giovedì, 31 luglio 2008

Costo zero

Le generazioni piu' recenti l'acqua sono state abituate a berla dalla bottiglia.

Quelle due o tre che le hanno precedute la prendevano dal rubinetto.

Tutte le altre hanno sempre fatto come si fa tuttora in gran parte del mondo: attingevano dal pozzo oppure dalle fontane.

I piu' fortunati dalle sorgenti.

Come e quando siano iniziate l'industrializzazione e la commercializzazione dell'acqua e' difficile dire, ma ormai siamo cosi' abituati a considerare l'acqua un prodotto che diffidiamo di quella che si trova in natura, pensando che sia inquinata o che possa farci male.

Prima di bere da un ruscello ci pensiamo due volte, non parliamo poi di un torrente.

E invece e' proprio quella l'unica acqua naturale che ci e' rimasta.

Quella che sa di pioggia, di neve, di ghiaccio sciolto.

Quella che non costa nulla e che per questo, sbagliando, crediamo che valga poco.

postato da: Anna73 alle ore 08:35 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 30 luglio 2008

Giostre

L'auto e' molto piu' di un mezzo di trasporto: per alcuni e' un'estensione della propria casa, per altri e' un'estensione della propria virilita', un modo per far colpo su donne che forse sarebbe meglio perdere che trovare.

Per altri ancora e' una giostra ad uso personale.

Basta vedere certe auto carrozzate con inutili alettoni, minigonne, pneumatici ribassati, impianti stereo da discoteca.

Ma la cosa piu' ridicola sono le lucette blu, i neon, i led.

Chi guida quelle auto, chi le ha volute cosi', evidentemente le considera dei giocattoli.

Dei balocchi che dovrebbero farli distinguere dalla folla, e invece servono solo a evidenziare il loro lato infantile, l'immaturita' propria e quella di chi li accompagna.

Aggressivita', arroganza, violenza latente.

Ecco quello che comunicano certi oggetti, certi comportamenti.

Le auto non sono giostre, le auto uccidono ogni giorno piu' gente della guerra.

Ma alla gente piace uccidere: fa sentire potenti.

Certa gente scende in strada come andrebbe in guerra, col carro da battaglia dipinto coi simboli della propria forza.

Come le fusoliere dei caccia militari che si vedono nei film, decorate coi denti da squalo.

postato da: Anna73 alle ore 08:59 | link | commenti (5)
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 29 luglio 2008

Il ponte blu

Ero abituata a vederlo dall'autostrada per Milano, all'inizio della notte o alla fine, quando tornavo.

Al ritorno era illuminato dalle prime luci dell'alba, e vedendolo sapevo d'esser quasi a casa.

Poi il periodo in cui mi spostavo per frequentare feste e locali e' finito, e m'e' capitato di vedere il ponte in una giornata di sole.

C'e' un fiume sotto: non ci avevo mai pensato.

Un fiume dalle acque cerulee e fredde, che arrivano dai ghiacciai della Valle d'Aosta.

Le cose cambiano se cambi la prospettiva da cui le vedi.

Un periodo s'e' chiuso, un altro s'e' aperto: quel che era importante e' rimasto, l'effimero e' passato.

Senza lasciare rimpianti, ma solo ricordi.

postato da: Anna73 alle ore 09:13 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 28 luglio 2008

Il valore delle cose

Quando dopo un'ora di cammino sotto il sole vedi la vegetazione farsi piu' verde e piu' fitta.

Quando ti sembra quasi di sentire l'odore dell'acqua nell'aria.

Quando ne senti il rumore.

Quando la vedi, e ci immergi le mani.

Quando riempi il bicchiere e la bevi gelida, limpidissima, appena uscita dalla terra.

Ti rendi conto.

Che non c'e' strada, non c'e' casa.

Non c'e' parcheggio, non c'e' ferrovia.

Non c'e' traforo, non c'e' viadotto.

Che valga una sorgente prosciugata.

Perche' di tutte quelle cose puoi fare a meno.

Dell'acqua, no.

postato da: Anna73 alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life

Quota 2867

Dicono che sia faticoso.
Magari le prime volte si.

Eh ma cosa ci vai a fare.
So io.

Ma che gusto c'e'.
C'e', c'e'.

Ma non fa caldo?
Si, a volte.

Ma e' ripido, non hai paura di scivolare?
Capirai.

Ma perche' da sola, non sarebbe meglio con qualcuno?
Non ho tempo d'aspettare gli altri.

Tanto poi ti tocca scendere.
Ovvio.

Ma perche' correre.
Non corro: cammino veloce.

Non ti da' fastidio la quota?
Sotto i tremila non da' fastidio a nessuno.

Ma se il cartello dice un'ora e venti perche' tu arrivi in tre quarti d'ora?
Perche' mi piace cosi'.

E se viene brutto?
Scendo.

Ma ti piace cosi' tanto la solitudine?
Si.

Sul serio?
Si'

Non senti la mancanza degli altri?
Quali altri.

Perche' lo fai?
Perche' e' bello.

Non faresti meglio a pensare a cose serie?

La felicita' e' una cosa seria.

postato da: Anna73 alle ore 09:00 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 23 luglio 2008

Il mio telefonino


(da internet)

Il mio telefonino l'ho comprato quattro anni fa spendendo circa cinquanta euro.

Non mi ha mai fatto perder tempo per capire come farci le foto, perche' non ha la fotocamera integrata.

Non ho mai dovuto imparare come mandare MMS, perche' non manda MMS.

Neppure ho dovuto preoccuparmi di gestire una rubrica complicata, perche' le uniche cose che memorizza sono nome e numero di telefono.

E' robusto perche' non ha parti mobili, e con una custodia di plastica trasparente e' ancora come nuovo nonostante l'abbia portato ovunque.

Non ho passato ore a digitare SMS perche' non ho mai aderito alle offerte che te ne regalano centinaia, ne' ho dovuto imparare a usare il bluetooth o il WiFi.

Se faccio telefonate lunghe -cosa rara- lo uso con l'auricolare, perche' non son poi cosi' sicura che le stesse microonde che scaldano la pizza siano innocue per i miei neuroni.

Il mio telefono riscuote un certo successo tra gli anziani, perche' e' facile da usare e quel che deve fare lo fa: ci si telefona.

E' sempre spento la notte, perche' la notte si dorme.

Se mai dovessi perderlo mi farebbe fare un figurone con chi lo trova, perche' la rubrica e' piena di nomi di donne dall'aria invitante.

Samantha, Jessica, Pamela, Asia, Eva, Katia.

Peccato che, a dispetto del nome, siano quasi tutti uomini.

postato da: Anna73 alle ore 08:38 | link | commenti (7)
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 22 luglio 2008

Meditazione dinamica

All'inizio ti lascia senza fiato, ti sembra di morire e giuri che non lo farai mai piu'.

Ma se superi il primo impatto, le volte successive va meglio.

Un po' per volta ti accorgi che puoi fare di piu', e a volte finisce che ci prendi gusto.

Diventa quasi una droga, ma benefica, una cosa che ti fa star bene.

Soprattutto scopri che mentre lo fai non pensi quasi piu'.

Sei talmente concentrato sul prossimo passo, sullo zaino che pesa e sega le spalle, sull'ambiente che ti circonda, che i tuoi pensieri si semplificano.

Quanto manca all'arrivo / quanti metri ho ancora da salire.

Sto male / sto bene.

Che bel cielo / che brutto cielo.

Che belle nuvole / fanculo le nuvole.

Che brezza piacevole / che vento maledetto.

Che bel sole / cheppalle 'sto sole.

Tutto qui, tutto compresso in una bolla di presente che lascia fuori passato e futuro.

Pensieri semplici, elementari, immediati.

Com'e' giusto che sia, finalmente.

postato da: Anna73 alle ore 09:35 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 21 luglio 2008

Porco qui, porco la'

Nell'immaginario collettivo la montagna e' luogo di devozione, di vicinanza al cielo e di alti sentimenti.

S'immagina quindi che chi la frequenta sia spinto da nobili intenti e ne faccia piu' spesso luogo di preghiera che di invettive.

E invece non e' cosi': in montagna si bestemmia e pure tanto.

Magari non a voce alta, magari neanche a denti stretti ma "dentro" non si finisce mai.

E il motivo di tanto livore e' quasi sempre il solito: il tempo.

Le belle giornate in montagna d'estate sono rare, perche' l'aria umida salendo le pendici dei monti condensa e forma infinite bave di nebbia, che a loro volta alimentano i cumuli sulle cime, le cosiddette nubi orografiche.

A meno che il periodo sia particolarmente secco, o che ci siano venti propizi, andare in montagna con le nebbie e' la regola, d'estate.

L'unica tregua la concede la notte, quando le nuvole raffreddandosi tornano sulla pianura.

E infatti stamane a Torino c'era la nebbia.

Il 21 luglio la nebbia.

Porco qui, porco la'.

postato da: Anna73 alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 18 luglio 2008

L'obbligo di fare le cose

Quando qualcosa che in origine era fonte di svago diventa un comportamento compulsivo dovrebbe suonare un campanello d'allarme.

Se per esempio io inizio ad andare in montagna divertendomi, ma dopo un po' mi rendo conto che diventa quasi un obbligo fine a se' stesso, forse ho perso qualcosa nel frattempo.

Ma non e' solo una questione di montagna: vale per tutto.

Andare in bicicletta, fare shopping, vedere delle persone, anche vestirsi da donna, perche' no.

Se non si provano piu' emozioni ma solo un sentimento di dovere, di abitudine, di faccio-cosi-perche'-se-no-cosa-posso-fare allora e' arrivato il momento di staccare un attimo, di variare.

Vale per le amicizie, per le vacanze, per il lavoro: per tutto.

Non c'e' niente che annulli una persona come l'abitudine, la routine, i comportamenti sempre uguali.

Vedere almeno un posto nuovo ogni anno, fare almeno una cosa mai fatta.

Credo sia un buon modo per restare giovani e magari, ogni tanto, essere anche felici.

Allora smetto di vestirmi? Per ora no, mi piace troppo.

Ma solo una volta ogni tanto.

postato da: Anna73 alle ore 08:44 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 17 luglio 2008

Il regno del poco

Quando tutto quel che hai te lo devi portare sulle spalle, ti rendi conto che sono tante le cose a cui puoi rinunciare.

Puoi fare a meno di tanti cambi di vestiti, perche' ti accorgi che sudare e asciugare non e' poi quella cosa terribile.

Puoi portarti poche bombole di gas per il fornello perche' non te ne serve molto, e per farti luce la notte e' sufficiente una piccola torcia.

Non hai bisogno di trascinarti dietro cinquanta chili di carburante, perche' tutta l'energia che ti serve la trovi nel cibo che ti porti appresso.

La cosa piu' pesante la trovi gia' sul posto, e questo dovrebbe far riflettere su quanto sia importante l'acqua che spesso diamo per scontata.

La montagna e' davvero il regno del poco, in cui scopri che per esser felice basta quel che trovi in fondo allo zaino, tra una maglietta stropicciata ma ancora pulita e una lattina di birra che chissa' come ha fatto a finire laggiu'.

Dove basta poco per esser felici, e dove quando si e'  felici ci si accontenta di poco.

Perche' abbiamo tutto quel che serve.

E il resto ci accorgiamo che pesa, ed e' superfluo.

postato da: Anna73 alle ore 11:51 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 16 luglio 2008

Incerto futuro

Il futuro e' per definizione incerto.

Non c'e' un modo valido per assicurarci il futuro che ci piacerebbe.

Questo perche' sono talmente tante le cose che possono accadere, e talmente fuori dal nostro controllo, che nessuno puo' essere certo del futuro, tantopiu' se remoto.

L'unica cosa sulla quale abbiamo un minimo di controllo e' il presente.

Che pero' spesso trascuriamo.

postato da: Anna73 alle ore 08:47 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 15 luglio 2008

Sopravvivere

Si puo' morire congelati a luglio, per quanto impossibile possa sembrare.

Perche' accada e' sufficiente farsi sorprendere dalla bufera su un ghiacciaio.

E' successo l'anno scorso nei pressi della Capanna Margherita, e' successo la scorsa settimana sul Gran Paradiso.

Certo non tutte le volte che il tempo volge al brutto muore qualcuno, per fortuna, ma se la tempesta e' violenta, se la temperatura scende tanto, se sei gia' stanco e infreddolito per la lunga salita e' piu' facile che ti venga la tentazione di fermarti, di non alzarti piu'.

Eppure siamo in tempi di internet, le perturbazioni si prevedono con giorni d'anticipo, i materiali, i vestiti, gli equipaggiamenti sono molto migliori di quelli d'una volta.

Inoltre e' raro che le vittime siano degli sprovveduti, gente poco allenata o che era li' per caso.

Eppure nessuno va spontaneamente in un posto dove e' sicuro di morire, a meno che non sia un suicida o uno che si sacrifica per qualcosa.

Ma allora cosa spinge alcune persone ad andare a cercare piu' o meno consapevolmente la morte su una montagna?

Semplice: la convinzione che non capitera' a loro.

E, un volta sul posto, l'inerzia che rende difficile rinunciare e scendere.

Si muore perche' non si e' stati capaci di tornare indietro al momento giusto, piu' che per l'incapacita' di avanzare oltre.

Sono tante le cose alle quali ho rinunciato per prudenza, non solo in montagna.

Puo' darsi che mi sia persa qualcosa, ma sono ancora viva.

Non e' male, come risultato.

postato da: Anna73 alle ore 08:38 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 14 luglio 2008

Le porte chiuse

Ci sono delle porte che e' bene restino chiuse, o vengano aperte il piu' tardi possibile.

La vita e' interessante finche' mantiene quel tanto d'ignoto, di proibito, di non fatto.

Cime mai salite, viaggi mai intrapresi, situazioni mai vissute.

Perche' non c'e' nulla che tolga fascino e interesse all'esistenza quanto l'aver gia' fatto tutto quel che si voleva fare.

Senza porte tenute chiuse, senza orizzonti sognati e mai raggiunti, la vita diventa un libro gia' letto.

E noi si diventa vecchi.

postato da: Anna73 alle ore 09:20 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 11 luglio 2008

Il tempo perduto

Ha senso avere tanti soldi se poi non si ha il tempo per goderseli?

Non e' forse il tempo l'unica vera cosa di valore di cui disponiamo, e che vendiamo in cambio del denaro?

Ma quando abbiamo denaro a sufficienza per vivere, per quale motivo dovremmo volerne di piu'?

Per mantenere agi, vizi, abitudini che ci consolino del tempo che manca e diano l'illusione di un senso alle nostre vite?

Ma il tempo che vendiamo in cambio di soldi che non ci servono, chi ce lo restituira'?

Non sara' che se siamo cosi' propensi a barattare il nostro tempo col denaro, e' perche' in realta' non sappiamo cosa farcene?

Mi viene in mente quel cartello che qualcuno disse d'aver visto fuori da un'officina di meccanico chiusa, a Napoli.

"Avendo guadagnato quanto basta per oggi, Tonino e' andato al mare".

Facile dire "eh, ma siamo a Napoli".

E se avesse ragione Tonino?

Almeno un po'?

postato da: Anna73 alle ore 08:53 | link | commenti (6)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 10 luglio 2008

Chi tira e chi no

Ci lamentiamo che la televisione fa schifo -tette e culi, per farla breve-  e che certa stampa vende solo perche' propone donne poco vestite.

Sara'.

Ci si scandalizza perche' una bella donna che non sappia far nulla ha piu' possibilita' di una che sappia far qualcosa, ma sia bruttina.

Eh, puo' essere.

Pensiamo che in fondo tutto questo sia colpa degli altri, che appena vedono una bella donna non capiscono piu' niente.

Probabile.

Infatti se carico su internet delle foto di montagna, di paesaggi, di qualunque cosa che non sia una donna le guardano in dieci, venti persone al giorno.

Se carico una mia foto -come ieri- fa mille accessi in meno di ventiquattr'ore, da tutto il mondo e da parte di gente che, presumo, almeno in parte si lamenta di televisioni e giornali.

Ed io non sono neanche una donna.

Poi pero' ci stupiamo di certe ministre.

Eh.

postato da: Anna73 alle ore 10:06 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 09 luglio 2008

Argomenti scontati

Ci si potrebbe aspettare, da un travestito, che passi il tempo a parlare di quanto e' bello sentirsi donna.

Di quanto eccitante sia indossare vestiti, calze, scarpe coi tacchi.

Delle emozioni che si provano ad andare in giro con la gonna, a sentire l'aria che accarezza le gambe, il vestito mosso dal vento.

O magari di trucchi, rossetti, ombretti, matite, profumi.

O addirittura di sesso vissuto al femminile, perche' no.

In effetti di questo parlano la gran parte degli uomini che si vestono da donna.

O almeno la maggior parte di quelli che questa "cosa" la vivono in clandestinita', con limitazioni pesanti, spesso senza che le mogli sappiano.

Perche' quando una cosa non la puoi fare ti viene spontaneo pensarci in continuazione, mentre se la puoi fare a piacimento dopo un po' diventa normale.

E allora si puo' anche parlare ogni tanto di trucchi, scarpe, vestiti, ma no sempre.

Neanche le donne arrivano a tanto: perche' mai dovrei farlo io.

postato da: Anna73 alle ore 08:32 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 08 luglio 2008

Addio paradiso

Sole caldo, erba verdissima, acqua fresca e buona da bere.

Pace, silenzio, ampi spazi.

La Terra doveva essere qualcosa del genere, prima del nostro arrivo.

Certo non ovunque: ci saranno pur stati i deserti, le paludi, le zone malsane, ma di sicuro i posti che definiremmo paradisi dovevano essere molto piu' numerosi di oggi.

Il bello del paradiso e' che si e' in pochi, e che si e' consapevoli che un sacco di gente ne e' rimasta fuori. Il contrario del paradiso e' l'affollamento, la competizione per le risorse, il degrado ambientale.

E siccome ci sono due cose che la gente fa senza che nessuno glielo dica, e queste due cose sono mangiare e scopare, il paradiso e' via via scomparso dalla Terra, limitato a pochissimi luoghi difficilmente raggiungibili e con un clima estremo la maggior parte dell'anno.

E' andata cosi' perche' c'e' un solo comandamento che non abbiamo mai disatteso, sebbene non facesse parte della lista dei dieci.

Andate e moltiplicatevi.

Con tutto quello che comporta.

Addio, paradiso.

postato da: Anna73 alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 07 luglio 2008

La belle etoile

Tra i miliardi di stelle davanti a me ogni tanto ne appare una che si muove in linea retta, e allora la seguo finche' posso con lo sguardo.

Quanti satelliti.

Per ognuno di loro c'e' stato un conto alla rovescia, e poi un fragore che ha lacerato l'aria, fatto tremare la terra, spaccato il cielo.
Qualcosa di simile a quello che devono aver fatto i massi al fondo del vallone quando si sono staccati dalla nord dell'Albaron di Sea, che mi sovrasta sulla destra coi suoi mille e piu' metri d'altezza.

Ho atteso per tutto questo, a lungo.

Seduta sul terrazzino del bivacco che ci ospita ho assistito al tramonto, all'imbrunire.

Ho visto la striscia scura della notte salire da oriente, e man mano che procedeva s'accendevano a una ad una le stelle, prima le piu' luminose e poi tutte le altre, finche' non e' apparso in tutta la sua bellezza lo strascico di costellazioni che la notte porta con se', e che nessuno sembra piu' vedere.

Siamo soli qui.

Il posto sperduto, il ponte sul torrente che non c'e' piu' e obbliga al guado nell'acqua gelida, il giorno infrasettimanale hanno tenuto lontane le pur poche persone che ancora s'avventurano fin qua.

Il mio compagno di gita dorme all'interno della piccola costruzione in legno e lamiera, io fuori sul terrazzino, nel sacco a pelo.

Sono venuta apposta per dormire qui.

Perche' lo spettacolo vero non e' tra i legni impregnati, tra le coperte muffite, tra le federe gialle, ma e' qui fuori.

Qui nel soffio del vento, nel fragore del torrente in fondo al vallone, tra i profili delle cime.

Una stella si stacca dalle altre e con un lampo vaporizza nell'atmosfera.

Dovrei esprimere un desiderio, ma non ne ho nessuno.

Vorrei solo che tutto continuasse, cosi' come adesso.

Per sempre.

postato da: Anna73 alle ore 08:46 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 03 luglio 2008

Primum vivere

Mettiamola cosi'.

Mi piace andare in montagna, ma non per questo vado in giro in citta' con ramponi e piccozza.

Amo andare in bici, ma non mi presento al lavoro vestita da ciclista.

Adoro vestirmi da donna, ma non andrei a farmi un giro in centro al femminile.

La vita, quella che mi permette di tirare avanti, e' una cosa.

Il mondo delle mie passioni e' un'altra.

Non e' il caso che s'incontrino, perche' nessuna passione resiste all'usura del quotidiano.

E perche', in fondo, e' di quotidiano che si vive.

postato da: Anna73 alle ore 08:59 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 02 luglio 2008

Richiami

Non e' solo voglia di un po' di sollievo dal caldo della pianura.

Non e' solo desiderio di spazi aperti, di brezze e cieli limpidi.

Tantomeno e' voglia di fuggire da un'identita' femminile che ormai mi accompagna serenamente.

E' voglia di luce, di acqua, di rocce, di nevai.

Ma anche di buio, quello vero, mica quella poltiglia luminosa che si chiama notte in citta'.

Insomma e' voglia di tornare sui monti e perdermici un po'.

Almeno una notte.

Sara' grave?

No: e' ciclico.

Non si puo' voler sempre le stesse cose.

Non si dovrebbe, almeno.

postato da: Anna73 alle ore 08:57 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life