martedì, 31 marzo 2009

La paura di bagnarsi

Andare in giro in bici in un giorno di pioggia insegna una delle tante verita' ignorate sul nostro modo di vivere.

Il traffico si fa piu' intenso quando non impazzisce, la gente si copre come se fosse inverno, i piu' inveiscono contro il meteo.

Siamo un popolo che ha il terrore di bagnarsi, che ha la fobia di prender freddo.

Credo che sia uno dei tanti guasti dovuti a una permanenza piu' che trentennale in casa della mamma.

Non parliamo poi dei bambini: guai che prendano due gocce anche per sbaglio: son subito rampogne e cazziatoni.

"Attento che ti bagni!"

"Copriti che prendi freddo!"

"Guarda cos'hai combinato adesso ti devo cambiare!"

E via cosi'.

Il benessere materiale non ci ha solo fiaccati nello spirito: ci ha rammollito nel corpo e i risultati si vedono. I nostri nonni riderebbero di certe fisime, di certe ansie, ma smetterebbero di ridere se vedessero come grazie a queste fisime e a queste ansie i bambini vengono su' al giorno d'oggi.

Che pena.

Nel sud est asiatico la gente va in giro in bici sotto il monsone: qui mi guardano strano se ci vado con due gocce di pioggia.

Siamo completamente avulsi dalla realta' e alla realta' finiremo col soccombere, meritandocelo ampiamente, peraltro.

postato da: Anna73 alle ore 08:45 | link | commenti
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lunedì, 30 marzo 2009

Preparativi

Settecentocinquanta metri di dislivello da salire in meno di un'ora.

Il monte Musine', estrema propaggine delle Alpi della val di Susa, e' un campo d'allenamento ideale.

Ripido quanto basta, con un percorso a pendenza pressoche' costante.

Ci andavo spesso in passato, ora sono anni che non ci vado ma non escludo che sia arrivato il momento di ritornarci.

Magari appena smette di piovere.

postato da: Anna73 alle ore 08:54 | link | commenti (1)
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venerdì, 27 marzo 2009

Meteo perpetuo

Con l'arrivo della primavera ecco puntuale il bollettino meteo perpetuo valido per i prossimi fine settimana.

Se non avete tempo o voglia di andare a consultare le previsioni meteo su internet o di guardarle in televisione e' sufficiente che vi stampiate una copia del presente bollettino perpetuo, scegliendo di volta in volta tra le alternative proposte tra parentesi quella che piu' si confa' al momento e alla situazione.

***

"A partire dalla serata di VENERDI' una perturbazione di origine (atlantica, polare, antartica, balcanica, sahariana, australiana, lunare) si approssimera' alle nostre regioni apportando dapprima (nuvolosita' diffusa, nuvolosita' compatta, nuvolosita' stratificata, nuvolosita' grigia tendente al nero) e poi precipitazioni (persistenti, continue, intense, devastanti, ricorrenti, pallose comunque) per la durata di giorni DUE.

Dalla mattinata di lunedi' il ristabilirsi (dei valori pressori, delle correnti da nord, dell'anticiclone delle azzorre, della sfiga) riportera' condizioni di bel tempo con cieli sereni e precipitazioni assenti per la durata di giorni CINQUE."

***

Il presente bollettino e' adattabile anche in caso di ponti e vacanze lunghe, purche' alla giornata di VENERDI' si sostituisca l'ultimo giorno lavorativo.

Valido a tutto il 2009 e anche oltre.

postato da: Anna73 alle ore 08:28 | link | commenti (3)
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giovedì, 26 marzo 2009

Se almeno mi piacessero gli uomini

Se almeno mi piacessero gli uomini, sai che botta di vita.

A giudicare dal numero di proposte che mi arrivano ne potrei cambiare uno a settimana, giusto il tempo di cogliere il meglio e poi ciao, addio, che tanto la maggior parte sarebbero sposati e tenenti famiglia, e il ruolo dell'amante non fa per me.

Se almeno mi piacessero gli uomini avrei una vita sessuale decisamente varia, ricca di novita' e avventure e certo non avrei di che annoiarmi.

Se almeno mi piacessero gli uomini, magari non proprio quelli uomini-uomini, anche solo quelli vestiti da donna, ce ne sarebbe da fare la sera invece di guardar filmati su YouTube.

Non e' che non ci abbia pensato, a farmeli piacere, ma non c'e' stato niente da fare e per la strada continuo a guardar le donne.

Non si puo' essere una cosa diversa da quel che si e'.

Mai, in nessun caso.

 

postato da: Anna73 alle ore 08:33 | link | commenti (1)
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mercoledì, 25 marzo 2009

Non e' la BBC

Anni fa provai a giocare un po' a softair, ma smisi quasi subito un po' perche' era contrario alle mie convinzioni in campo ambientale -l'idea di infestare il sottobosco con migliaia di pallini di plastica bianca praticamente eterni non mi e' mai piaciuta- e poi perche' i giochi di squadra non fanno per me.

In quel periodo mi lessi un po' di libri sui corpi speciali inglesi (mi piace documentarmi) : i cosiddetti "SAS".

Da un paio di sere sto guardando su YouTube le puntate di un reality inglese (intitolato "SAS: are you tough enough?") in cui qualche centinaio di volontari -gente comune, no famosi o morti di fama come da noi- si cimentano con una versione opportunamente alleggerita del processo di selezione che questi corpi speciali mettono in atto per valutare i candidati a farne parte.

Gente comune, dicevo, con l'unico requisito di essere sufficientemente in forma da poter tentare la selezione, e ci si trova un po' di tutto: podisti, ciclisti, alpinisti ma anche cultori delle arti marziali, dell'aerobica, del fitness in generale.

E' interessante vedere tutte le cose che gli fanno fare e quanti di loro siano costretti a rinunciare perche' a un certo punto non ce la fanno piu'.

Questa gente e' li' a faticare per davvero, si portano in spalla zaini dai 15 ai 20 chili -e chi ha provato a portarne anche solo uno da 15 sa cosa voglia dire-, camminano o corrono per decine di chilometri, il piu' delle volte in salita e con qualsiasi condizione meteo, di giorno e di notte.

Un reality "vero" insomma, con gente che suda e da' il massimo per rimanere in gara.

Me lo son guardato quasi tutto, e mi son chiesta perche' programmi del genere non ci siano pure da noi.

Forse mancherebbero i candidati.

Forse mancherebbe il pubblico.

Ma no candidati e pubblico ci sarebbero anche: e' la BBC che ci manca.

postato da: Anna73 alle ore 08:50 | link | commenti (2)
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martedì, 24 marzo 2009

Vento

E' un vento, non saprei come altrimenti chiamarlo.

Un vento che sfoglia le pagine di un libro, che strappa le carte dal mazzo e le porta via.

Un vento che sembra quello che in questi giorni arriva dai monti e dalle loro nuvole bianche, ma non e' un vento vero perche' soffia dentro e non fuori.

Un vento che nel giro di pochi giorni ha spazzato via vestiti, trucchi, parrucche, scarpe dalla mia immaginazione e li ha sostituiti con scene di vita all'aria aperta, di pendii, di monti.

Ed io non posso farci nulla, se non adattarmi.

Forse con l'arrivo della primavera e' andato in circolo un po' di testosterone extra, forse e' solo uno di quelli che un tempo si chiamavano moti dell'anima.

Opporsi e' inutile: l'unica possibilita' e' lasciarsi trasportare.

Dal vento.

Che aspettavo.

postato da: Anna73 alle ore 10:16 | link | commenti (3)
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venerdì, 20 marzo 2009

Giri di pendolo

Con un paio di mesi d'anticipo sulla bella stagione il pendolo che dentro di me oscilla tra maschile e femminile si e' portato decisamente in campo maschile, e la cosa ha delle implicazioni.

Invece che di vestirmi da donna ora ho voglia di far gite in bici e di passare giornate in montagna, cosa che obiettivamente non si puo' ancora fare almeno finche' non andra' via un po' di neve.

Mi accontentero' quindi della bici, ma intanto faccio programmi per i mesi a venire.

E' incredibile come questi periodi maschile/femminile si alternino: non ho sensi di colpa, non ho voglia di rinnegare nulla, non penso minimamente a buttare via i vestiti e i trucchi, solo che ora come ora mi attira di piu' una giornata all'aria aperta che una serata da qualche parte.

E' un po' come quando una mattina ti svegli e invece che la mountain bike decidi di prendere la bici da corsa, cosi', senz'altro motivo che la voglia di cambiare.

Che dire: almeno non mi annoio.

postato da: Anna73 alle ore 09:04 | link | commenti (4)
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giovedì, 19 marzo 2009

La biblioteca di Babele


(Da internet)

Di "Caccia a Ottobre Rosso", un film del 1990 (quasi vent'anni fa!) ricordavo una cosa in particolare, che poco aveva a che fare con la trama pur avvincente e con la spettacolarita' delle immagini.

Ricordavo la musica della sigla, il tema di Ottobre Rosso, che mi era rimasta impressa per la sua solenne grandiosita', della quale non sapevo nulla se non che era il tema musicale del film.

Non mi sarei mai aspettata di ritrovarla in quello che pensavo essere solo un sito di filmati per ragazzini o eventualmente di varia deprecabile umanita' che carica le peggio cose -travoni inclusi, e quanti ce ne sono!- eppure eccola li', assieme a un'impressionante quantita' di informazioni e collegamenti ad altre composizioni simili.

E' stato un viaggio nel passato, iniziato dal tema scritto da Poledorius per Ottobre rosso e continuato passando per l'inno sovietico, le marce della Wermacht, le fanfare delle Armi italiane (straordinaria quella dei Carabinieri) il valzer che Strauss dedico' al Danubio e la marcia che scrisse per Radetzky, e poi ancora attraverso gli infiniti scaffali di questa biblioteca di Babele che tanto sarebbe piaciuta a Borges, giu' fino a trovare andanti di Mozart e di Offenbach, finali di film (Nuovo Cinema Paradiso vi dice qualcosa?) e note che credevo perdute e invece eccole li', affascinanti come la prima volta che le ascoltai.

Si' decisamente una bella serata in compagnia di YouTube, da replicare quanto prima perche' ho ancora tante, tantissime note, temi, arie e soprattutto ricordi da esplorare, rivivere, far riaffiorare dai meandri della memoria.

Per sorridere, commuovermi, emozionarmi ancora.

postato da: Anna73 alle ore 10:36 | link | commenti (1)
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mercoledì, 18 marzo 2009

Citazione

"Il tempo e' denaro."
"Ma il denaro non e' tempo!"

(Marco Paolini, durante un suo spettacolo)

Se per oggi hai guadagnato a sufficienza, se hai quel che ti basta per vivere, se puoi fare a meno del superfluo e non hai bisogno di ostentarlo di fronte a nessuno.

Se sai ancora quanto vale un'ora di vita spesa bene, se guardi ancora il denaro con quegli occhi curiosi e distaccati che avevi la prima volta che prendesti in mano una banconota, senza sapere che sarebbe diventata il tuo dio, se credi che sia possibile cambiare una vita che non ti piace piu'.

Se pensi che sia ricco non chi ha tanto, ma chi ha piu' di quel che gli serve, allora smetti di spendere il tuo tempo per avere in cambio cose inutili e fai l'unica cosa che abbia mai avuto senso fare.

Vivilo.

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martedì, 17 marzo 2009

Incontri

"Tu provaci dai, vediamo cosa succede."

Il compagno della biondina me la sta praticamente offrendo, ma cosa ne dira' lei?

Carina e' carina, bionda, mi ha sorriso da subito in modo aperto e alla fine mi son seduta vicino a loro e mi sono presentata.

Lei non e' italiana ma moldava, forse mi sorrideva perche' vedendomi bionda e altissima pensava che fossi una sua connazionale: molti mi prendono per straniera, poi ovviamente appena si avvicinano capiscono che sono italiana e che non sono una donna, ma da lontano ci si puo' anche cascare.

Comunque le parlo un po': ora che ha capito non sorride piu' tanto ma rimane comunque gentile.

E' ovvio che non ha alcun interesse nei miei confronti -meno male- e che l'unico interessato a vederci far qualcosa sarebbe il suo compagno, che apprendo da lei essere italiano e non convivente.

A lei questo posto non piace tanto, preferirebbe una normale discoteca ma lui insiste e cosi' ci viene. Cosa succeda quando capita qualcosa non so, forse lei si diverte con qualcuno per far divertire lui, vai a sapere.

Comunque non si fa nulla.

Lei mi pare una tipa onesta, lui il solito furbone italiano che si mette con la straniera perche' cosi' puo' fare quel che vuole, o perche' se no non troverebbe nulla.

Dicono che in futuro ci saranno parecchie donne dell'est che staranno bene economicamente, grazie alle eredita' dei loro attempati compagni italiani.

Mi pare che questa l'eredita' se la stia guadagnando gia' ora, e forse non le arrivera' neppure.

Le sorrido, mi alzo e saluto.

Ci mancherebbe pure che ci provassi, ci mancherebbe.

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lunedì, 16 marzo 2009

Pensieri rivoluzionari

Quando la bici smette di essere giocattolo o attrezzo sportivo diventa mezzo di trasporto.

Quando il tuo motore smette di bruciare gas o petrolio, quando diventi tu il tuo motore allora succedono cose che non ti aspettavi.

Capisci che in tanti, tantissimi casi non hai bisogno del motore per spostarti, ma solo delle tue gambe.

Capisci che il modo in cui ti hanno insegnato a vivere, e che credevi l'unico possibile, non e' ne' l'unico ne' il migliore ma solo uno dei tanti.

Capisci che fare a meno di alcune cose puo' dare una gioia, una soddisfazione molto maggiore del possederle.

Diventi piu' indipendente nel senso che non dipendi piu' da qualcosa.

Ma se oggi e' fare a meno del motore a vantaggio di una bici, domani potrebbe essere fare a meno della televisione a favore di un libro, o della partita a favore di una passeggiata, o della messa a favore di una gita in montagna.

E tutte queste cose son pericolose, molto pericolose.

Meglio non esagerare, e il lunedi' riprender tutto come prima.

Meglio.

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venerdì, 13 marzo 2009

Umanita'

"Tu non sei umano!"

"Dovresti essere piu' umano!"

"Come puoi essere cosi' poco umano!"

Quante volte mia madre mi ripete' frasi come queste durante un litigio o una discussione, e quante volte altre madri le ripeterono ad altri figli.

Ciascuno di noi e' umano: non esiste sulla Terra una persona che non lo sia.

Rappresentiamo, ciascuno a modo suo, tutte le possibili sfumature dell'essere "umani", nel bene e nel male.

Eppure qualcuno dice di altri che "non sono umani".

Ma umano non e' solo chi e' buono, gentile, socievole: umani sono l'odio, la ferocia, l'istinto d'uccidere.

A volte diciamo "son meglio le bestie", forse perche' ci siamo dimenticati di come sono le bestie e non conosciamo nessuno che sia stato sbranato da un cane cosi', senza motivo.

Mia madre aveva torto quando mi diceva che non ero umano, ma lei come molte altre amava questo genere di affermazioni categoriche, queste lunghe tirate infarcite di "mai", di "sempre", di "tutto" e altri vari assoluti.

Dicendomi che non ero umano voleva dire in realta' che non ero conforme alle sue aspettative, ma in questo modo dava alle sue aspettative un valore che non avevano.

E' un modo di fare diffuso, quello di non saper vedere oltre se' stessi.

In fondo nasciamo, viviamo, moriamo e passiamo la maggior parte del nostro tempo soli.

Comprensibile che diamo alle nostre aspettative un valore che non hanno, ne' possono avere.

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giovedì, 12 marzo 2009

Volersi bene

 

Nove ore di sonno per notte, meno internet la sera, meno uscite infrasettimanali.

Nove ore di sonno e la pelle ringrazia, la schiena si fa piu' lieve, l'umore migliora e aumenta la voglia di fare.

E' uno dei modi per volersi bene che non costano nulla e fanno molto.

Non tutto l'anno: solo quando il fisico mi fa capire con inequivocabili segnali che ce n'e' bisogno.

Non c'e' motivo per star male quando il rimedio e' semplice e a portata di mano.

Nove ore di sonno per un po', finche' basta, perche' fa bene volersi bene.

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mercoledì, 11 marzo 2009

Ciottoli

Non si vive di solo travestimento, grazie a Dio.

Quella che all'inizio e' una passione unica, intensa e totalizzante -complice anche il lungo periodo di repressione che spesso ne precede il manifestarsi- col tempo mostra i suoi limiti, come tutte le cose.

E' un di piu', ma non e' "tutto" a meno che non diventi scelta di vita con relativa transizione, cambio di sesso eccetera eccetera.

Diciamo che dopo un po', come tutte le grandi emozioni, lascia un senso di vuoto.

Questo non vuol dire che non sia emozione vera o che valga poco, anzi e' proprio la conferma di quanto fosse grande.

E' un fiume in piena che per un certo periodo ha rotto gli argini e inondato la campagna, e nel ritirarsi ha lasciato un sacco di cose sul terreno.

Ciottoli soprattutto, ma in mezzo a loro a volte si trova qualcosa d'interessante.

Un terreno nuovo, se non altro.

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martedì, 10 marzo 2009

Andate voi

C'e' la forcella della bici che ha preso del gioco, e quando freno vibra.

Non e' pericoloso: e' solo fastidioso.

Sto provando a ripararla, finiro' per tenerla cosi' o comprarne una nuova perche' di trovare i ricambi non se ne parla nemmeno.

Poi a forza di stringere s'e' spanato il foro della vite che serra il cavetto sul freno: non ho la chiave dinamometrica e nel dubbio stringo, sapevo che prima o poi si sarebbe spanato il filetto, vabbe'.

Questa e' stata facile da riparare: vite passante e dado dall'altra parte a serrare, la vite e' un po' esilina ma ne trovero' una piu' grossa.

Poi c'e' un arnese che dovrebbe comunicare con un certo protocollo e son tre giorni che cerco di metterlo a posto -sto parlando del lavoro- e oggi finalmente sono apparsi i segnali giusti sullo schermo verde dell'oscilloscopio, lo stesso che vedevo usare agli abitanti della base lunare Alfa nei telefilm di Spazio 1999 anzi un modello piu' evoluto, e loro lo usavano per far cose senza senso, almeno per un oscilloscopio.

Poi mi telefona una collega e mi dice sai quel micro (eh?) si si quello: ecco capita ogni tanto che si resetti. Si ma quando faccio io, eh boh non so risponde lei: capita.

Che e' come andare dal medico e dire "ho male", il dottore chiede "dove" e si sente dire "non so".

Cosi' bisognera' capire cos'ha il micro che si resetta -problema software: sicuro-, cercare una vite piu' grossa per il freno, sognarmi qualcosa per la forcella -la cambio, me lo sento- e finire giusto tre o quattro altre cose che ora non sto ad elencare.

Poi mi chiedono "esci stasera?"

Io penso a tutte le cose che dovrei fare per uscire (peli, doccia, barba, trucco, cosa mi metto, cosa non mi metto e poi al rientro strucco pulizia viso e ritirare tutto alle tre di mattina)  e sinceramente, pur con tutta la buona volonta' rispondo.

"Andate voi."

E insomma.

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lunedì, 09 marzo 2009

La giornata perfetta

Odore di terra rivoltata, di radici vecchie, di lombrichi: terra scura, umida, morbida e pesante che si spacca mentre l'alzi con la vanga, la rigiri, la sminuzzi col bordo dell'attrezzo.

Il sole mite, la brezza del pomeriggio, il cane che aiuta a modo suo scavando con le zampe, tu poco lontana che a tua volta alzi, rigiri, sminuzzi.

Lavoro antico, basico, primordiale, vero.

Pomodori melanzane lattuga carote zucchine ci penseranno il sole e la pioggia a farli crescere.

Noi la mattina in bici tra i campi, il pomeriggio nell'orto a vangare.

La giornata perfetta, sotto il sole di marzo.

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venerdì, 06 marzo 2009

Tagli

Sto pensando in questi giorni a quante persone sto lasciando andare in questo periodo.

Sono davvero tante, almeno per me che non ho mai avuto relazioni sociali molto estese.

Qualcuno rimane, certo, ma gran parte delle conoscenze e delle amicizie -termine sul quale ci sarebbe da discutere a lungo, ma passi- degli ultimi anni si stanno via via allontanando, o meglio le sto lasciando allontanare senza far nulla per trattenerle.

Dicono che le potature facciano bene agli alberi, anzi e' un dato di fatto.

Per una persona come me, che ha sempre voluto mantenere legami piuttosto laschi con l'ambiente circostante, e' possibile che il paragone con gli alberi sia calzante.

Certo da' da pensare quanto pochi, quanto deboli, quanto temporanei fossero quei legami, ma e' confortante la consapevolezza di non averci investito troppo.

Sono -e c'e' voluto del tempo a capirlo- una persona che sta bene da sola.

Con un'unica eccezione, ma anche lei in fondo e' una persona che sta -starebbe- bene per conto suo.

Basta capirsi.

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giovedì, 05 marzo 2009

Questo so fare

Non sarebbe stato male avere in dono un certo intuito per la finanza, o una maggiore abilita' nel gestire le relazioni interpersonali.

Sarebbe stato bello avere la vocazione per l'avventura, o una vena artistica e creativa.

Ancor meglio sarebbe stato saper scrivere per davvero, e pubblicare libri di successo in modo da poter vivere bene senza bisogno di lavorare, chissa'.

Ma io questo so fare.

L'unica cosa che davvero sappia fare senza averla dovuta imparare e' quella che ho sempre fatto fin dall'infanzia: vestirmi da donna e creare un'illusione.

Non ho dovuto imparare a camminare sui tacchi, a sedermi indossando una gonna stretta, a muovermi tenendo conto degli sguardi altrui.

Ne' ho dovuto rubare alle donne i modi d'atteggiarsi, di guardare, di comportarsi, perche' m'e' bastato guardarmi dentro per trovare quello di cui avevo bisogno.

Certo non perfetta, no, certo non stereotipo di donna, certo non tutte le donne ma una: quella che avrei potuto essere ma non fui, ne' sono.

Ecco: questo so fare.

Non lo so se e' un dono, so solo che sarebbe un peccato non fare una cosa che mi viene cosi' bene.

E pazienza se invece che denari, onori e popolarita' a volte mi porta timori e disagi.

Io questo so fare.

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mercoledì, 04 marzo 2009

Le case di nessuno

Ci sono case in costruzione che difficilmente saranno mai vendute, o anche solo ultimate.

Il folle boom edilizio degli ultimi anni ha prodotto una gran quantita' di appartamenti, villette, locali che stenteranno a trovare un proprietario, stante i prezzi folli, i mutui insostenibili e la crisi economica.

Tutto questo cemento colato senza che ce ne fosse una reale necessita', tutto questo territorio divorato a fini speculativi restera' li', spesso ancora da ultimare perche' nel frattempo le imprese costruttrici saranno andate fallite e nessuno se ne occupera' piu'.

E, come tutte le cose di nessuno, questi luoghi diventeranno proprieta' di chi se li prende, tipicamente sbandati, balordi, gente senza fissa dimora e ovviamente tossicodipendenti.

Una bella bomba a tempo piazzata nel cuore di comunita' che volentieri ne avrebbero fatto a meno.

E nessun responsabile, come al solito.

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martedì, 03 marzo 2009

Nulla, per ora

L'aria meno fredda al mattino, il primo lampo della stagione -delle piogge- nel cielo plumbeo a sud, il sole che scalda subito appena riesce a filtrare tra le nubi.

La voglia di lasciarsi riscaldare, di correre sotto questa luce nuova, di uscire la sera vestita piu' leggera, di sorridere, chiacchierare, conoscere persone nuove.

Un inverno lasciato alle spalle e una primavera tutta da vivere, il piccolo miracolo che ogni anno si rinnova.

Scegliere vestiti, calze, scarpe, trucchi, ma anche nuove mete per stare un po' al sole.

E insomma cosa potrei chiedere di piu'.

Nulla.

Per ora.

postato da: Anna73 alle ore 09:54 | link | commenti
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