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Anna73

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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


venerdì, 31 luglio 2009

La mia vera natura

Scopriamo una cosa che ci riesce bene e subito pensiamo che sia la nostra vera natura far quella cosa li'.

Se non lo pensiamo, il dubbio comunque ci viene.

Poi capita che magari ce ne stufiamo, e allora la nostra vera natura non e' piu' quello ma altro, oppure non sappiamo piu' cosa sia.

Passiamo periodi della vita in cui ci convinciamo di essere nati per essere padri, o madri, o mogli, o mariti, o uomini-di-un-certo-tipo, o donne-di-un-certo-tipo, o metti caso uomini che avrebbero dovuto nascer donne o viceversa.

Poi ti svegli un mattino e ti accorgi che no, tutte cazzate, le cose son cambiate e ti guardi allo specchio senza sapere piu' chi sei ma solo chi sei stato finora, e hai la sensazione che le due cose non coincidano, anzi.

E quindi ricominci a porti la domanda: chi sono io, qual'e' la mia vera natura.

Chi voglio essere, cosa voglio essere.

E intanto il tempo passa.

Finche' la domanda stessa non perde di significato, e smetti di portela.

Non importa piu' a nessuno, tantomeno a te.

Ti accontenti di essere, senza sapere cosa.

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categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 30 luglio 2009

Le cose nuove

C'e', in questi ultimi giorni di luglio, un'atmosfera di attesa, di eccitazione, di entusiasmo per un viaggio che va prendendo forma di giorno in giorno.

Un viaggio insolito, almeno per me.

I dettagli, le destinazioni, le date cambiano da un giorno al successivo, tuttavia pian piano si delinea quello che sara' il percorso di massima.

Non sono tipo che ama pianificare: non prenoto gli alberghi settimane prima ne' studio il susseguirsi delle tappe a tavolino.

Mi basta una traccia da seguire, e il tempo necessario a percorrerla.

Sono sicura che sara' una bellissima vacanza, diversa da tutte le altre fatte finora.

La vita non e' fatta per fare sempre le stesse cose.

Almeno, non dovrebbe.

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categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 29 luglio 2009

Il ripostiglio

Come ogni casa che si rispetti ha un ripostiglio, una cantina.

Un posto profondo, nascosto, fuori mano, al quale si accede non per caso ma solo intenzionalmente, attraverso un percorso che ci porta giu'.

Un cammino che di solito non facciamo a meno di non avere un motivo per farlo.

In questa cantina portiamo via via le cose che non vogliamo piu' vedere, ma delle quali non abbiamo il coraggio, il cuore per disfarci.

Vecchi ricordi, cose ormai inutili, cose che sarebbero si' da buttar via ma non si sa mai.

Cose alle quali ci lega un affetto inspiegabile, una polverosa ragnatela di sentimenti.

Cose che hanno fatto il loro tempo, o che il loro tempo avrebbero potuto farlo ma ne e' sempre mancata l'occasione.

Viaggi mai fatti ma solo sognati, conversazioni mai iniziate, storie terminate ancor prima di finire.

Quello che e' stato mischiato con quel che avrebbe potuto essere.

Non sono mai abbastanza profonde, le cantine di quella casa che altro non e' che  la nostra anima.

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martedì, 28 luglio 2009

Andare in montagna

Uno pensa "vai in montagna: beata te che stai al fresco".

Beh, insomma.

Ci sono diversi modi di andare in montagna.

Certo se fermi l'auto nei pressi del tornante, scarichi sedie e tavolino e fai quattro passi per piazzarti nel praticello adiacente e' un conto.

Se accetti di stare come in spiaggia, con torme di gitanti che si affollano intorno e fan casino da quando arrivano a quando se ne vanno, puo' anche andar bene.

Poi torni a casa e il giorno dopo racconti di esser stato "in montagna".

Ma se in montagna ci vai per camminare, e il posto dove lasci l'auto lo chiami -correttamente- "parcheggio", le cose cambiano.

Intanto perche' non stai tanto al fresco, ma sudi.

Il sudore si appiccica: gia' dopo un'ora vorresti poterti fare una doccia ma tanto sai che fino a sera non se ne parla, quindi te lo tieni.

Lo zaino pesa, perche' dentro oltre al cibo c'e' l'acqua -mica si trova ovunque una fontana- e un po' di vestiti per coprirti casomai venisse brutto.

Prendi il sole si', ma a chiazze perche' la maggior parte del tempo cammini: mica stai steso sul prato in costume da bagno.

Insomma per molti aspetti "andare in montagna" e' sgradevole e faticoso, pero' almeno si rimane soli, si incontra poca gente, si vedono dei bei posti.

Basta e avanza, almeno per me.

E non mi dispiace che la maggior parte della gente stia al parcheggio, andassero al mare pero' sarebbe ancora meglio: meno coda la sera al rientro.

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lunedì, 27 luglio 2009

La frontiera

"Voglio vedere la frontiera, prima che sparisca."

L'erba dei pendii e' mossa dal vento, il sole splende caldo su di noi nel cielo limpido mentre per il tempo di una sosta occupiamo questo fazzoletto di terra.

Tutto intorno il panorama e' vastissimo, e se non si guarda troppo il fondovalle si puo' avere l'impressione che l'intervento dell'uomo qui non ci sia mai stato.

Certo le Alpi sono piccole, e' quasi impossibile trovare dei posti in cui non ci siano tracce della presenza umana, pero' se ci si accontenta possono regalare comunque delle belle sensazioni.

Come quella di appoggiare lo zaino su un pendio, stendersi al sole e far finta che intorno non ci sia nulla, nessuno.

Finche' dura, almeno.

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categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 24 luglio 2009

La vie en rose

Non c'e' nessun motivo per rimandare a domani la felicita'.

Il tempo non smette di scorrere solo perche' noi decidiamo di non usarlo.

Se non c'e' un motivo per essere infelici, allora ce n'e' almeno uno per essere felici.

In fondo basta cosi' poco, ed essere felici e' anche saper apprezzare quel poco.

Se la tua felicita' dipende da qualcosa che vuoi avere o che vuoi diventare, allora sei tu stesso che poni degli ostacoli sul tuo cammino.

Come voler attraversare valli e montagne per poi scoprire che non hai fatto altro che arrivare la' da dove qualcuno invece e' partito.

Non c'e' luogo e tempo migliore per essere felici che qui, e ora.

La felicita' non e' un treno che arriva.

E' aprire gli occhi, e rendersi conto che e' li'.

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categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 23 luglio 2009

Scelte difficili

Aggiungere una nota di colore ogni tanto fa bene.

Non che il bianco e nero sia da considerarsi "colore", ma almeno si varia un po' rispetto ai soliti abbinamenti.

Questo e' un periodo in cui sarebbe bello fare tante cose, purtroppo ognuna di loro tende a escludere le altre.

Sarebbe bello uscire la sera, se non dovessi alzarmi presto la mattina.

Sarebbe bello andare in montagna nel fine settimana, ma questo vuol dire non uscire la sera del sabato.

Insomma bisogna fare delle scelte, e visto che la bella stagione non dura tutto l'anno avrei deciso di dare la precedenza alla montagna, e per il resto fare quel che si puo'.

Inoltre in montagna ci si abbronza e ci si mantiene in forma.

Restera' per me sempre un mistero come le donne riescano a fare tutto.

Io son gia' in difficolta' solo a gestire il tempo libero.

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categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 22 luglio 2009

L'albero sul dirupo

E' un albero come tanti altri, ma e' a picco su un dirupo.

Se fosse in mezzo al bosco non lo si noterebbe neppure, ma messo dov'e' appare bellissimo.

Accade lo stesso alle persone.

Non ci sono persone diverse dalle altre: abbiamo tutti un cuore, un'anima, una coscienza.

Eppure qualcuno per le sue idee, per le sue inclinazioni, per il suo aspetto, per la sua condizione sociale ed economica, per la sua provenienza viene considerato estraneo, diverso, non degno di stare nel bosco con tutti gli altri alberi.

E allora viene mandato li', sul bordo del dirupo, da dove si puo' facilmente cadere, lasciarsi andare, perdersi.

Tanti cadono per davvero.

Ma chi resiste al vento che li' soffia piu' forte, chi riesce ad affondare le radici in quel poco di terra, chi rimane dritto nonostante tutto ha il suo premio, perche' li' il sole splende solo per lui e non c'e' nessuno che gli faccia ombra.

E chi passa e lo vede, spesso pensa che sia bello.

Diverso, particolare, unico.

Migliore.

postato da: Anna73 alle ore 08:59 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 21 luglio 2009

I fiori di luglio

Ci sono posti in cui la primavera e' appena arrivata.

Luoghi come questa conca a piu' di duemila metri di quota, ripida e battuta dal vento, in cui per molti mesi all'anno non c'e' che neve.

Quando la neve si scioglie spunta l'erba nuova, e sbocciano i fiori.

Arrivano gli insetti, i gracchi volteggiano sui pendii.

Il sole intiepidisce il terreno e le rocce ma le notti sono ancora fredde, e a volte basta una nuvola per rinfrescare l'aria.

E' un luogo dal clima severo, in cui la bella stagione dura pochi mesi e poi tornano la neve e il freddo.

Le cose belle tanto piu' belle sono, tanto meno durano.

Pero' tornano, come i fiori di questa primavera tardiva.

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categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 20 luglio 2009

Il futuro ritrovato

Eravamo una generazione di astronauti.

Tutti i bambini, chi piu' chi meno, sentivano il fascino delle imprese spaziali.

Ogni maschietto avrebbe voluto un giorno viverne una, le bambine invece un po' meno.

Io al solito cercavo di conciliare le due cose.

Mi piacevano le bambole, ma mi piacevano anche i viaggi sulla Luna.

Anche perche' quello di allora era un futuro di gran lunga migliore di quello che abbiamo oggi.

Peccato che sia rimasto la', sulla superficie polverosa e desolata del nostro satellite.

Chissa' se un giorno qualcuno se lo andra' a riprendere.

Speriamo.

Sarebbe bello ritrovarlo li', immutato, dopo quarant'anni.

postato da: Anna73 alle ore 19:50 | link | commenti
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Un abisso di tempo

Com'era la luna cinquemila anni fa?

Magica.

Al pari del sole, delle stelle, di certe rocce incise di simboli, del vento che soffia la notte tra i rami degli alberi.

Il mondo era pieno di magia, di presenze, di forze che ne regolavano l'esistenza, l'alternarsi delle stagioni, il passare degli anni.

Te ne rendi conto qui, a duemila metri di quota davanti a questo sperone roccioso, ai suoi massi incisi di coppelle, di reticoli.

Torni indietro nel tempo e immagini la pianura senza piu' strade, senza paesi, senza ferrovie ne' autostrade: solo alberi, silenzio, il bianco dei ghiacciai sui monti circostanti.

Quanto durava la vita cinquemila anni fa?

Poco, molto poco: io sarei gia' stata vecchissima allora.

Mi siedo su un masso e ascolto.

Il rumore degli attrezzi che battono, che incidono, le persone che si affaccendano.

Lo sciamano che sale in cima al promontorio e allarga le braccia ad avvolgere la pianura.

Il sangue degli animali -ma saranno poi stati solo animali?- che scorre in sacrificio nelle coppelle e nei canali che le collegano.

Cinquemila anni.

Un battito di ciglia nella storia del mondo.

Un abisso di tempo, paragonato alla mia vita.

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categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 17 luglio 2009

Accessori

Ci sono cose che le donne fanno abitualmente e gli uomini no.

Gli uomini anzi le prendono in giro quando le vedono spendere tempo e denaro per vestirsi.

E' vero che alcune ci mettono tanto e spendono di conseguenza, ma si tratta di una cosa seria.

Per una donna vestirsi non e' solamente buttarsi addosso qualcosa, magari la stessa di ieri e dell'altro ieri.

Per lei vestirsi e' qualcosa che deve andare d'accordo con l'umore, con le situazioni che si trovera' ad affrontare, col suo modo di sentire e di sentirsi e in ultimo, si', anche col tempo che fa.

Gli uomini non la pensano cosi', anzi spesso eccedono nel comportamento opposto.

Capita cosi' di vedere coppie con lei tutta carina, curata, a volte decisamente sexy e lui in bermuda e infradito.

E' una cosa che stride, che non e' bella da vedere, che ti induce a domandarti perche'.

Le ragazze fanno sempre uno sforzo per apparire carine, perche' gli uomini non fanno altrettanto almeno quando le accompagnano da qualche parte?

Non si richiede tanto, ma a volte anche quel poco manca.

Una camicia, un paio di pantaloni lunghi che non siano sdruciti, un paio di scarpe decenti.

E' cosi' difficile?

Diceva Coco' Chanel, una che di eleganza se ne intendeva, che "un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna."

Almeno che sia un accessorio che va d'accordo con tutto il resto.

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categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 16 luglio 2009

Gente di classe

Chi e' la gente di classe?

E' per caso la gente cosiddetta "altolocata"?

Non necessariamente, direi.

E' la gente ricca, benestante?

Di nuovo, non e' detto.

E' la gente istruita?

Potrebbe, ma non basta e neppure e' necessario a volte.

E' la gente ben educata?

Forse, ma la buona educazione da sola non e' sinonimo di classe.

E' la cosiddetta gente "con la puzza sotto il naso", quella che beve lo champagne dal calice col mignolo alzato e che sorride inarcando il sopracciglio?

Meno che mai.

E allora chi e', la gente di classe?

E' quella che ti mette a tuo agio senza invadere i tuoi spazi, con quel tanto di cortesia ma anche di distacco da farti sentire ben accetto, ma libero.

E' quella che ti parla se vuoi parlare, ma che ti lascia in pace se non ti va.

E' quella che si veste con cura senza essere formale, che ha modi gentili senza essere affettata, che non si lamenta mai e se lo fa lo fa senza alzare la voce, senza essere tronfia, aggressiva, volgare.

E' quella per cui questo comportamento e' normale, con chiunque.

E' quella che lo e' senza fartelo pesare.

Quella che lo e' senza dirtelo. 

Quella che a volte nemmeno sa di esserlo, di classe.

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categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 15 luglio 2009

I fili dei sogni

Un bel vestito non e' solo un pezzo di stoffa.

E' una cosa che puo' metterti di buon umore, che puo' farti piacere allo specchio.

E' gusto, fantasia, eleganza.

E' un balsamo per l'anima.

Perche' quando riesci a trovare la combinazione che ti soddisfa tra vestito, scarpe e accessori ti senti piu' sicura di te, ti vedi meglio.

Se poi non sei neanche una donna ne hai bisogno, di sicurezza.

Ma anche se lo sei, in fondo.

E' una piccola cosa, ma e' importante.

Quella dei vestiti delle donne non e' solo stoffa.

E' un tessuto intrecciato coi fili dei sogni.

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categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 14 luglio 2009

Un tempo per tutto

Se mi soffermo a pensare alla storia degli ultimi mesi, degli ultimi anni, mi rendo conto di una cosa che sulle prime mi lascia perplessa.

Non c'e', tra i vari periodi che ho vissuto, uno che rimpiango in modo particolare.

Nel tempo si sono alternati luoghi, persone, situazioni, e tutti hanno lasciato dei ricordi perlopiu' gradevoli, rari sono stati i momenti da dimenticare.

Eppure quasi mi sorprende il ricordare che ci fu un periodo durante il quale per uscire andavo fino a Milano, o uno in cui frequentai l'Evadamo, o uno nel quale provai a uscire in situazioni appena un po' piu' "normali" di quelle alle quali ero abituata.

Non basta una vita per vedere il mondo, e proprio per questo invece che soffermarmi a guardare indietro preferisco guardare sempre avanti.

Il passato lo si puo' ricordare con affetto, con piacere, magari con un pizzico di nostalgia, ma non puo' diventare un'alternativa al futuro.

Perche' il periodo migliore non sia quello che ho vissuto ieri, ma quello che sto vivendo ora.

postato da: Anna73 alle ore 10:09 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 13 luglio 2009

Il valore delle cose

Ti ho trovata due anni fa, eri appena stata abbandonata in mezzo ai rifiuti e non eri messa proprio bene.

Ti ho raccolta, ti ho rimessa pian piano in sesto e la storia e' iniziata.

In due anni mi hai portato ovunque avessi necessita' di andare, aspettandomi senza timore -tanto chi ti piglia, poverina-.

Abbiamo fatto insieme cosi' tanti chilometri che se li avessi dovuti fare in autobus o in macchina avrei speso molto di piu' di quanto mi sei costata.

Inoltre tu sei disponibile a qualsiasi ora, e piu' d'una volta m'hai fatto rientrare a casa una volta posata la macchina in garage a notte fonda.

Pur con tutte le cautele del caso, a volte e' anche capitato che fosse Anna a condurti.

Eppure per qualcuno non eri che un ferrovecchio senza una ruota, senza la sella.

Ferro da buttare, rottame di cui sbarazzarsi.

Altro che rottame.

Ovunque parcheggiare sia un incubo, ovunque il traffico sia bloccato o scorra a rilento con te non ho problemi: mi porti esattamente dove devo andare, e mi aspetti paziente legata al palo piu' vicino.

Un'auto da cinquantamila euro non mi offrirebbe lo stesso servizio che mi dai tu, che mi sei costata trenta.

Il valore delle cose quasi mai coincide col loro prezzo.

postato da: Anna73 alle ore 12:14 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 10 luglio 2009

Solitudine

A volte le persone che mi conoscono si lamentano perche' mi isolo.

Hanno ragione: ci sono dei periodi nei quali tendo a farlo.

In quei momenti mantengo il minimo indispensabile di relazioni sociali e interrompo tutte le altre.

Credo che sia una questione di carattere: c'e' chi senza relazioni sociali non vive, chi si sente soffocare se ne ha troppe e chi non ne sopporta se non pochissime.

Anche ammirare il panorama da una rupe in perfetta solitudine ha un senso, se questo fa star bene chi lo fa.

L'importante e' che non ci sia solo la rupe ma anche qualcuno da cui tornare, quando il panorama viene a noia.

Una minima dose di egoismo e' ingrediente indispensabile, per una vita felice.

Della solitudine assoluta, invece, si puo' anche fare a meno.

postato da: Anna73 alle ore 09:26 | link | commenti (2)
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giovedì, 09 luglio 2009

In cima alla salita

I grilli che cantano, il cielo reso azzurro intenso dal vento con le nuvole bianchissime che sembrano galleggiare nell'aria, il sole che scalda senza soffocare, la terra ancora un po' umida di pioggia, l'aria gia' secca.

E' l'atmosfera sospesa del solstizio d'estate e delle settimane che lo seguono, il piu' bel momento dell'anno, con le ultime nevi che si sciolgono sui rilievi all'orizzonte

Un periodo di attesa lenta e serena, una promessa di giornate calde, limpide, solari, felici.

E' in momenti come questo, in cui il motore della vita gira al minimo, che ne posso percepire ogni piu' piccola incertezza, ogni singhiozzo, ogni colpo di tosse.

Ma non ce ne sono: non ora, non piu'.

Sono piu' che felice: sono serena.

Il futuro mi appare come un mare immobile, piatto, appena appena increspato dalla brezza.

Le tempeste verranno, cosi' come le nebbie e i venti d'autunno, le onde si alzeranno di nuovo perche' e' cosi' che scorre la vita, ma per ora si naviga a vista, anzi, ci si lascia portare.

Non sono i momenti felici ma il modo in cui si affrontano quelli difficili a dare la misura di come si vive.

Ed io per ora mi riposo in punta a una salita, pregustando il vento fresco della discesa.

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mercoledì, 08 luglio 2009

Amapola

Un passo lungo, uno corto, girare, sfiorare, stringere, guardare negli occhi.

Ho sempre amato queste atmosfere un po' retro', i locali eleganti, quelli veri e percio' tanto piu' rari, le donne in lungo, la musica soft che ti lascia parlare senza dover urlare.

Forse son nata nel periodo sbagliato, fossi nata vent'anni prima chissa', ma anche adesso cercando cercando qualcosa si trova, un locale che sia elegante senza essere sfacciatamente esclusivo, di classe senza essere inaccessibile, sufficientemente intimo da poter giocare il gioco della seduzione e della bella vita che non diventi subito sesso ma anzi resti sensazione, emozione, fascino e desiderio.

E se non si trova si puo' sempre sognare, trovandosi una sera a ballare da sola mentre nel chiuso della stanza si diffonde una di quelle melodie che basta ascoltare una volta per ricordarle poi per sempre, fingendo o meglio sognando di esser io a condurre una dama in lungo su una pista tutta per noi, mentre l'orchestra suona amapola, o perfidia, o besame mucho, e sfiorandola appena le sussurrro all'orecchio mentre giriamo, giriamo, giriamo...

Quanto si perde chi non sa ballare, chi non sogna, chi non si emoziona cosi'.

Ma quanto.

postato da: Anna73 alle ore 09:55 | link | commenti (1)
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martedì, 07 luglio 2009

Le buone cose di pessimo gusto

E cosi' mi ritrovo d'un tratto da sola nella stanza in penombra, gli scuri abbassati a meta', a cercar qualcosa che sta' nel borsone lasciato qui quando sono arrivata.

Era lo studio di mia cugina, la cugina bella, quella francese, quella che m'ispiro' il taglio di capelli che porto tuttora quando mostro al mondo la mia parte femminile.

Non oggi pero', oggi devo mostrare l'altra parte ai parenti, agli amici, e va bene non soffro per questo perche' in fondo ognuno qui oggi mostra solo quel che vuole, o che deve.

Eppure.

Quanti ricordi in questa casa, cosi' lontana dalla mia.

Tutte cose che parlano di noi, della mia infanzia, degli anni passati, della storia della mia famiglia.

Le case dei vecchi son poco curate, mostrano i segni del tempo specie negli angoli meno frequentati, piu' nascosti, piu' difficili da raggiungere.

Gli oggetti si accumulano, si sovrappongono, si affastellano nelle stanze in disuso, ridotte al rango di disimpegno, di sgabuzzino pur conservando l'apparenza di studio, di soggiorno, di stanza da letto.

Ma quanti ricordi in quelle case, oggetti che t'han visto crescere, cose che sai, che ricordi tu stessa.

E ogni tanto dal mucchio ne spunta una che non ricordavi, o che non avevi mai notato.

Come la foto d'una donna con un vestito chiaro, ampio come usava negli anni '50, seduta in un parco che da' sulla sponda d'un fiume.

Un volto familiare, cosi' simile al mio ma piu' giovane.

Avra' avuto vent'anni, mia madre, in quella foto.

Vent'anni, avra' avuto.

La guardo e mi domando se un giorno ci sara' una stanza con una mia foto simile alla sua, e qualcuno che vedendola si chiedera' "chi era questa donna".

Mi pare difficile.

Eppure.

Chissa'.

postato da: Anna73 alle ore 10:27 | link | commenti
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