rivisti.
Piazzati in prossimita' di un incrocio trafficato, quando scatta il rosso fanno avanti e indietro sul filo della linea d'arresto per mostrare il cartellone alle auto ferme.
Vanno avanti cosi' fino a che non scatta il verde, che dopo un po' sanno prevedere cosi' bene che si tolgono dalla strada giusto un attimo prima.
E' un'idea forse non originalissima, ma indicativa dei tempi che viviamo.
Da una parte un sacco di gente che spreca soldi in carburante stando ferma in coda -e non mi si dica che lo fanno per necessita': se non li avessero non li sprecherebbero- mentre dall'altra il poveraccio di turno che cerca di guadagnare qualche euro stando al freddo e respirando gas di scarico.
La forbice tra chi ha e chi non ha che diventa sempre piu' ampia, si direbbe.
Ma c'e' anche un messaggio positivo in tutto questo, ed e' che per una volta la pubblicita' serve davvero a qualcosa.
Rende piu' difficile passare col rosso.

Se non mangi i dolci forse non e' perche' non ti piacciono, ma perche' hai paura d'ingrassare.
Se in una piovosa domenica d'autunno prendi la bici ed esci lo stesso a fare un giro forse non vuol dire che hai la passione della bici: vuol dire che non stai bene a casa tua.
Se decidi usare internet per buona parte dei tuoi contatti sociali forse non e' per allargare i tuoi orizzonti, ma perche' ti infastidisce o ti pesa il contatto diretto.
Se ti lamenti per qualcosa ma non fai nulla per porvi rimedio, forse il problema non e' la cosa di cui ti lamenti ma il fatto che lamentarti ti piace.
Se a un certo punto della tua vita decidi di metter su' famiglia a qualsiasi costo e con chi capita forse non e' per amore nei confronti di qualcuno, ma perche' non stai bene per conto tuo e hai paura del futuro.
Se cerchi di giustificare le tue azioni forse e' perche' temi il giudizio altrui.
Quante cose si fanno senza sapere esattamente il perche'?
E quante invece non si fanno per timore del giudizio altrui?
Che peso, gli altri.
Ci fosse un modo per liberarsene.

Ci sono tanti modi per complicarsi la vita.
Se sei un uomo a cui piace vestire da donna gia' non parti avvantaggiato.
Se poi in casa desideri indossare sempre qualcosa di femminile le cose si complicano, perche' e' ovvio che qualcuno potrebbe suonare alla porta o che potresti aver bisogno d'uscire sul balcone, cosa che con parrucca bionda e completino rosa darebbe un po' nell'occhio.
Infine se tutte queste cose le vuoi fare non vivendo da solo ma con moglie e figli allora meriti davvero un riconoscimento, perche' come sei riuscito a complicarti la vita tu difficilmente riuscirebbe qualcun altro.
Ecco io son queste le cose che non capisco.
Ma la gente ci pensa, alle conseguenze delle proprie azioni?
Ovvio che no.
E purtroppo non solo quando si tratta di decidere se vestirsi da donna o meno.

(foto da Ciclistica.it)
Bella vero?
Altroche' se e' bella, e giovane, e sorridente.
Dev'essere proprio una ragazza simpatica, oltre che bella.
Chissa' quanti amici avra', quanti ammiratori, quanti spasimanti.
Eh, beata gioventu'.
Beh, sapete che vi dico?
Scordatevela.
***
Capita a volte che un collega scherzosamente mi dica, sapendo che vengo al lavoro in bici, che un giorno o l'altro mi stirera' con la macchina.
Nessuno che mi dica mai "mi compro una pistola e ti sparo in faccia", mentre a volte capita che qualcuno -scherzando si capisce- dica che mi investira'.
Io non capisco bene perche' dire che mi investiranno e' spiritoso e dire che mi spareranno in faccia non sta bene e non si fa, in fondo l'effetto e' quasi lo stesso, la premeditazione pure.
E' quasi come se i morti ammazzati sulla strada fossero meno morti di quelli uccisi in altra maniera, come se ci fosse una zona franca, una terra di nessuno in cui puoi uccidere senza dovertene assumere la responsabilita', basta che tu dica che non l'hai fatto apposta, che non hai visto, che non volevi.
Eppure i morti son sempre morti, e fa poca differenza se sono stati investiti da un proiettile di una tonnellata o centrati da uno da dieci grammi.
Le parole dicono molto sui pensieri di chi le pronuncia, e la zona franca esiste eccome nelle teste della gente.
I morti sulle strade son diversi dagli altri, sono davvero meno morti.
Sono percepiti come qualcosa di inevitabile, qualcosa che capita -sempre agli altri beninteso-, qualcosa che "succede".
Il pericolo non sono le strade dissestate, le auto potenti, il buio o la pioggia.
Il pericolo sta nel fatto che per la maggioranza delle persone e' "normale" che la gente muoia sulle strade, e chi muore li' e' meno morto che altrove.
***
Guardatela negli occhi, anche se li tiene socchiusi.
Guardatele il sorriso, anche se e' un po' nascosto dalla sciarpa.
Guardate la posa, adagiata sulla neve.
Guardatela bene, perche' e' morta.
Morta per davvero, sulla strada, in bicicletta, investita da un taxi che non ha neppure frenato, che non l'ha neppure vista.
E poi chiedetevi se davvero avete il coraggio di pensare che la sua morte e' solo un numero, una statistica, una di quelle cose che succedono.
Perche' il vostro essere umani potrebbe anche dipendere dalle risposte che vi darete, e da come cambieranno i vostri comportamenti di conseguenza.
Vi ho detto di scordarvela, poco fa, ma voi non datemi retta.
Ricordatela.
Non aspettate che ci sia qualcuno che vi obblighi ad andar piano, a fare attenzione, ad assumervi le vostre responsabilita' quando guidate perche' tanto nessuno lo fara'.
Cominciate voi a farlo, uno per volta, uno per uno.
I morti sulle strade hanno sempre un volto, un nome e un cognome, cosi' come i loro assassini.
Fate in modo che non siano mai i vostri.

Nel gioco della vita ogni tanto bisogno giocare a qualcos'altro.
Quella di avere una vita segreta, nascosta a tutti o quasi, e' un'esigenza assai comune e questo lo insegnano le cronache dei giornali, quando le "vite segrete" vengono scoperte, o la propria esperienza, quando si decide di viverne una.
Il fascino delle cose proibite, inconfessabili, "peccaminose" direbbe qualcuno e' sempre stato forte.
E' un fascino che in buona parte deriva dalla proibizione e dal doverle fare di nascosto da tutti.
Far cose di nascosto, celare a tutti parti anche importanti della propria vita e' un modo per crearsi degli spazi personali, per fuggire dal quotidiano, per sentirsi in qualche modo "completi".
Ecco voi vedete un tranquillo impiegato che sta scrivendo al computer, ma stasera indossero' un vestito elegante, i tacchi alti, saro' bionda e -auspicabilmente- sexy.
La sensazione di poterla fare agli altri, di mostrare solo parte di se', di avere qualcosa in piu' di quel che si vede garantisce una via di fuga dalla realta'.
"Quella cosa" in piu' verso la quale si fugge non e' la realta', ma una comoda scorciatoia per fingere di non appartenervi completamente.
Con un po' di trasgressione -purche' sana- si risolvono molti problemi esistenziali e si tengono insieme i pezzi di vite che altrimenti rischierebbero di esplodere.
Ma la trasgressione funziona solo se e' segreta.
Se coinvolgete mogli, parenti e amici allora non vale piu': diventa vita.
E poi siete daccapo, e bisogna trovare qualcos'altro.

Ci sono dettagli, particolari, sfumature dell'abbigliamento femminile che apprezzi solo con la stagione fredda.
Una gonna lunga, un paio di calze coprenti, un golfino che ti avvolge le spalle, sono cose che danno un senso di tepore e morbidezza che un uomo difficilmente puo' capire se non lo prova.
Stasera poi mi vedo bella, e mi sento a mio agio.
Quella parrucca vecchia che avevo portato a sistemare e che all'inizio non mi piaceva perche' era troppo gonfia, stando mesi sulla testina s'e' sgonfiata e oggi mi piace come sta.
Forse anche il viso riposato e il trucco giusto mi aiutano a vedermi diversa.
Sono momenti piacevoli in cui per esser felice mi e' sufficiente trovarmi qui, stare bene, sentirmi a mio agio.
Tutto questo sarebbe peccato per qualcuno, ma non per me, non oggi.
La coscienza e' a posto: su di me non ho mentito a nessuno per cui potesse fare una qualche differenza.
E sto bene cosi'.