La perfezione non e' di questo mondo.
La felicita', a volte, sí.
"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."

C'e' gente che passa la vita a sperar che piova.
Non si tratta di contadini coi campi da irrigare o l'orto da curare, no.
E' gente all'apparenza normale, che dice di avere la passione per la meteorologia ma in realta' ha la passione per il tempo piovoso.
Se prima erano pochi e isolati, con l'avvento di internet si sono organizzati meglio.
Si son comprati la stazione meteo col pluviometro, e si son messi in competizione cogli altri.
Spiano i modelli previsionali nella speranza di trovare le tracce della prossima perturbazione e si dichiarano costantemente sotto media precipitativa, anche se e' appena smesso di piovere.
Temono l'alta pressione come la morte: una serie di belle giornate per loro e' il peggio che possa capitare.
Poi quando la realta' bussa alla loro porta e l'acqua sale, come in questi giorni, abbozzano.
Ammettono che forse si', e' piovuto un po' troppo.
Che son disgrazie, che sarebbe stato meglio di no.
Poi vanno a controllare il pluviometro, e qualcuno si lascia scappare un moto di stizza.
Dal vicino e' piovuto piu' che da lui.
E ricominciano come prima.

Io capisco un uomo che si e' sempre sentito donna e che consapevolmente decide di diventarlo.
Quel che non capisco e' uno che decide di diventare donna solo perche' da uomo non batte chiodo.
Eppure succede anche questo.
Come se uno non fosse mai riuscito a scrivere con la destra, e scopre di riuscire a farlo con la sinistra.
Fantastico: problema risolto!
Ma a questo punto che bisogno c'e' di tagliarsi il braccio destro?

Ho trovato su internet una vignetta che mi e' piaciuta molto.
Un omino sta' ad un bivio, davanti a un cartello indicatore.
In cima al cartello la scritta "Il resto della tua vita".
Due strade si dipartono dal bivio: una segue l'indicazione "Ordinario".
L'altra l'indicazione "Memorabile".
Chissa' dove si trova, quel bivio.

C'e' gente che passa la vita a correre dietro ai sogni senza mai raggiungerne uno.
Magari ci si avvicinano al punto che sembra quasi di toccarli, un attimo prima che svaniscano.
Si, c'e' gente che passa la vita sognando.
Ma c'e' anche gente come me e come te, amica mia, che senza far tanto rumore i sogni prova a realizzarli.
Che se li costruisce giorno per giorno con cura, amore, passione.
Lottando contro la paura, l'incertezza, la vergogna.
Finche' un giorno il sogno si materializza ed e' li', davanti a te.
Perfetto, completo, shoccante nella sua realta'.
Una donna.
E tu la vorresti finalmente toccare, abbracciare, stringere forte, ma non puoi.
Allora allunghi la mano verso di lei mentre lei fa lo stesso.
Le punte delle dita quasi si toccano.
Restando separate all'ultimo istante -e per sempre- dalla lucida, fredda, indifferente superficie.
Di uno specchio.

Foto con Lorien, il cantante degli Arhea54, uno dei piu' bei gruppi sulla scena torinese.
Imperdibili.

C'e' qualcuno che sta prendendo gusto a farmi le foto storte.
E non va bene no.
Poi rischio di scivolare dal divano.

"Non puo' piovere per sempre."
Sicuro?
***
Piove da giorni, fiumi e canali sono pieni, le pozzanghere non fanno in tempo ad asciugare e la vegetazione ringrazia.
Io un po' meno.
Eppure e' un tempo che mi somiglia: inizia a fare una cosa e va avanti a sfinimento.
Per me e' lo stesso: comincio a frequentare un locale e ci vado per mesi, provo un certo tipo di vestito e se mi piace lo propongo a oltranza, trovo una posa nuova per le foto e mi dura anni, mi piace un colore d'ombretto e lo scavo finche' non arrivo alla plastica.
C'e' un'inerzia di fondo in me che trova corrispondenza in questo tempo, che quando inizia a piovere non smette piu'.
E quindi capisco: non approvo, ma capisco.
Smettera' di piovere, magari quando passero' dal verde all'azzurro, dal lungo al corto, dalle foto seduta a quelle in piedi.
Be' magari proprio in piedi no.
Non esageriamo.
Mi accontento di un tempo vagamente soleggiato.

Chi ha tanti soldi e' ricco.
Chi ne ha piu' di quanti ne spende e' uno che sta bene.
Chi ne ha di meno e' una persona in difficolta'.
Chi ne ha troppo pochi e' povero.
Chi non ne ha bisogno, e' libero.

Fidarsi e' bene.
Non fidarsi e' meglio.

E' una rivoluzione strisciante, fatta di episodi di violenza e di roghi che accendono le notti delle nostre citta'. La cacciata dei Rom a Napoli, la caccia ai viados al Prenestino, le ronde che presto cominceranno a far notizia.
Chi si scaglia contro gli autori di queste violenze gridando al razzismo e all'intolleranza sara' anche in buona fede, ma non ha capito nulla.
Quella che scende in piazza e' in maggioranza gente molto, molto tollerante.
Lo dimostra il fatto che ha convissuto per anni col degrado vedendolo crescere, svilupparsi, affondare le radici nella propria quotidianita'. Lo ha subito, sopportato, vissuto nella sostanziale indifferenza delle istituzioni. Covando una rabbia che e' pronta a esplodere per un nonnulla, e infatti e' questo quel che sta accadendo.
Questa gente non ce l'aveva coi Rom, coi viados, cogli immigrati: ce l'ha col degrado col quale e' stata obbligata a convivere, con la paura e l'insicurezza che la seguono anche dentro casa.
Il nuovo governo ha capito molto bene questi umori, e li ha sfruttati per farsi eleggere.
Chissa' se li sapra' anche gestire.
Ma non si preoccupi chi teme la svolta autoritaria, che qui le rivoluzioni le abbiamo fatte sempre all'italiana: scagliandosi contro le malefatte altrui, e glissando sulle proprie.
Per questo mi sento di credere che in fondo, a parte qualche episodio eclatante, nella sostanza cambiera' poco.

Non dovrebbe piovere a maggio.
Non cosi' almeno.
Qualche temporale ci puo' anche stare, ma piovere per giorni no.
Maggio te lo immagini colorato, caldo, arioso; no grigio, freddo, plumbeo.
La bella stagione dura poco, nel calendario come nella vita.
Non la si puo' sprecare guardando la pioggia.
Come se l'inverno fosse alle porte.

Per una donna che sia almeno un po' carina non e' difficile avere un minimo di vita sociale, se la vuole.
E' sufficiente che si faccia vedere in giro e prima o poi qualcuno arriva a parlarle, senza che lei debba fare nulla.
Magari non arrivano le persone che vorrebbe lei, ma sulla quantita' prima o poi qualcuno di interessante salta fuori.
Per un uomo e' tutto molto piu' difficile.
A meno che non sia eccezionalmente bello e attraente, per farsi notare deve fare qualcosa.
Deve adottare tutta una serie di comportamenti volti a mostrare un reale o presunto successo sociale, economico, relazionale.
Deve mostrarsi simpatico, deve esibire savoir faire.
Deve mettersi in competizione con gli altri uomini e uscirne vincitore.
Bene: ci sono uomini a cui tutto questo non riesce.
Uomini che possono passare serate su serate in qualsiasi locale senza spiccicare parola, senza che nessuno li consideri.
Non necessariamente si tratta di uomini brutti, sporchi, malvestiti: spesso sono solo timidi.
La loro autostima e' bassa, anzi bassissima, e l'immagine che hanno di se' come uomini e' spesso deludente.
Puo' capitare a volte che alcuni di questi uomini decidano di provare a vestirsi da donne, e questo per tutta una serie di motivi che possono avere a che fare col feticismo o con forme piu' o meno accentuate di autoginefilia: in pratica decidono di impersonare la donna che non possono avere.
In una minima percentuale di casi questi uomini vestiti da donna trovano il coraggio di farsi vedere in giro, di relazionarsi con gli altri.
E vedono finalmente il mondo dalla parte delle donne.
Gli atteggiamenti che li avevano sempre penalizzati -tipicamente, starsene in silenzio per conto proprio- diventano di colpo quelli giusti.
La gente arriva, amici, ammiratori.
Il meccanismo dei rapporti sociali si mette in moto e si scopre un mondo nuovo, letteralmente.
Euforia, entusiasmo, Dio-perche'-non'l'ho-fatto-prima.
Ma come in tutte le cose anche qui c'e' la fregatura.
Quella che in fondo e' solo una maschera rischia di essere presa per la propria vera identita'.
Ci si interroga, ci si tormenta: "Oddio chi sono, oddio cosa sto diventando".
Sensi di colpa misti a un irresistibile impulso a continuare, perche' quel che si e' lasciato dietro e' tanto peggio di quel che si ha davanti.
E' un passaggio delicato.
Alcuni cominciano a pensare di essere nati per essere donne, una parte prende in considerazione l'idea di cambiare sesso.
Altri continuano ad oscillare tra due estremi, a farsi dilaniare la coscienza dai sensi di colpa.
Colpa che non ha motivo di essere, perche' in fondo si e' solo voluto vedere cosa c'era nell'altra meta' del mondo, in quella parte oscura che ognuno si porta dentro ma che pochi hanno il coraggio di esplorare.
Andare oltre le convenzioni, mettersi in gioco nel modo piu' radicale.
Un atto di coraggio, ma anche di disperazione.
Che rischia di esser pagato caro se non se ne sanno gestire le conseguenze, ma che puo' regalare una nuova vita a chi abbia il coraggio di farsene carico.
Una vita migliore, in tutti i sensi.

Un'altra serata alla quale non avrei voluto partecipare, e dalla quale sono andata via a malincuore.
Ti rendi conto di quanto sei popolare in un certo contesto da quanto dura il tuo giro dei saluti quando vai via.
Nel contesto di ieri e' durato parecchio, e son cose che fan bene.
Mai pero' quanto un paio di occhi che ti guardano, mentre la bocca poco piu' sotto ti dice che le cose che hai scritto hanno voluto dire molto per la persona che hai davanti.
Anche queste son cose che fanno star bene.
Soprattutto queste.

Ma quante cose deve fare una donna per curarsi del proprio aspetto?
Di quanti dettagli, minuzie, particolari si deve preoccupare?
Depilazione, cura della pelle, delle mani, dei piedi, dei capelli, trucco.
Vestiti, scarpe, borse, accessori.
Un'infinita' di cose.
Ma come fanno?
Quante cose si capiscono delle donne
mettendosi nei loro panni,
anche se solo un po'.

I giornali dicono che qui a Torino circolano meno auto, perche' la gente si sta orientando verso l'uso dei mezzi pubblici.
Sara'.
Io vedo sempre lo stesso traffico, qualche bici in piu' si', ma poca roba.
I giornali dicono che si immatricolano molte meno auto.
Sara'.
Io continuo a sentire di gente che va per concessionari, e che sta studiando il modo per finanziarsi l'auto nuova.
I giornali dicono che la gente non ha piu' soldi.
Sara'.
Intanto ettari di terreni una volta agricoli vengono edificati, e le case non fanno in tempo a finirle che son gia' vendute.
I giornali dicono che non s'arriva a fine mese.
Sara', ma io continuo a veder gente che si preoccupa solo di dove fara' il prossimo viaggio.
I giornali dicono che non si fanno piu' bambini.
Puo' essere, ma intanto io non riesco piu' a trovare un posto che ne sia privo.
I giornali dicono che c'e' voglia di sicurezza, di soluzioni estreme, tipo mandar via tutti gli immigrati clandestini.
Sara', ma dai pusher la sera c'e' sempre la coda.
I giornali dicono che in giro c'e' una gran voglia di legalita'.
E io continuo a veder gente che parcheggia in doppia fila e passa col rosso.
I giornali dicono che tutto va male.
La gente continua a far finta che tutto vada bene.
Ma la gente li legge, i giornali?

Siccome e' destino inevitabile prima o poi morire, a volte mi chiedo se ci siano cose che ancora vorrei fare prima che cio' avvenga.
Non e' un abbandonarsi a foschi pensieri, piuttosto e' la voglia di fare un bilancio anche solo parziale.
A livello personale direi che le cose che mi interessava fare le ho fatte, e di piu' non chiedo.
Ma prima di abbassare il sipario mi piacerebbe vedere che il mondo e' meglio di come l'ho trovato.
Vorrei riuscire a vedere un mondo piu' pulito.
Citta' con meno automobili, meno traffico.
Possibilmente senza automobili, senza traffico.
Vedere cieli notturni in cui siano tornate le stelle, senza dover per forza andare in montagna per trovarli.
Tornare a sentire le voci di quelli che passeggiano sotto casa, tornare a camminare nelle strade senza pericolo.
Tornare a fare un viaggio all'anno, ma quel viaggio goderselo per davvero.
Vedere un'umanita' forse piu' povera, ma piu' felice.
Perche' e' evidente che tutto questo malinteso benessere non ci ha dato felicita', ma solo invidia verso chi ha di piu' e disprezzo verso chi ha di meno.
Ecco, se mi fosse concesso di vedere tutte queste cose morirei felice.
E soprattutto longeva.
Molto longeva.

Per ora se ne avvertono solo i primi, timidi segnali.
Nei forum, nei blog, nelle mail.
Ma il numero degli adepti cresce di giorno in giorno e presto diventera' un fenomeno di moda.
Prendete il riscaldamento globale, aggiungete un po' di robusta crisi economica, completate con quanto basta di picco del petrolio, sovrappopolazione ed esaurimento delle risorse.
Ed eccoli qua, i millenaristi del nuovo millennio.
Se un tempo era l'apocalisse, adesso e' la fine della civilta'.
Gente che si prepara per la catastrofe, gente che attende la fine del mondo.
"Moriremo tutti!".
Ovvio che moriremo tutti, quel che vogliono dire e' che moriremo in anticipo e male a causa di tutte queste disgrazie.
L'animo umano non conosce mezzi termini: dopo decenni di sbornia consumistica ecco i predicatori dell'apocalisse.
E se il botto non dovesse arrivare, se la transizione dovesse esser dolce son sicura che ci resterebbero male per lo spettacolo rinviato ancora una volta.
Come quelli che davanti a un cielo plumbeo restano delusi, quando vedono che fa solo due gocce e poi esce il sole.

Odiate a morte i vostri vicini?
State cercando il modo di fargliela pagare per gli schiamazzi dei bambini, la televisione ad alto volume, le passeggiate coi tacchi a notte fonda?
Bene!
Prima di ricorrere a rimedi estremi (nel caso, cliccate qui), provate quello della foto.
Magari non parleranno italiano, ma se si tratta di spaccar piastrelle e far casino dalle otto alle diciotto sono imbattibili.
Instancabili e fantasiosi rompicoglioni, con un piccolo supplemento lavoreranno anche il sabato.
Due settimane d'inferno domestico garantite per tutto il vicinato!
E alla fine vi restera' pure un bel bagno nuovo.
Approfittatene!

Oddio proprio male non sto.
Certo gli uomini di solito si vestono diversamente.
Va anche detto che molti di loro vestiti cosi' non starebbero granche' bene.
Ma visto che non e' il mio caso, che male c'e' se ogni tanto
- ogni tanto, mica tutti i giorni -
mi presento cosi'?
Nessuno, ovvio.

Bisogna essere veloci.
Lo sguardo sui prossimi venti metri, l'attenzione al massimo.
Inutile zigzagare, si deve correre in avanti senza perder tempo.
Spesso e' questione di centimetri.
Proiettili.
Se senti lo spostamento d'aria vuol dire che era vicino.
Non ce l'hanno con me, ma cambia poco.
Bisognerebbe avere gli occhi anche nella nuca, non avendoli si tendono le orecchie.
E si corre.
Mi piace correre, e' una cosa che faccio volentieri.
Sotto il sole, sotto la pioggia.
Ma i proiettili sono piu' veloci, sempre.
Venti minuti sotto il fuoco, poi nove ore di tregua.
Altri venti minuti la sera, e un altro giorno e' passato.
No non e' il viale dei cecchini a Sarajevo.
Qualcuno la chiamerebbe guerra, ma per me e' solo andare al lavoro.
Ogni giorno.
In bici.