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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


mercoledì, 30 aprile 2008

Illusioni

E' vero siamo un po' esposti.

Un po' a rischio diciamo, e' inutile nascondercelo.

Ma siamo tanti, e siamo arrivati in alto.

Avrebbe avuto senso arrivare cosi' in alto per poi sparire di colpo?

Il fatto che sia capitato ai nostri vicini non vuol dire che debba capitare anche a noi.

A loro e' si' bastato un alito di vento per disperderli, ma non erano forti, non erano preparati, non erano uniti come noi.

Ah no, a noi non puo' succedere.

Se stiamo uniti, se non perdiamo la fiducia, a noi nessuno ci spazzera' via.

Tantomeno il vento.

Tantomeno

il

..........vento..........

postato da: Anna73 alle ore 09:06 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 29 aprile 2008

Zoccola

Cara Deborah Martini da Foggia, Deborah con l'acca, che fa piu' esotico.

E' bello immaginarti dietro il picci' mentre gestisci il tuo profilo e le tue relazioni su netlog.com.

E siccome e' chiaro che le informazioni che dai su di te sono false, allora lascia che ti immagini a modo mio.

Ti vedo, Deborah con l'acca, modesto omuncolo di mezza eta' con famiglia a carico in cerca d'evasione su internet.

Ti piace farti passare per un travestito, e probabilmente lo sei anche, sebbene solo in privato e di nascosto da tutti.

Ti piace pure farti passare per troia in calore (lo scrivi tu sul profilo, mica io): si vede che la cosa ti eccita.

Mi par di vederti, Deborah con l'acca, che digiti messaggi infarciti d'ogni genere di volgarita' mentre moglie e figli dormono nella stanza accanto.

Storia comune la tua, sapessi quanti ne conosco.

E chissa' che faccia faresti se la cosa si venisse mai a sapere, cara Deborah, chissa' tua moglie, mi par di sentire le urla, e tu che no cara, ti prego, era solo un gioco.

Essi' era solo un gioco, perche' per te le cose serie sono altre.

E' solo un gioco, caro il mio tengofamiglia, prendere delle foto da un blog e usarle per farti passare per quel che non sei, ma ti piacerebbe tanto essere.

Che poi potevi pure sceglier meglio, perche' e' vero che dimostro meno anni dei quarantadue che ho, ma a farmi passare addirittura per ventiduenne ce ne vuole.

Ma il punto non e' questo: il punto e' che hai fatto male i tuoi conti.

Perche' sul blog dal quale hai rubato le foto passano molte piu' persone di quante ne passino sul tuo profilo su netlog.com, e prima o poi qualcuno che mi avverte arriva.

Cosi' per adesso ti becchi la segnalazione, dovrai togliere le foto e magari pure il profilo.

E chissa' che faccia farai quando ti arrivera' a casa la denuncia, essi' perche' tu forse non lo sai ma gli IP sono dinamici ma tracciabili, e il tuo provider sa sempre quando e a chi ne ha assegnato uno.

Sara' divertente immaginarti mentre ti giustifichi, cara Deborah con l'acca.

In fondo tra noi due se c'e' qualcuno che ha qualcosa da perdere, quella sei proprio tu.

Cara Deborah con l'acca, in arte zoccola85.

Pensaci bene, la prossima volta.

postato da: Anna73 alle ore 08:37 | link | commenti (10)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 28 aprile 2008

Cattivi esempi

Fare una ricerca di tutte le travestite che vivono nelle proprie vicinanze.

Scegliere quelle con almeno una foto caricata sul sito.

Operare una successiva selezione sulla base delle foto stesse, ignorando qualunque informazione presente nel profilo della destinataria.

Scrivere un messaggio standard da personalizzare -eventualmente- col nome di lei, in cui si inizia con qualche complimento e si finisce con la richiesta di un incontro.

Aprire il messenger del sito e inviare lo stesso messaggio a tutte.

Aspettare che qualcuna abbocchi.

Non c'e' nulla di nuovo, si dira'.

Vero: finche' e' un uomo vestito da uomo o un uomo vestito da donna a farlo non c'e' nulla di nuovo.

E' che sembra che abbiano cominciato a farlo anche le donne.

I cattivi esempi son cosi' facili da seguire.

postato da: Anna73 alle ore 09:00 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 24 aprile 2008

Ancora sul treno

Dice: "Ma qualcosa nella vita va pur fatto, un senso e' necessario".

E' vero: dare un senso alla propria vita aiuta a vivere meglio.

Ma dare un senso vuol dire innanzitutto darsi da fare per trovarne uno, e non uno qualunque ma quello che va bene per te.

Dice: "Ma quel che e' andato bene per gli altri andra' bene anche per te, tu prova e vedrai che ho ragione."

E certo che hai ragione, anche perche' le cose una volta che le hai fatte bene o male te le fai piacere, te le giustifichi, e alla fine ci trovi anche del buono.

E' facile essere indulgenti con se' stessi se si parla della propria vita e delle proprie scelte, almeno quanto e' facile essere critici quando si parla di quelle degli altri.

E c'e' differenza tra trovare il tuo senso e fartene andar bene uno altrui: la stessa differenza -per dire- che corre tra scrivere un libro e leggerne uno.

Scrivere un libro non e' un processo lineare che parte dalla prima pagina e termina all'ultima: no, no e' un lavoro fatto di ripensamenti, correzioni, pagine scritte e poi buttate o modificate infinite volte.

E' un lavoro lungo, faticoso, ma alla fine e' un libro nostro, no quello che qualcun altro ha scritto per noi.

Io il mio libro lo voglio scrivere come piace a me, non come avrebbe dovuto esser scritto secondo qualcun altro.

E' la liberta' piu' importante che ho, e non ci penso neanche a farne a meno.

Ecco perche' queste cose, queste vite che immagino vedendo scorrere quegli angoscianti condomini dal finestrino del treno mi sembrano assurde, surreali, lontane.

Ecco perche' non sento con chi le vive nessun punto in comune, nessuna vicinanza.

Ecco perche' io mi sento libera, e loro no.

postato da: Anna73 alle ore 13:51 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 23 aprile 2008

Il treno semivuoto

Mi capita spesso di viaggiare su treni semivuoti.

Sara' per l'orario, sara' che la gente si sposta in macchina, ma a volte mi domando se oltre a me e al macchinista ci sia qualcun altro a bordo.

E' un bel modo di viaggiare, finche' dura: niente stress da guida, le cuffiette con un po' di musica.

E il paesaggio che scorre, coi suoi pochi angoli ancora guardabili circondati e sommersi dalla marea montante dello scempio edilizio.

Case, case, case.

Ma per chi le faranno, tutte queste case?

A chi le venderanno, chi si potra' permettere di sborsare cifre folli per due stanze, cucina e bagno incastrati tra altre stanze, altre cucine, altri bagni in questi brulicanti alveari di cemento?

Ma non c'era la crisi?

Ma la gente non era senza soldi?

E allora da dove arrivano tutte queste case nuove che verranno subito vendute manco fossero d'oro?

Chi s'impegnera', chi s'incatenera' a un lavoro per trent'anni per entrare in possesso di quattro vani che gia' da nuovi mettono tristezza?

E chi pensera' che in fondo quella sia la vita, che in fondo quello sia "fare" qualcosa?

Quali vuoti si colmeranno con quattro mura condivise coi vicini, a quante vite verra' restituita una parvenza di senso grazie a trent'anni di volontaria schiavitu'?

Contraddizioni, senso di distacco, di surreale assurdita'.

Mentre guardo dal finestrino, su un treno semivuoto.

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categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 22 aprile 2008

Coppie annoiate

Si dice tanto della famiglia, di quanto sia bella e di quante soddisfazioni dia.

Sara'.

Si dice che va aiutata, supportata, sostenuta.

Eh si.

Anche perche' di suo mi sa che cada a pezzi, quindi ci vuole bene qualcuno che la tenga su'.

Perche' a giudicare dal numero di coppie in cerca d'evasione che vedo in giro, e da quante mi scrivono per vedere se riescono a rimediare il giocattolo per il pomeriggio della domenica, si direbbe che la famiglia sia un affare piuttosto noioso, sia.

Eh gia'.

Che poi non si capisce mai se dietro a certe proposte c'e' un uomo che spinge e una donna che sopporta, o tutt'e due, o viceversa magari.

Ma non fa gran differenza in fondo.

L'importante e' che si garantisca massima pulizia, riservatezza e discrezione, che teniamo famiglia, noi.

E pure no mercenarie, che e' cosi' difficile arrivare a fine mese.

Come non capirli, poveri.

Scusa, ma com'e' gia' che dicono in Veneto?

Ah, si.

Ma va' in mona, va'.

postato da: Anna73 alle ore 08:51 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 21 aprile 2008

Meglio cosi'

E non e' una bella serata, no.

Posso parlare, cercar di distrarmi, fingere di far due foto, ma non e' una bella serata.

E la gente intorno lo capisce, si domanda cos'ha-la-Anna-cosa-la-preoccupa.

Ma niente, e' che non e' una bella serata quella passata con un occhio al telefono e l'altro alla porta d'ingresso del locale, casomai arrivassi.

E poco importa se alla fine quando sto per andar via arriva un messaggio che dice guarda che non vengo piu': l'avevo gia' capito da me, che non venivi.

E' che non e' neanche colpa tua: e' solo che a volte si parla lingue diverse.

Perche' se tu mi dici "guarda che forse vengo li'" io che non ti vedo da mesi e vorrei rivederti capisco "guarda che probabilmente vengo li'", mentre tu mi stai solo dicendo che "forse" vieni.

Si parla lingue diverse e quindi non ci si capisce, o ci si capisce solo in parte.

E cosi' la gente si domanda cos'ha-la-Anna-cosa-la-preoccupa, cos'ha-che-si-vede-che-non-e'-serena.

Niente, cosa volete che abbia la Anna.

E' che sta pensando nessuna nuova buona nuova, non si fa viva allora forse vuol dir che viene.

Macche': niente.

Va' a dormire Anna che e' meglio, che le donne l'unico modo per capirle sarebbe se fossero uomini, almeno si parlerebbe allo stesso modo.

Ma questo e' un altro discorso, che volendo si potrebbe anche fare ma adesso no, che e' tardi.

Va' a dormire va', che e' meglio cosi'.

E spegni il telefono, che non ti serve piu'.

postato da: Anna73 alle ore 08:44 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 18 aprile 2008

Cose da donne

A vestirsi da donna si imparano tante cose.

Finche' lo fai solo in casa non badi a certi particolari, ma quando inizi a uscire ci tieni a far bella figura.

E allora cominci a curarti di dettagli che sulle prime ti sarebbero sembrati insignificanti.

Una leggera abbronzatura puo' aiutare a togliere prima le calze, ma se lo fai e indossi dei sandali devi avere i piedi curati e a posto.

Una pelle del viso idratata ed esfoliata periodicamente e' piu' luminosa e anche se poi il fondotinta copre tutto la differenza si nota.

Un accessorio intonato col resto, una borsetta capiente ma non troppo, dettagli appunto di cui impari a prenderti cura.

Come quelle brutte pieghe rimaste sul vestito l'ultima volta che l'hai messo.

Ci sono cose femminili che non sono per nulla eccitanti e pero' necessarie, cose che prima o poi bisogna imparare.

Stirare, ad esempio.

Altro che calze, reggicalze e tacchi da dodici.

postato da: Anna73 alle ore 09:14 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 17 aprile 2008

Uno sguardo all'indietro

Per te e' tutto ovvio ormai.

Gli eventi visti in retrospettiva sembrano quasi prevedibili, tanto logica e' la loro sequenza.

Perche' in fondo noi si dipende in tutto dall'energia, dalla sua disponibilita' e dal suo costo.

Basta vedere la curva demografica della popolazione mondiale: appena s'e' iniziato a utilizzare l'energia dei combustibili fossili s'e' impennata, e siamo diventati tanti, tantissimi.

Troppi.

Avere energia a basso costo vuol dire avere cibo, servizi, mobilita'.

Vuol dire poter vivere nel benessere, in salute e con buone prospettive.

Tutte cose che promuovono la crescita demografica.

Ma quando l'energia diventa scarsa tutto diventa piu' difficile.

Il cibo diventa piu' caro e meno abbondante, i servizi scadono, la qualita' della vita peggiora.

Per te tutto questo e' ovvio, e sai bene che le cose non potevano che andar cosi'.

Ma noi non siamo gente abituata a guardare avanti, l'unica cosa che sappiamo far bene e' volere sempre di piu': consumare tutto il possibile perche' lo fanno gli altri, perche' ci hanno detto che e' giusto, perche' il domani e' incerto e comunque non ci riguarda.

E cosi' adesso sai che e' colpa nostra, ma in fondo l'hai sempre saputo.

Sai che qualcuno ci pensava, si, ma alla maggior parte non importava nulla.

Caro visitatore del 2020, hai ragione a disprezzarci.

Te l'abbiamo costruito noi, il mondo in cui vivi.

postato da: Anna73 alle ore 12:23 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
mercoledì, 16 aprile 2008

Il passo secondo la gamba

E' da un po' di tempo che leggo cose del genere, a volte mi capita pure di sentirle.

Gente che sostiene che solo chi ha un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere debba essere considerato una persona "responsabile".

Be' il mio punto di vista e' diverso.

Avere delle responsabilita' non vuol dire essere responsabili.

E' responsabile chi si mette alla guida solo se e' sobrio, chi non fa sesso a rischio in giro, chi evita di drogarsi e di mettere in atto comportamenti dannosi per se' e per gli altri.

E' responsabile chi rispetta se' stesso, il suo corpo e lo spirito che alcuni dicono che lo abiti.

E' responsabile chi ha rispetto per gli altri.

Non basta una firma su un contratto di mutuo, ne' basta mettere al mondo qualcuno.

La responsabilita' e' qualcosa che si impara.

E', come dicevano i vecchi, fare il passo secondo la gamba.

E il passo secondo la gamba lo fai solo se ti conosci a fondo, e sai cosa vuoi e di cos'hai bisogno.

 Lo fai solo se sei responsabile.

E se lo sei puoi anche decidere di non farlo, il passo.

postato da: Anna73 alle ore 08:45 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 15 aprile 2008

Carico

Un pacco di biscotti, un litro di bagnoschiuma, una crema per il viso, un pacco di grissini, due tavolette di cioccolata.
Una confezione di cracker, del pane, un sacchetto con un po' di pappa da far scaldare per pranzo.
Un paio di maglie, una maglietta, un paio di pantaloni, un pigiama.
Pantaloni impermeabili, guanti, borsina cogli attrezzi, camera d'aria di scorta, pompa per gonfiarla.
Giubbino catarifrangente, luce anteriore, luce posteriore.
E un tubino nero, nuovo.

Dice: "Eh ma la bici mica va bene per spostarsi, non ci posso caricare nulla."
Questi sono undici chili di roba, sistemati in due borse da mettere sul portapacchi, e ci ho fatto trentacinque chilometri.

"Si ma chissa' quanto ci avrai messo."
Il solito: un'ora e tre quarti.

"Vabbe' ma non era mica in salita."
No, c'erano i normali saliscendi di ogni percorso pianeggiante.

"Pero' chissa' che fatica."
No, tutto come al solito.

"Si ma chi me lo fa fare."
Nessuno.

"E' pericoloso."
Puo' essere.

"Io non lo farei mai."
Chi ti dice nulla.

"Son mica come te io."

Non c'e' dubbio.

postato da: Anna73 alle ore 08:40 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 14 aprile 2008

Seduzione senza tempo

Ci sono vestiti che si mettono addosso, e vestiti che si portano.

Ci sono vestiti che attirano gli sguardi in quanto sexy, e altri che seducono senza esserlo.

Ci sono vestiti che cambiano a ogni stagione, e altri che non cambiano mai.

Un semplice tubino nero non sara' mai troppo scollato o troppo corto, troppo aderente o troppo elaborato.

Non andra' d'accordo con curve eccessive e labbra gonfie, ne' regalera' un portamento se non c'e'.

Perche' per indossarlo come si deve non basta essere una donna, o somigliare a una donna.

Non bastano calze, tacchi e la borsetta in tinta.

Ci vuole qualcosa di piu'.

Un filo di perle, magari.

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categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 11 aprile 2008

Ritorno al futuro

Quando ero piccola l'auto la usavamo solo nel fine settimana.

L'acqua la bevevamo liscia, come usciva dal rubinetto.

Il prosciutto, quello crudo che costava di piu', era riservato alle occasioni.

Quello cotto invece non mancava mai, o quasi.

Un sacco di posti si raggiungevano a piedi, tra questi la scuola e la piscina, che pure era abbastanza distante da casa.

Il pomeriggio fatti i compiti si giocava in cortile cogli altri bambini, spesso con la bicicletta.

I piazzali che adesso sono pieni di auto a ogni ora del giorno e della notte li usavamo per giocare a tennis: erano pressoche' vuoti.

Non si viveva male, e costava pure poco.

Io credo che in un modo o nell'altro ci ritorneremo.

Non per scelta, ma per necessita'.

Un detto arabo recita cosi':

"Mio padre andava in cammello, io vado in macchina, mio figlio in aereo, mio nipote andra' in cammello."

L'han capito prima di noi.

Non sarebbe male se ce ne rendessimo conto e iniziassimo a prepararci: dopotutto la situazione non puo' che migliorare.

postato da: Anna73 alle ore 08:54 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
giovedì, 10 aprile 2008

Il nome della cosa

 Ci sono sere in cui non ho voglia d'uscire.

Non ho voglia di prepararmi, di decidere cosa mettermi, di uscire di casa, di raggiungere un locale, di passarci la serata e poi di rifare tutto al contrario per tornare, sprepararmi, svestirmi e andare finalmente a letto.

L'esperienza insegna che quando manca la volonta' e' bene uscire comunque, perche' di solito poi son contenta d'averlo fatto.

Vedere gente fa bene, parlare fa bene, togliersi di casa fa bene.

Funziona, quasi sempre.

Poi pero' ci son serate come quella di ieri, in cui all'inizio non volevo uscire e alla fine mi dispiaceva non esser stata a casa.

Capita anche questo, di questa stagione.

Cosi' come puo' capitare - e sento che capitera'- di prender pioggia in bici al ritorno dal lavoro, oggi o domani.

O di non volere altro che stendermi al sole e lasciarmi scaldare senza pensare piu' a nulla.

O di voler dimenticare per un po' tutto quello che e' successo in questi ultimi anni.

Per un po', solo per un po'.

Giusto il tempo di dare un nome, a questa cosa.

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categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 09 aprile 2008

Insofferenza

Sto provando in questo periodo una certa insofferenza nei confronti del mondo di Anna.

A parte il calo di voglia di interpretare la mia parte femminile che puntuale arriva con la primavera, c'e' pure una certa mancanza di disponibilita' nei confronti del contorno.

Non provo piu' interesse a confrontarmi con altre persone come me, anzi in certi casi mi infastidiscono certi piagnistei, certi "gne gne" che in passato avrebbero suscitato risposte piu' comprensive da parte mia, che pure tenera non sono mai stata.

Sara' che i problemi della vita sono altri, sara' che l'argomento ora come ora non m'interessa piu' tanto.

Sara'.

Per adesso e' meglio se mi limito a sedermi sulla riva del fiume a guardare l'acqua scorrere.

Qualcosa d'interessante prima o poi passera'.

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categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 08 aprile 2008

Chilometri zero

Ci sono diversi modi di intendere l'espressione "chilometri zero".

Per i piu' si tratta di una macchina nuova gia' immatricolata, che e' possibile acquistare risparmiando qualche soldo.

Per altri si tratta di fare la spesa in modo da preferire generi alimentari che abbiano percorso pochi chilometri dal luogo di produzione a quello di vendita.

Prodotti locali, tanto per capirsi.

E' un concetto complementare a quello di "filiera breve", che sta a significare che quel che si compra ha subito pochi passaggi di mano, fino ad arrivare in alcuni casi a comprare direttamente dal produttore.

L'orto dietro casa sintetizza in modo perfetto i due concetti: e' vicinissimo e appartiene a chi ne consumera' i prodotti.

Filiera ridotta al minimo, chilometri ridotti a zero.

Inoltre spesso l'orto offre delle eccedenze che possono essere conservate o scambiate con altri prodotti.

Ci sarebbe molto da dire su come e sul perche' questa pratica che una volta era diffusissima sia andata perdendsi, e sul perche' del suo ritorno.

Riprenderemo a coltivare i pomodori sui balconi?

C'e' chi lo fa, c'e' chi sta per farlo.

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categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 07 aprile 2008

Quaranta chilometri

 Dicono: quaranta chilometri in bici.

E mentre lo dicono senti che non ci credono.

Il piu' scarso dei ciclisti della domenica, di quelli che vanno in giro colle magliette sponsorizzate e le tutine aderenti, quaranta chilometri se li fa a inizio stagione quando ancora non e' tanto allenato.

Ma se tu dici che ti fai quaranta chilometri per andare al lago, prenderti un caffe' e tornare a casa ti prendono per temerario.

Peggio: ti prendono per scemo.

Perche' una cosa e' usare la bici per fare sport, un'altra usarla come mezzo di trasporto.

Cosi' se ti fai cento inutili chilometri per allenarti va tutto bene, se te ne fai quaranta per andare dal posto "A" al posto "B" ti guardano strano.

Ma non potevi andare in macchina?

Certo: ha piu' senso spostare una tonnellata di plastica e ferro, bruciare benzina, inquinare e intasare le strade piuttosto che pedalare un po' rischiando pure di star meglio dopo.

E' cosi'.

Abbiamo perso ogni senso della misura, ogni riferimento con la realta'.

Il fatto che non ce ne rendiamo conto e che gli altri si comportino come noi non e' rassicurante.

Una cosa sbagliata non diventa giusta solo perche' la fanno in tanti.

postato da: Anna73 alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 04 aprile 2008

Frammenti

Sapete qual'e' la cosa che si trova piu' di frequente sui bordi delle strade?

No scommetto che non lo sapete, perche' dal sedile di una macchina quello che c'e' sul bordo della strada non si nota.

Be' sono frammenti: frammenti di auto.

Pezzi di plastica dei paraurti, vetri dei fanali, metallo delle carrozzerie e dei motori piegato e sbriciolato.

Macchie d'olio e tracce della segatura usata per asciugarle.

Anche segni di gesso sull'asfalto, quando e' andata peggio.

Ogni incidente, per quanto piccolo, lascia la sua scia di frammenti.

Ma nessuno ci fa caso, tantomeno se ne preoccupa.

Si rimuove tutto con un colpo di scopa.

E chi sul bordo della strada ci ha lasciato anche qualche frammento di se'?

Be' affari suoi.

Mica ci possiamo fermare per questo.

postato da: Anna73 alle ore 08:57 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 03 aprile 2008

Una ragione per alzarsi

La luce del sole che filtra tra gli interstizi delle persiane, insieme all'azzurro del cielo di una giornata di primavera.

E' un peccato che si debba andare al lavoro?

Forse, ma e' anche un bene.

Non e' solo questione di soldi, che pure sono necessari, no.

La cosa importante e' avere una ragione per alzarsi la mattina, in assenza della quale anche la piu' bella giornata di sole rischia di andare sprecata.

Avere una ragione per alzarsi la mattina e' il primo passo verso un'esistenza serena.

E se in aggiunta si ha anche un motivo per far tardi ogni tanto la sera, allora si rischia davvero di essere felici.

A volte, almeno.

postato da: Anna73 alle ore 13:41 | link | commenti (2)
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mercoledì, 02 aprile 2008

Illusioni

Che cosa spinge una travestito carino e molto giovane, diciamo intorno ai vent'anni, a prostituirsi senza che ce ne sia una reale necessita'?

Senza che i soldi che ne ricava gli servano per mangiare, vestirsi, pagare l'affitto che altrimenti non saprebbe come pagare?

Forse la mancanza di un lavoro, o il credere di non poterne trovare uno?

Ma poi perche' mai si dovrebbe sbattere per poche centinaia di euro al mese quando li puo' guadagnare in una sera, oltretutto divertendosi?

L'eccitazione di sentirsi desiderati, di avere gente che paga per fare sesso con te e' gratificante, e vedere il proprio corpo degradato a merce di scambio per alcuni puo' essere fonte di masochistica soddisfazione.

I soldi facili attirano, inutile negarlo, e il sesso specie per un giovane maschio -che di questo stiamo parlando, volenti o nolenti- e' un'esigenza spesso prioritaria.

Quindi si perdono gli anni migliori "lavorando" e facendo su qualche soldino...e poi?

Poi ci si svegliera' una mattina e ci si rendera' conto che e' tardi un po' per tutto, e che l'unico modo per continuare a campare e' andare avanti cosi'.

Anche se non piace piu', o peggio ancora se non si piace piu' agli altri.

postato da: Anna73 alle ore 09:35 | link | commenti
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