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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


lunedì, 31 agosto 2009

Il fuoco di Sea

E' buio intorno, appena oltre il cerchio rossastro descritto dal fuoco.

Poco lontano il torrente scende ancora gonfio e rumoroso mentre le stelle si accendono a una a una nel cielo.

Io, te, il cane e nessun altro: la prima strada a un'ora di cammino.

Dovremmo aver paura, ma di cosa?

Non c'e' nessuno, non c'e' niente che possa rappresentare una minaccia qui per il semplice motivo che non ci siamo altri che noi.

Allora forse e' la solitudine in se' che dovrebbe far paura.

Ma perche'?

Io, te e il cane.

Le stelle sopra di noi, la luna che sorge, i satelliti che con le stelle sembrano volersi scontrare.

Il torrente che scorre rumoroso e gonfio.

Viaggiare in due e' anche star bene quando non c'e' nulla da vedere, nulla da fare.

E' star bene perche' siamo insieme e tutto il resto diventa superfluo.

Il nostro viaggio di quest'anno inizia qui, sotto le nevi di Sea illuminate dai bagliori della luna.

Non muri, non stanze, non tetto sopra la testa, non tavolo, ne' sedie, ne' letto.

Qui si dorme per terra, si mangia su una stuoia, ci si ripara sotto una tenda e ci si scalda col fuoco, eventualmente, ma e' casa.

Luogo da cui partire, luogo in cui prima o poi si torna.

Con le sue pareti, le sue acque, le sue nevi, i suoi silenzi.

La sua solitudine incantata, i suoi fuochi.

Sea.

postato da: Anna73 alle ore 14:34 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life

Raccontare un viaggio

Che cos'e' un viaggio?

Dipende a chi lo si chiede.

Per noi son stati due zaini e un trolley, un paio di aerei, un numero imprecisato di treni, un paio di bici.

Gialle.

Cosa rimane di un viaggio, una volta concluso?

Anche qui dipende da chi risponde.

A parte tre casette di gesso allineate sulla scrivania e un campanello nuovo per la bici, restano soprattutto fotografie e ricordi.

Magari disposti senza seguire un ordine preciso, che se no la storia diventa noiosa come certi viaggi in treno, in cui piu' che guardare il paesaggio conti le stazioni in attesa della tua.

O come certe serate passate a guardar diapositive, che finiscono per piacere solo a chi le ha scattate.

Dei tuoi viaggi rimane quel che sei capace di raccontare, di passare agli altri.

Della tua vita, pure.

postato da: Anna73 alle ore 09:58 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
sabato, 22 agosto 2009

Scambio di ruoli

Ad Amsterdam trovi essenzialmente tre categorie di turisti, che a volte sfumano l'una nell'altra.

I turisti del fumo che sono li' essenzialmente per andare nei coffee shop, i turisti del sesso che ci vanno per le ragazze in vetrina o i locali gay a seconda dei gusti, e i turisti-turisti che ci vanno per tutto il resto.

Pero' se i travoni locali organizzano una festa in strada si puo' star sicuri che ci sara' un sacco di gente a guardare.

Certo si tratta di drag queen e non di travestiti "seri" che facciano di tutto per passare inosservati, ma proprio per questo lo spettacolo e' assicurato.

Alcune di loro poi sono decisamente belle, e onestamente ad una in particolare ho fatto un sacco di foto e -ammetto- ci ho pure fatto sopra piu' d'un pensiero.

"Quel" genere di pensiero, per capirci.

Gia', perche' quando l'illusione e' cosi' convincente ti scopri a pensare a lei come a una donna, e pure bella, anche se sai che sotto sotto e' un uomo.

E cosi' capisci tutte quelle persone che il pensiero l'han fatto si', ma su di te.

Capisci che in fondo non avevano tutti i torti, perche' tu stai provando la stessa cosa per un'altra che piu' o meno ti assomiglia.

Certo lei e' piu' bella -lo e': poche storie- ma il meccanismo e' uguale.

S'imparano un sacco di cose, viaggiando.

postato da: Anna73 alle ore 08:47 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 21 agosto 2009

Non ero io

Non ero io che ieri mattina alle quattro mi svegliavo in una stanza d'albergo, e che alle cinque prendevo la navetta per il terminal dell'aeroporto.

Non ero io che pochi giorni prima pedalavo nelle vie di Amsterdam su una bici gialla presa a nolo.

Non ero io che per attraversare un ponte ci mettevo dieci minuti tanta era la folla che la domenica pomeriggio era accorsa ad ammirare le drag queen sotto le finestre del Prins Heerlijk.

Non ero io che ascoltavo suonare un organetto nella piazza di Bruges, e intanto filmavo.

Non ero io che provavo a giocare a golf in un prato verdissimo sullo sfondo delle foreste delle Ardenne.

Non ero io che su treni piu' o meno affollati -ma sempre puliti e silenziosi- guardavo scorrere un paesaggio fatto di pianure e canali sui quali enormi chiatte trasportavano tutto quel che in Italia trova posto solo sui TIR.

Non ero io che tra Belgio e Olanda vivevo dieci giorni finalmente al fresco in un'altra Europa.

Ora in casa, con una temperatura da essiccatoio -trenta gradi non li avevo mai avuti- ci ripenso e mi dico che no, non ero, non potevo essere io tanto mi sembra lontano tutto questo, ed e' solo ieri.

Ne avrei di cose da raccontare, facesse solo meno caldo.

Ne avrei.

postato da: Anna73 alle ore 14:59 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life