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Anna73

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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


mercoledì, 30 settembre 2009

A Torino

A Torino stanno scavando per prolungare la metropolitana.
Questa e' una cosa buona, perche' togliera' dalle strade un po' di auto e l'inquinamento -si spera- diminuira'.

A Torino da domani non potranno piu' circolare dal lunedi' al venerdi' dalle 8 alle 19 le auto diesel da Euro 2 in giu'.
Pure questa e' una cosa buona: io ne possiedo una di queste auto, e non ho dovuto aspettare l'ordinanza per smettere di usarla in settimana. Se a qualcuno serve invece l'ordinanza, ben venga.

A Torino stanno pedonalizzando parecchie vie del centro: l'ultima in ordine di tempo e' stata via Lagrange.
Ad ogni annuncio di una nuova pedonalizzazione commercianti e residenti si disperano, poi se vai a risentirli qualche mese dopo son tutti contenti e mai tornerebbero indietro.

A Torino hanno fatto una zona 30 in cui le auto sono obbligate ad andar piano dai dossi e dagli incroci rialzati: a leggere i commenti a caldo sembrava che il traffico da quelle parti sarebbe diventato un inferno, invece e' cambiato poco o nulla e i residenti ringraziano perche' le auto adesso vanno piano per davvero.

A Torino e' da quando c'era la giunta Novelli (fine anni '70) che si costruiscono piste ciclabili: prima non le usava nessuno, ora chi le usa si lamenta che ci trova sopra i pedoni, i passeggini, i cani e a volte anche le auto. Pero' le usano, e se continueranno a usarle sempre piu' persone i pedoni e le auto spariranno.

A Torino sta prendendo avvio il progetto che realizzara' il bike-sharing su tutto il territorio della citta' e c'e' gia' chi dice che sara' uno spreco di soldi: molte persone invece la pensano diversamente e non aspettano altro che di poterlo utilizzare.

A Torino c'e' -forse unico in Italia- un museo interattivo a tema ambientale ("A come Ambiente") in cui portano le scolaresche a imparare il rispetto per il mondo in cui vivono e di cui in futuro dovranno aver cura.

A Torino negli anni si sono smantellate tantissime caldaie condominiali che andavano a metano o peggio ancora a gasolio, perche' e' stato fatto il teleriscaldamento e i camini che prima fumavano e inquinavano ora hanno smesso di farlo.

A Torino ci sono ecocentri che riciclano i rifiuti e la raccolta differenziata porta a porta, che nonostante le iniziali lamentele funziona.

A Torino l'acqua del rubinetto e' buona, e sempre piu' persone -me inclusa- decidono di berla invece di quella in bottiglia.

A Torino c'e' un sacco di gente che si lamenta, e fanno bene perche' di cose da fare ce ne sono ancora molte, ma troppo poche sono le persone che riconoscono che negli anni molto s'e' fatto, anche se molto resta ancora da fare.

E non solo a Torino.

postato da: Anna73 alle ore 11:11 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 29 settembre 2009

Videocrazia



Migliaia di tetti in citta', una o piu' antenne per ogni tetto.
Per ogni antenna una decina almeno di televisori collegati, se il tetto e' quello d'un palazzo.
La televisione arriva davvero dappertutto.

Tranne rarissime eccezioni, saranno almeno cinque anni che non guardo piu' la tv: ho perso il contatto col suo mondo, e non mi manca.

Ieri sera ho visto su internet un documentario svedese di cui non si parla abbastanza in giro:
Videocracy, e mi sono vergognata.

Non per me, ma per voi che ancora lasciate che certi messaggi, certa politica, certa spazzatura entrino nelle vostre case e orientino, condizionino, manipolino voi e i vostri figli.

Non sto parlando del documentario, ma dell'argomento di cui tratta: la televisione in Italia.

Dalla visione emerge desolantemente quanta importanza si dia al giorno d'oggi a certi personaggi, a certi rituali collettivi, al mero, vuoto apparire.

La televisione sta facendo vivere le persone in modo aberrante, proponendo modelli, aspirazioni, stili di vita che nulla hanno a che fare con la realta'.

Spegnetela, non guardatela piu': fatelo per voi.

Puo' essere difficile all'inizio, ma e' per il vostro bene.

Spegnetela.
postato da: Anna73 alle ore 09:15 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 28 settembre 2009

Fort Apache

Le barche con le fiaccole sul fiume, la banda che suona sul ponte, la gente che cammina o va in bicicletta per le strade finalmente sgombre di traffico.

Un po' di vento che ti scompiglia i capelli, qualche innocua goccia di pioggia dal cielo.

Che bello il centro di Torino stasera.

Tutto intorno, l'assedio.

Le luci delle auto sul ponte laggiu', linea di confine tra dove si puo' e dove non si puo' "circolare".

"Circolare" e' diventato sinonimo di muoversi in macchina: se uno non puo' farlo si considera "prigioniero" e invoca diritti costituzionali sulla liberta' di movimento, dimenticando che la costituzione garantisce si' la liberta' di muoversi ma non quella di farlo su un mezzo a motore.

L'assedio e' continuo e il serpentone di auto -perlopiu' immobili- si snoda tutto intorno all'area protetta.

Sembra di stare nel fortino, con gli indiani fuori.

Un fortino che resistera' poco, giusto qualche ora.

Piu' o meno a quest'ora, in un altro posto dove la "liberta'" di circolazione non e' stata compromessa, un imbecille fara' una strage piombando su un'auto con una Ferrari lanciata a folle velocita'.

Uccidere quattro persone e ferirne un numero imprecisato e' cosi' facile, e basta dire che non lo volevi fare perche' ti lascino libero dopo un paio di giorni.

Stavolta c'e' rimasto secco pure l'imbecille, pero', se no sarebbe andato libero come tutti gli altri in breve tempo.

E' un assedio: anzi no.

E' una guerra.

Nessuno sembra accorgersene, ma e' una guerra.

postato da: Anna73 alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
venerdì, 25 settembre 2009

Qualcuno si muove


Per quelli che "come faccio a portare cose pesanti se non ho la macchina?"
(Amsterdam, Olanda)


Per quelli che "come li accompagno i bambini a scuola senza il gippone?"
(Amsterdam, Olanda)


Per quelli che "La spesa quotidiana in bici? Impossibile!"
(Amsterdam, Olanda)


Per quelli che "Mica posso portarmela appresso ovunque!"
(Amsterdam, Olanda)


Per quelli che "Si vabe', 'ste cose pero' le vedi solo in Olanda!"
(Bruges, Belgio)


E infine per quelli che "Si, figurati, un taxi a pedali!"
(Piazza San Carlo, Torino, Italia)

ITALIA?!

Si': Italia.

Fino all'undici ottobre, in via dimostrativa.

Pure gratis.

Qualcuno si muove, anche da noi.

postato da: Anna73 alle ore 09:39 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 24 settembre 2009

Dog bar

Sei in piazza col furgoncino rosso a vender gelati ai turisti.

Qui i gelati Algida si chiamano Ola, magari Algida nella lingua del posto e' una parolaccia va' a sapere, comunque il logo e' quello.

Sei li' a vender gelati, dicevo, e incidentalmente sei pure una ragazza giovane, carina, niente di che ma con un bel sorriso.

Vabe', magari sorridendo venderai qualche gelato in piu' a chi apprezza.

Pero' non sei solo la-ragazza-dei-gelati, sei una persona che tra le altre cose ama i cani.

E allora visto che e' agosto e fa caldo fai una cosa semplice, riempi una vaschetta d'acqua fresca e la metti vicino alla ruota del furgone.

Poi ti prendi il tempo per scrivere in inglese su un foglietto che quello e' un dog-bar (un bar per cani, tradotto), che e' quasi una battuta di spirito e che comunque significa che quell'acqua e' li' per loro, che bevano finche' vogliono.

Prendi il foglietto e l'appiccichi al furgone sopra la vaschetta.

Poi dopo un po' -giorni? settimane?- arrivo io che faccio una foto al dog bar e senza nemmeno comprare il gelato ti sorrido, e tu ricambi perche' capisci che ho capito.

Hai capito che ti ho detto "brava, hai fatto bene, che bella idea" senza proferir parola ma solo scattando una foto.

Ecco: son piccole cose, ma restano.

I piccoli gesti di pochi non cambiano il mondo, lo rendono semmai piu' sopportabile.

E te li ricordi, anche a distanza di tempo.

postato da: Anna73 alle ore 11:20 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 23 settembre 2009

Consigli

Ci sono voluti tre giorni per acquistare questo vestito.

L'abbiamo visto in una vetrina a Bruges, io e la mia compagna.

Lei ha pensato che mi sarebbe stato bene, io le ho risposto "boh", tanto il negozio era chiuso.

Il secondo giorno ho pensato "forse ha ragione lei" e ho deciso di comprarlo, ma il negozio era ancora chiuso.

Il terzo giorno, l'ultimo della nostra permanenza in citta', abbiamo finalmente potuto entrare in negozio.

Inutile dirlo: aveva ragione lei e non l'abbiamo neppure pagato caro.

Se non ci fosse lei a suggerirmi di tanto in tanto qualcosa di diverso mi vestirei sempre uguale.

Gia' le foto son tutte simili, ma li' posso farci poco.

Almeno i vestiti e' bene cambiarli.

Magari ascoltando qualche consiglio, di tanto in tanto.

postato da: Anna73 alle ore 09:25 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 22 settembre 2009

La roba

Non ho bisogno di comprare una casa nuova quando posso comprarne o affittarne una usata.

Abitare in una casa usata non e' disdicevole, anzi cosi' facendo non s'ingrassano i palazzinari che si arricchiscono divorando il territorio di tutti.

Non ho bisogno di comprare un'auto se la mia che ha dieci anni continua ad andar bene e nessuno la prenderebbe se non il demolitore, non perche' non cammini ma perche' e' vecchia.

Non ho bisogno di cambiare il telefonino, o il pc, se quelli che ho fanno quel che mi serve fare.

Non ho bisogno di accumulare "roba" per colmare vuoti affettivi, sentimentali, esistenziali.

Non ho nemmeno bisogno di metter da parte roba per qualcuno quando moriro', perche' non ho figli a cui lasciarla.

La maggior parte della gente che si lamenta di non farcela non e' alla fame: e' solo gente che non regge il peso di tutta la roba che ha comprato e non riesce a mantenere o a finire di pagare.

Gente il cui tenore di vita e' sproporzionato rispetto alle risorse economiche a disposizione, e a volte anche rispetto al buon senso.

La roba e' assai meno indispensabile di quanto possa sembrare, ma le generazioni cresciute davanti agli schermi televisivi e agli spot se ne accorgono sempre troppo tardi.

Per vivere bene basta poco: per vivere male invece ne serve tantissima, di roba.

postato da: Anna73 alle ore 08:38 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 21 settembre 2009

Bello pero'

Col fresco torna la voglia di vestirsi.

Nel mio caso si tratta di vestirsi in modo un po' particolare, lo ammetto.

Avevo dimenticato quella sensazione di benessere che mi da' vestirmi cosi' ed e' bello riscoprire che c'e ancora, immutata.

Un vestito, un paio di calze, delle scarpe.

In un certo senso diventi quello che indossi, e se ci sai fare riesci a convincere te e anche gli altri.

E' un bel gioco, seppure con radici e motivazioni profonde.

Pur sempre un gioco, certo.

Bello pero'.

postato da: Anna73 alle ore 08:41 | link | commenti (8)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 18 settembre 2009

Casa Patata

I nomi dei locali italiani all'estero a volte sono curiosi.

A Bruges esiste un negozio che si chiama "Casa Patata", che negli anni avra' fatto sorridere piu' di un italiano. Si', perche' da noi la prima cosa a cui si pensa sentendolo non sono sempre le patatine fritte.

Credo che un effetto analogo lo ottengano molti nomi esteri di negozi nostrani aperti e gestiti da italianissimi imprenditori.

"Casa Patata" pero' e' un po' ingenuo e fa sorridere, anche considerando che le patatine fritte nel cartoccio non sono una specialita' italiana ma piuttosto di Olanda e Belgio, per esempio.

Eppure sono ancora molti gli italiani all'estero che si aggirano intorno ai locali con nomi italianeggianti, forse nella speranza di scorgervi dietro il bancone la macchina del caffe' espresso -che comunque produrra' sempre un caffe' inferiore alle aspettative, sia chiaro-.

La nostalgia per il cibo, le bevande, il caffe' e' spesso compagna di viaggio degli italiani, e questo non tanto perche' il nostro cibo sia il migliore del mondo e le bevande le piu' buone, quanto per una certa, diffusa incapacita' di adattarsi anche per brevi periodi a qualcosa di diverso.

Andiamo in Francia e cerchiamo il caffe' come in Italia, in Belgio vorremmo gli spaghetti alla bolognese, per fortuna una pizza decente la si rimedia quasi ovunque e mal che vada si ripiega sul kebab, che tanto ormai e' quasi piatto nazionale anche da noi.

Siamo cosi' poco inclini a sperimentare al punto di sembrare quasi insofferenti, quando invece in fondo siamo solo abitudinari, sia all'estero che a casa beninteso.

Guai a cercare di cambiar qualcosa, specialmente da noi.

Guai.

postato da: Anna73 alle ore 14:18 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 17 settembre 2009

Il manuale della vita

I freni della mia mountain bike sono sempre stati un problema.

A volte stridevano, specie sotto la pioggia, a volte frenavano in modo irregolare, quello davanti soprattutto.

Cambiare i pattini risolveva si e no, pulire i cerchioni la' dove i freni fanno attrito poteva anche peggiorare la situazione.

Frenare frenavano, ma non capivo perche' non lo potessero fare in modo silenzioso e uniforme.

Sono andata avanti cosi' finche' non mi sono decisa a fare la cosa piu' ovvia, quella che avrei dovuto fare per prima: leggere il manuale d'istruzioni.

Ho cosi' appreso che i pattini non vanno montati paralleli al cerchione, ma come dire...a spazzaneve, cioe' con la parte davanti un po' piu' vicina al bordo della ruota rispetto a quella dietro.

Ora vanno benissimo: la frenata e' modulabile, precisa, potente e -soprattutto- silenziosa.

Morale: prima di fare qualcosa che si pensa di saper fare sarebbe bene leggere le istruzioni, quando ci sono.

A questo punto si sarebbe tentati di fare il salto e trarre dalla storiella dei freni una qualche indicazione di carattere generale, concludendo in modo forse un po' affrettato che non si puo' perche' un manuale d'istruzioni per la vita non esiste.

Ma non e' vero che non esiste.

Gli altri hanno molto da dire, purche' li si voglia ascoltare.

C'e' molto da leggere, se si e' disposti a tenere un libro in mano.

C'e' tanto da imparare, se solo si smettesse di pensare di saper gia' tutto.

E' pur vero che alla fine ognuno fa' e decide per conto suo, ma a volte il confronto con gli altri aiuta, a non ripetere gli stessi errori almeno.

Ma e' molto piu' facile sbagliare di testa propria, che far bene seguendo l'esempio altrui.

postato da: Anna73 alle ore 13:47 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 16 settembre 2009

Bilancio

E' un po' che su "quella cosa" non ho piu' molto da dire.

Se ne accorgono i partecipanti ai forum sui quali scrivevo, e che ogni tanto continuo a leggere.

Se ne accorgono i lettori del blog, che vedono diminuire le foto che mi ritraggono e i post dedicati all'argomento.

Se ne accorgono le persone con le quali scambio messaggi, perche' parlo quasi sempre d'altro.

Non e' questione d'aver tirato i remi in barca, e' solo che le cose vanno bene cosi'.

Una volta metabolizzata la scomparsa dell'unico punto di ritrovo con un certo tipo di amicizie -sto parlando dell'Evadamo- ci si accorge, semplicemente, che non ci si vede piu'.

Ma le cose, come dicevo, vanno bene lo stesso.

Piuttosto che continuare a ripetermi su certi argomenti preferisco tacere.

Ognuno ha la sua strada, fa le sue scelte compatibilmente col contesto in cui vive: io ho fatto le mie ne' piu' ne meno che gli altri.

Dovessi chiedere di piu', per me, non saprei cosa inventarmi.

Qualcosa mi verra' in mente, prima o poi.

Nel frattempo sto bene comunque.

Pazienza per chi veniva qui solo per leggere di vestiti, scarpe, tacchi alti.

Ma se n'e' mai parlato, poi?

postato da: Anna73 alle ore 09:10 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 15 settembre 2009

Quadri d'autunno

Autunno non significa solo pioggia e foglie che cadono.

Autunno vuol dire anche dormire meglio nel tepore di un lenzuolo invece che nel caldo delle finestre spalancate sulla calura estiva.

Vuol dire le poche volte che esco la sera vestita da donna considerare se mettere o meno le calze, una gonna un po' piu' pesante, una giacchina.

Autunno e' girare in bici per sagre e mercatini in una giornata limpida e fresca, entrare in una chiesetta di paese e trovare una mostra di quadri, fotografarne qualcuno perche' sono belli.

L'autunno non e' solo l'anticamera dell'inverno: e' una stagione a se' ricca di suggestioni, di profumi, di nebbie e cieli tersi, a seconda.

Non esistono stagioni brutte: esistono brutti periodi.

Ma dopo tanto caldo non mi dispiace, l'autunno.

postato da: Anna73 alle ore 08:29 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 11 settembre 2009

I migliori amici delle ragazze

Essere in ritardo non e' una prerogativa esclusiva dei treni italiani: almeno in questo qualche somiglianza con l'estero c'e'.

Quello che sorprende e' che mentre qui a treno fermo in mezzo alla campagna bisogna aspettare che arrivi la protezione civile con l'acqua in estate o le coperte in inverno per sapere che succede, in Belgio dopo dieci minuti di sosta il capotreno informa i passeggeri con l'altoparlante che ci sono dei lavori sulla linea e tocca fermarsi per far passare un altro treno.

Sorprende ancor di piu' che lo dica in tre lingue tra cui l'inglese e, no, non e' un messaggio registrato.

Comunque la nostra coincidenza ad Antwerpen per Bruges e' ormai persa, quindi abbiamo un'ora da passare nei dintorni della stazione in attesa del treno successivo.

Ecco, la cosa curiosa di questo posto e' che tu esci dalla stazione e trovi quello che non ti aspetti, considerato il tipo di gente che di solito bazzica nei dintorni delle stazioni, almeno da noi.

Gioiellerie.

Non una o due, no: tante, tantissime, al punto che pare che qui la gente viva vendendo gioielli, e in particolare diamanti.

Si vedono in giro parecchi ebrei ortodossi, di quelli vestiti di nero col cappello e le treccine, quelli che s'incazzano se li fotografi e quindi meglio evitare.

Beh il binomio ebrei-diamanti e' consolidato, certo vederlo dal vivo fa un altro effetto.

Non ho mai sentito il fascino dei gioielli -non essere una donna aiuta- ma uno sguardo alle vetrine lo diamo comunque, e intanto ricordo.

Ricordo cose imparate tanti anni fa, forse addirittura alle medie.

Il commercio dei diamanti, il taglio, la lavorazione.

E mi ricordo anche che qui siamo nella citta' europea che sui diamanti ci vive, il centro piu' importante.

Anversa.

Mica me ne ricordavo, ma adesso pian piano mi ritorna in mente.

Certo e' difficile nel contempo non ricordarsi anche di Marilyn che canta una delle sue canzoni piu' famose.

I diamanti sono i migliori amici delle ragazze, diceva quasi cinquant'anni fa.

Non che da allora sia cambiato molto.

Forse sono solo meno quelle che se li possono permettere.

Ma un giro a guardar le vetrine non costa nulla, mentre aspetti l'arrivo del treno.

postato da: Anna73 alle ore 08:51 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 09 settembre 2009

Chi e' morto ieri

Ieri e' morto Mike Bongiorno, dicono.

Beh non e' morto soltanto lui.

Apprendo dai comunicati stampa del Comune di Torino che ieri verso le 12 e' morta anche una donna di 64 anni della quale vengono rese note solo le iniziali (R.M.).

E' morta, come spesso capita, investita mentre attraversava sulle strisce pedonali, ma stavolta per me e' diverso perche' conosco bene il luogo dove e' accaduto.

Di come siano andate le cose non so nulla se non quanto riportato nel comunicato, tuttavia vedo spesso in quel tratto a tre corsie che due file di auto si fermano per far passare qualcuno sulle strisce, mentre chi sopraggiunge sulla terza no, non si ferma.

A volte capita che si venga solo sfiorati dal cretino in terza corsia, a volte va peggio, come ieri.

Il comunicato riporta che l'investitore viaggiava su una "Gilera Nexus".

Siccome io non ci capisco nulla di moto vado a vedere su google e scopro che la "Gilera Nexus" non e' neppure una moto, ma uno scooter carenato in modo tale da sembrare una moto senza esserlo.

Ma quel che mi disturba di piu' e' leggere -testualmente- sul sito ufficiale della Gilera, che: "Gilera Nexus è lo scooter che emoziona con la sua guida motociclistica. E' il veicolo ideale per chi vuole arricchire di sportività il tragitto casa–ufficio."

Scrivono proprio cosi': "arricchire di sportivita'".

E allora io mi domando se oltre a quella dello sciagurato che guidava non ci siano anche altre responsabilita', in quel che e' successo.

Si perche' se tu vendi un'idea di sportivita' -falsa, perche' un vero sportivo non ha bisogno di un motore sotto il culo- allora hai le tue responsabilita' se chi la compra poi ti prende alla lettera.

Perche' quella degli sportivi del percorso casa-ufficio e' la categoria piu' pericolosa sulle strade dopo quella degli ubriachi, e come se non bastasse te li trovi in giro tutta la settimana e non solo il sabato sera.

Perche' se tu produci e vendi veicoli che comunicano aggressivita' e potenza a partire anche solo dal design dei fanali non puoi alzare le mani e dire io-no-io-non-c'entro se poi la gente ci si va ad ammazzare, o ammazza qualcuno.

Certo puoi sempre dire cosi' fan tutti, cosi' e' il mercato.

Una leggenda metropolitana racconta che un giorno un tecnico Fiat chiese a un alto dirigente perche' se ci sono i limiti a centotrenta produciamo auto che fanno minimo i centosessanta. Si dice che la risposta fu "lei tiene famiglia?" e l'altro rispose "Si'".

Non so se sia mai accaduto, ma un dialogo del genere e' verosimile perche' se produci veicoli che vanno piano non te li compra nessuno, perche' e' il mercato a volerli cosi' e siccome il mercato comanda su tutto allora ecco, e' comodo alzare le mani e dire io-no-io-non-c'entro.

Io no, io non c'entro.

Intanto R.M. e' morta, lo sciagurato e' in prognosi riservata, il veicolo distrutto.

Pazienza: se ne produrranno altri, altri sciagurati li compreranno e li guideranno "sportivamente" per le vie cittadine.

E' il mercato in fondo, no?

Mica vorremo cambiare tutto, per qualche morto.

postato da: Anna73 alle ore 08:49 | link | commenti (5)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 08 settembre 2009

Venezia ciclabile

Quante venezie ci sono nel nord Europa?

Sinceramente non lo so: da queste parti qualunque citta' con un certo numero di canali e un po' di palazzi di pregevole fattura prima o poi la sentirete chiamare "Venezia del nord".

Pero' architettura a parte c'e' una cosa che rende unica la vera Venezia: l'essere una citta' interamente pedonale.

Amsterdam non e' pedonale: e' ciclabile.

A Venezia le biciclette non possono circolare, ad Amsterdam non si puo' circolare senza bicicletta.

La bicicletta ad Amsterdam e' il mezzo piu' logico, efficiente, rapido che sia disponibile.

Circolare in auto e' difficile, parcheggiare e' un incubo.

I mezzi pubblici, che pure ci sono e sono numerosi, oltre a essere ovviamente a pagamento hanno senso solo se usati per distanze medio lunghe.

Per tutto il resto c'e' la bici, anzi centinaia di migliaia di bici.

Con ovvii problemi di parcheggio, al punto che si ancorano dei barconi sui canali e li si usa per parcheggiarle.

Uno pensa "si paga" e invece no: tutto gratis.

Da noi si scavano parcheggi per le auto sotto terra, con l'ovvio risultato di richiamare altre auto -e quindi traffico- nella zona in cui vengono costruiti.

Qui delle auto non importa niente a nessuno, e si fanno i parcheggi per le bici.

Uno pensa "eh ma da loro si puo'".

Perche' da noi no?

Amsterdam e' in pianura, Torino anche.

Amsterdam ha una superficie di 130 km quadrati, Torino idem (controllate pure su wikipedia).

Amsterdam ha 750.000 abitanti, Torino 900.000 circa.

Ad Amsterdam in inverno fa piu' freddo che a Torino: li' ogni tanto i canali gelano, da noi il Po non mi risulta.

Li' vanno tutti in bici, estate e inverno, a Torino invece no.

Ad Amsterdam hanno la fabbrica della birra, a Torino c'e' la fabbrica delle auto.

Ah, forse abbiam capito perche' li' vanno in bici e qui invece no.

Sara' per quello.

O forse perche' loro sono olandesi, mentre noi a stento ci diciamo italiani.

postato da: Anna73 alle ore 08:56 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 07 settembre 2009

La corsa dei gatti nel vicolo

Ho fatto molto per l'uomo che sono.

Da qualche anno sto facendo parecchio pure per la donna.

Era ora di cominciare a pensare anche al bambino.

***

C'e' vento stasera, il cielo e' limpido e nelle strade scorre il traffico del venerdi'.

Sudo, nonostante il vento.

Sto correndo.

Poche le regole, chiare e semplici da capire.

Raggiungi il checkpoint, prendi il foglietto con la destinazione successiva, guarda sulla cartina dove si trova, raggiungila.

Non c'e' percorso fisso, non ci sono regole.

Alla fine saranno circa venti chilometri percorsi sempre al massimo, con arrivo in salita.

In bici, ovviamente.

Una ventina di persone che che corrono per la citta' incuranti di tutto, col solo scopo di arrivar primi al checkpoint finale.

Gli avventori del locale in cui ho appena ritirato l'ennesimo foglietto che mi guardano stupiti mentre cerco la prossima destinazione sulla mappa.

"Dai che sei terzo!"

"Ma hai visto come corrono?"

"Ma cos'e', una specie di cannonball?"

Trovo la destinazione, riparto.

Si: e' una specie di cannonball.

Sono terzo ma alla fine saro' quasi ultimo, la differenza d'eta', l'inesperienza si fanno sentire.

C'e' gente che avra' quindici anni meno di me, per dire.

Pero' alla fine si arriva, ci si riprende, si beve una birra tutti insieme.

Si fanno progetti per la prossima corsa.

Avrei dovuto uscire stasera, vestirmi, truccarmi, ma sono felice di esser qui per una volta.

Avro' tempo per Anna.

Ne avro'.

postato da: Anna73 alle ore 08:39 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 04 settembre 2009

Ardenne

Strade semideserte, campi verdissimi, foreste.

Due bici -le nostre- che si rincorrono sul nastro d'asfalto, in un paesaggio solo apparentemente in piano ma in realta' pieno di saliscendi.

Ho sempre diffidato dei posti verdissimi: di solito son cosi' perche' piove spesso.

Ho passato vacanze nei deserti per riprendermi dallo sfinimento di settimane di pioggia in Dolomiti, per dire.

Qui almeno oggi non piove, domani chissa'.

Certo che un paesaggio cosi', da noi...

Doveva esser piu' o meno cosi' la pianura Padana, prima che un esercito di inutili villette a schiera e orrendi capannoni tirati su' per pura speculazione la violentasse e la stravolgesse.

Chi avesse dubbi in proposito puo' sempre farsi un giro in Veneto, a controllare.

Qui no, qui pare che abbiano capito che alla lunga vale piu' un prato che qualche metro cubo di cemento brutto.

Prati che tanto per non lasciarli li' a far nulla son pieni di mucche, pecore, e foreste.

Paiono conifere a vederle, con quei tronchi dritti come fusi: da noi avrebbero potuto esser pioppi, magari.

Qui e' cosi': prati, foreste e ogni tanto un paesino di casette coi tetti grigi, tutte fatte in un certo modo secondo lo stile della regione, tutte coi fiori davanti e con gli orti dietro.

Bici in giro poche, chi si sposta lo fa in auto dato che i chilometri da percorrere son parecchi, ma il traffico e' quasi nullo al di fuori dalle grandi arterie.

Non e' male come posto, forse un po' noioso alla lunga, nemmeno una montagna all'orizzonte, una vita che pare sonnacchiosa, il tempo che spesso e' umido.

Cose da fare poche: andare in bici, a cavallo, giocare a golf, qualcuno.

E bere birra, che qui e' una tradizione.

Una dimensione umana, tempi che paion dilatati rispetto ai nostri.

Poco business, poca fretta.

Gente che sta bene insomma, senza far tanto rumore.

Un buon posto per viverci, ci fosse almeno qualche montagna.

postato da: Anna73 alle ore 08:41 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 03 settembre 2009

Tutto qui

Ti siedi sull'aereo dalla parte giusta perche' la giornata e' limpida e sai che lo potrai vedere.

Poi aspetti che il terreno sotto di te smetta di correre, rallenti, prenda a scorrere pianissimo.

Quando e' quasi ora prepari la macchina fotografica, aspetti, e infine lo vedi.

Il monte Bianco.

Bello e' bello, grande pure, ma visto da cinquemila metri sopra la cima non puoi trattenerti a un certo punto dal pensare "beh...tutto qui?".

Si': tutto li'.

Guglie, ghiacciai, crepacci, pareti.

Una buona parte della storia dell'alpinismo classico, da Paccard e Balmat a Bonatti si e' svolta li' sotto.

Un sacco di gente l'ha sognato, ammirato, salito.

Qualcuno ci ha lasciato le penne, ovvio, ma un tratto autostradale medio fa piu' o meno le stesse vittime che fa ogni anno questo gigante di ghiaccio e granito.

Fai in tempo a pensare a queste cose e sei gia' sopra Ginevra e il suo lago.

Il mondo e' grande: sono gli aerei che lo fanno piccolo.

Basta sollevarsi un po' per intuire che ci sono tante cose oltre il monte Bianco, e che val la pena di vederle.

I cambi di prospettiva fan sempre bene.

Aiutano a prender le distanze, anche da se stessi.

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categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 02 settembre 2009

Senza prezzo

Se al mattino si mettono venti litri d'acqua in un sacco nero al sole, la sera sara' possibile farsi la doccia calda a gratis.

Analogamente e' possibile, nel medesimo periodo, con un pannellino solare ricaricarsi le batterie della macchina fotografica.

Sono due i motivi per stupirsi di questo.

Il primo e' che si puo' ottenere gratuitamente qualcosa per cui si e' soliti pagare: magari poco, ma pagare.

Il secondo e' che ci si possa fare la doccia con venti litri d'acqua presi dal torrente.

Sono molte le cose per le quali paghiamo, ma che in realta' potremmo ottenere senza spendere un soldo.

Certo a nessuno verrebbe in mente di appendere un sacco nero fuori dalla finestra per scaldare l'acqua, ma volendo si possono mettere i pannelli solari sul tetto, sia per produrre acqua calda sia per produrre elettricita'.

Dice "eh, ma costa!".

Ovvio che costa: la differenza e' tra spendere tanto subito o la stessa cifra un po' alla volta, col vantaggio di diventare da subito indipendenti nel primo caso, mentre nel secondo non si sa: il gas puo' venire a costare di piu', la corrente pure.

Siamo cosi' abituati a pagare per aver qualcosa che naturalmente diffidiamo di cio' che e' gratuito.

Spostarsi in bici, scaldare l'acqua col sole, coltivare un orto.

Non e' detto che tutto quel che non ha un prezzo, che non richiede denaro non debba aver valore.

Solo Paperon de' Paperoni faceva il bagno nei soldi: per tutti gli altri funziona meglio l'acqua.

postato da: Anna73 alle ore 08:44 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 01 settembre 2009

La casa dei fiori

C'e' un'aria, no anzi una luce diversa qui.

Le nevi che biancheggiano lassu' in alto, le rocce su cui cammino lisciate e smussate dall'azione dei ghiacciai, il cielo limpido nella luce del mattino.

Non ho una meta, mi fermo spesso e mi guardo intorno.

La solitudine e' la vera, unica costante di questo luogo.

Il torrente e' ogni anno piu' difficile da attraversare, e l'ultimo passaggio su tre miseri tronchi manda indietro piu' d'una persona.

Ci vuole un po' di coraggio o meglio di fiducia per passare, ma la ricompensa e' una valle tutta per se' con le sue acque limpide che si possono bere dai ruscelli, i suoi prati, i suoi fiori.

E' venuta molta neve quest'anno, molte chiazze resteranno fino all'autunno e saranno ricoperte dalla neve nuova. E' il ciclo naturale dell'acqua, che evapora dalla superficie dell'oceano per viaggiare in cielo come nuvola e poi venire a cadere su queste montagne.

Mi guardo intorno: c'e' calma di vento oggi e quindi silenzio.

Il cielo blu, limpido mi aspetta: presto partiremo, ma non oggi.

Vedere cose nuove e' una delle grandi lezioni che ti da' la vita, e chi e' nato e vissuto sempre tra queste valli non ne ha potuto mai approfittare. A noi e' andata diversamente, ed e' un bene.

Ci sono tanti posti che volendo puoi chiamare "casa".

Ti puo' anche sfuggire di chiamare "casa" una stanza d'albergo quando sei stanco di stare in giro e implori "dai, andiamo a casa".

Quello di "casa" e' un concetto elastico, abbastanza ampio da comprendere un sacco di luoghi.

Anche una tenda, volendo.

Perche' "casa" non e' un luogo geografico, un posto con delle coordinate precise: latitudine, longitudine, elevazione.

E' la' dove sono le persone che ami.

Quella e' "casa".

Il resto e' solo un posto per dormire.

Chissa' se anche i fiori hanno una casa.

postato da: Anna73 alle ore 09:00 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life