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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


giovedì, 28 febbraio 2008

Femminilita' limitata

C'e' una cosa che e' piu' femminile dei vestiti di seta, dei tacchi alti, delle calze velate.

E' una delle poche prerogative delle donne che gli uomini ancora non sono riusciti a intaccare.

La maternita' e' senza dubbio uno degli eventi piu' esclusivamente femminili che ci siano al mondo.

Una donna puo' non diventare madre per scelta o necessita', ma chi lo diventa indubbiamente esercita una funzione che e' squisitamente, assolutamente, esclusivamente femminile.

Ebbene dopo aver visto migliaia di foto di uomini che vorrebbero esser donne e averne conosciute in gran numero di persona, posso affermare con assoluta certezza che nessuna di loro aveva il pancione.

O -meglio- chi l'aveva ne avrebbe fatto volentieri a meno, perche' si trattava di adipe.

La sola idea di un travestito, crossdresser o transessuale col pancione sa di improbabile, posticcio, grottesco.

Quasi sempre mette a disagio, sembra di cattivo gusto.

Perche'?

Dopotutto anche certe tette esagerate, certi fianchi imbottiti, certe labbra gonfie sono inverosimili, nondimeno risultano attraenti per molti.

Forse il fatto che gli uomini in gran parte non provino interesse per il corpo di una donna incinta puo' spiegare il motivo per cui l'argomento viene evitato con cura.

Forse il fatto che sarebbe chiaramente una finzione imbarazza.

Dopotutto sempre di uomini si tratta, e le donne incinte agli uomini non interessano granche', ne' interessa loro vestirne i panni.

E' chiaramente una provocazione, che pero' evidenzia un paradosso: si prende della femminilita' quel che interessa e si trascura il resto.

E questo sembra non valere solo per la gravidanza.

postato da: Anna73 alle ore 09:08 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 27 febbraio 2008

Semaforo rosso

Ho trovato un interessante, lunghissimo articolo nel quale si discute dell'opportunita' o meno di cambiar sesso, e di cosa realisticamente si puo' aspettare un uomo che voglia diventare donna.

Posto che credo di avere le idee abbastanza chiare in materia -nel senso che non ho alcuna intenzione di cambiare- ho voluto riportare alcuni punti dell'articolo che mi sembrano significativi, accompagnandoli con delle considerazioni personali (in corsivo).

La traduzione e' quel che e', chi volesse puo' sempre andare a leggersi l'articolo originale.

http://www.mtftransition.com/

***

Non dovresti cambiar sesso se...

Se ti consideri un crossdresser, un travestito, una drag queen.
(Sono un travestito quindi son gia' tagliata fuori: sollievo)

Se hai pubblicato foto hard su internet.
(Mai neanche fatte: giuro)

Se ti eccita vestirti da donna.
(Una volta si, ora non piu')

Se hai adottato un nome iper-femminile che una donna non porterebbe mai senza vergognarsi un po'.
(No ma ne conosco, uh se ne conosco!)

Se frequenti i ritrovi di drag queen, travestiti, transessuali per rimorchiare.
(Per rimorchiare magari no)

Se esci in minigonna inguinale e tacchi da 15 cm.
(Mica scema, tacco 10 al massimo)

Se possiedi minigonne inguinali e tacchi da 15 cm.
(Mai avuti)

Se non possiedi un paio di jeans e di paperine.
(Jeans due paia, paperine 43 'a voglia a trovarle)

Se ti scopi attivamente gli uomini.
(Ma che schifo...)

Se ti vesti da donna per masturbarti.
(Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...)

Se devi vestirti da donna per fare sesso con un uomo.
(A volte devo vestirmi da donna per fare sesso con una donna, non so se conta)

Se pensi che sara' figo giocare con le tue tette quando le avrai.
(Ma per carita', non gioco manco con quelle vere)

Se dopo la transizione pensi di fare l'escort o la pornostar.
(I posti da fisico nucleare son gia' tutti presi?)

Se non te la senti di parlare della tua transizione con parenti, amici, colleghi o chiunque altro sulla faccia della terra.
(Appunto)

Se ancora ti vesti da uomo.
(Ecco)

Se ancora possiedi vestiti da uomo.
(E vorrei vedere)

Se ti definisci transgender, transessuale o in qualsiasi altro modo che non sia "una donna"
(Ok ho capito: sono fuori)

Se pensi che la tua voce vada bene cosi'.
(Ma infatti)

Se pensi di tenerti il pene.
(Troppo comodo farla in piedi)

Se prendi ormoni senza che nessuno te li abbia prescritti, anche se sotto controllo medico.
(Uh se ne conosco che lo fanno!)

Se pensi che sara' facile.
(Non penso proprio di farlo, direi)

Se pensi che una volta fatta la transizione sarai finalmente felice.
(E anche qui ne conosco, che lo pensano!)

Se vuoi diventare una donna.
(Credo che l'autore intenda "se gia' non ti senti una donna, ma pensi di diventarlo")

Insomma semaforo rosso: resto un uomo.

E meno male.

postato da: Anna73 alle ore 08:56 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 26 febbraio 2008

Emma

"Cambialo questo mondo Marco, tu sei uno di quelli che lo possono cambiare, cambialo!"

Lei in realta' mi chiamava per cognome, e questa fu una delle ultime cose che mi disse.

Era l'ultimo giorno dell'esame di terza media, e lei era la mia professoressa d'italiano.

Ormai prossima alla pensione, non per questo aveva perduto quella grinta cosi' caratteristica, viscerale e polemica che aveva sempre posseduto.

Una professoressa severa, cocciuta ai limiti della scorrettezza, di quelle che azzittivano la classe senza bisogno d'urlare ma che poi tanto per star tranquille urlavano lo stesso.

Severa e preparata, capace d'amare un lavoro che per lei doveva esser tutto, e di mostrare quando meno te l'aspettavi un lato umano, tenero, affettuoso, che aveva il sapore di una ricompensa per chi si era dato da fare per meritarsela.

Capace di chiedere a un ragazzino tredicenne timido e impacciato di cambiare il mondo, come se avesse senso farlo.

Magari quel giorno l'ha detto a tutti nella speranza che da qualche parte il seme attecchisse, ma io preferisco pensare che l'abbia detto a pochi, a quelli di cui si fidava di piu'.

Sono passati trent'anni da allora, e se il mondo e' nel frattempo cambiato l'ha fatto da solo.

Non credo che cambiero' mai il mondo professoressa Emma, magari forse un pezzettino, quello che mi e' piu' prossimo, ma il mondo no.

Eppure continuo a pensarci, ricordando quel tono di voce in bilico tra rassegnazione e speranza con cui mi disse quella frase.

Chissa' che fine ha fatto lei, e che fine fara' questo nostro povero mondo.

Cara professoressa.

Chissa'.

postato da: Anna73 alle ore 08:39 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 25 febbraio 2008

Dodici anni

Anche a voler cercare con cura,
non trovo nulla che non vada bene in questo periodo.

Certo ci sono piccole rogne, fastidi, questioni che aspettano di essere risolte, ma e' normale e si tratta di questioni di poco conto.

Ci sono anche tante piccole cose che danno soddisfazione, e non importa se anche loro sono in fondo effimere.

Un vestito nuovo, un paio di calze insolite, una gita in montagna, un viaggio imminente sono tante piccole preziose occasioni per essere felice.

Occasioni tanto piu' valide in quanto non sono le basi di una felicita' che cosi' sarebbe effimera anch'essa, ma dettagli in piu' che la completano.

La felicita', quella vera, solida, duratura nel tempo e' arrivata dodici anni fa, quando iniziai la relazione con la mia compagna, e dura tuttora.

Eh si: dodici anni esatti.

Vorra' ben dire qualcosa.

Io credo di si.

postato da: Anna73 alle ore 09:26 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
sabato, 23 febbraio 2008

Velo

Un velo di nebbia che nasconde la pianura con le sue brutture.

La sua urbanizzazione selvaggia, il cemento, l'asfalto.

Un velo che lascia emergere solo un'antica abbazia, forse l'unica opera umana che oggi e' degna di stare al cospetto delle montagne.

Un velo che mi riporta indietro nel tempo regalandomi lo stesso panorama di cento, duecento, mille anni fa.

Un velo su una parte di mondo che va nascosta perche' l'insieme torni alla sua bellezza originale. 

Un velo uniforme, immacolato.

Pietoso.

postato da: Anna73 alle ore 18:56 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 22 febbraio 2008

Alessia

Ci sono persone che impari a conoscere e ad apprezzare da lontano.

Su internet capita spesso.

Ci sono persone che non immagini di poter un giorno incontrare, conoscere, guardare negli occhi.

Persone che hanno saputo farsi apprezzare trasmettendoti qualcosa che va al di la' del contenuto di una foto, di un testo.

Gente che riempie pagine con la propria umanita', e non la propria umanita' con delle pagine.

Ecco, questo e' stato il tuo caso.

Ed e' sempre bello rivederti.

postato da: Anna73 alle ore 20:10 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 21 febbraio 2008

L'esca giusta

Chi si veste da donna in modo un po' serio lo sa.

Puoi avere una vita sociale prossima allo zero quando sei nei panni maschili, ma quando ti presenti al femminile -se non sei proprio una cozza- le cose cambiano.

Non sei piu' tu a dover cercare gli altri ma sono gli altri che vengono a cercare te, su internet come nella vita reale, se ti fai vedere in giro.

Questa esplosione di socialita' ha molte cause e di solito un unico effetto: convincere chi la vive della bonta' di quel che sta facendo.

E cosi' il "nerd" timido e introverso alla fine pensa che se diventasse una donna a tutti gli effetti vivrebbe una vita di gran lunga migliore.

A volte e' davvero cosi', ma a volte no.

Perche' tutta questa storia mi ricorda quella di quel pescatore che aveva sempre pescato con l'esca sbagliata, tirando su' poco o nulla.

Cambiata l'esca scopriva che riusciva a pescare quintali di pesce, ma a parte l'entusiasmo iniziale non era contento lo stesso.

Si, perche' a lui il pesce in realta' non piaceva.

A lui piacevano le patate.

postato da: Anna73 alle ore 08:29 | link | commenti (6)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 20 febbraio 2008

Tipi di blog

I blog degli uomini che si vestono da donne si dividono
in categorie.

Quelle che si lamentano da mane a sera per
il destino crudele che le ha fatte nascer uomini e per il mondo che non le capisce quando vogliono esser donne.

Quelle che se la tirano da matti perche' son fighe e a volte giocano a far le donne vere, salvo poi scoprire dalla loro lista di link che hanno per la pornografia e la fantascienza un interesse molto, molto maschile.

Quelle che riempiono la pagina di cuoricini, tinte rosa e cazzabuboli perche' fa femminile e in fondo si sentono delle teenager.

Quelle impegnate che fanno politica e rompono i coglioni a tutto il mondo, come se quel che vorrebbero avere in mezzo alle gambe fosse la
cosa piu' importante del creato.

Quelle che pensano che se parlano di moda, vestiti e scarpe e si iscrivono a qualche forum di donne le prenderanno per donne vere, o almeno guardagneranno in femminilita'.

Quelle che scrivono poco ma mostrano molto, e spesso si dilettano a descrivere i loro incontri intimi documentandoli con foto e filmini.

Quelle che lo fanno per mestiere, e usano il blog come un qualsiasi canale per farsi pubblicita'.

E infine quelle che usano quello straccio di popolarita' che un paio di gambe in fondo garantisce sempre per far passare qualche concetto che, se si presentassero da maschi, non si filerebbe nessuno.

Anche se la maggioranza si accontenta sempre delle gambe.

postato da: Anna73 alle ore 11:24 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 19 febbraio 2008

Benefici della bici

E' bello vedere quanta gente la mattina carica nel bagagliaio il borsone della palestra.

Gente che nella maggior parte dei casi ha o pensa di avere problemi di sovrappeso, specie le donne.

Certo tra andare in palestra, allenarsi e tornare a casa minimo se ne vanno via due ore.

E poi la palestra costa cara, e se da un lato questo puo' essere uno stimolo a frequentarla una volta pagata la retta, dall'altro e' pur sempre una spesa in piu' nel bilancio personale o familiare.

Ma si sa: chi bello vuol apparire eccetera eccetera.

E' interessante pensare quanta di questa gente che va a rimodellarsi il sedere in palestra potrebbe ottenere effetti molto simili, se non migliori, se solo smettesse di sprofondarlo nel sedile di un'auto per spostarsi in citta'.

Ma mi pare un'idea troppo innovativa perche' abbia seguito.

Meglio continuare a spostarsi in macchina, pagare la retta, la benzina, il parcheggio.

E far tutto di corsa, perche' si perde un sacco di tempo nel traffico.

Contenti loro.

postato da: Anna73 alle ore 08:37 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 18 febbraio 2008

Nostalgia

Parliamoci chiaro.

Sara' anche bello passare le sere e le giornate al femminile, i locali la vita notturna e tutto quanto il resto.

Pero' a me queste cose mancano.

Quindi speriamo che la smetta di fare brutto nei fine settimana.

Se no mi tocchera' prender ferie.

postato da: Anna73 alle ore 09:20 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
domenica, 17 febbraio 2008

Alternative

Lucky glass

Una volta andavo in montagna anche se faceva brutto, perche' se no non sapevo che fare.

Adesso non piu'.

Ora qualcosa da fare ce l'ho.

E, se il tempo e' brutto,

peggio per lui.

postato da: Anna73 alle ore 13:44 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
sabato, 16 febbraio 2008

Il punto della situazione

Il punto non sono le pagine che hai gia' letto,
ma quelle che devi ancora leggere.

Il punto non e' quello che hai fatto,
ma quello che vuoi ancora fare.

Il punto non e' dove sei arrivata fino ad oggi:

e' dove vuoi andare domani.

postato da: Anna73 alle ore 22:22 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 15 febbraio 2008

Evidenze

La femminilita' non ha genere.

postato da: Anna73 alle ore 10:24 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 14 febbraio 2008

Psicologia fai-da-te

Quando iniziai a vestirmi da donna ci fu chi mi predisse che la cosa mi avrebbe in breve preso la mano, che avrei lasciato la mia compagna - o mi avrebbe lasciato lei -, che sarei andata in transizione e che avrei cambiato sesso, passando nel frattempo per un numero indefinito ma comunque alto di partner maschi.

Sono passati tre anni da allora: non sono in transizione, sto ancora felicemente con la stessa donna e gli uomini continuo a considerarli dei buoni amici, ancorche' dei pessimi compagni.

Qualcuna di quelle persone potrebbe insinuare che mi stia reprimendo, e che stia vivendo male perche' non faccio le cose che vorrei.

E' possibile, ma e' difficile che loro sappiano meglio di me come mi sento.

Il punto e' che a voler giocare agli psicologi fai-da-te si finisce per assomigliare a dei cartomanti.

Si dimentica che il compito di uno psicologo non e' prevedere l'evoluzione futura di una persona, ma mettere la stessa in condizione di poter fare consapevolmente le proprie scelte, qualunque esse siano.

E' umano che chi vive una condizione difficile cerchi tra i suoi simili un possibile conforto, ma a volte si esagera a voler vedere ovunque un proprio riflesso.

Chi ci assomiglia non e' detto che debba esserci identico, anzi il piu' delle volte non lo e'.

Accettare di essere unici, con tutto quel che comporta, e' spesso doloroso.

Ma necessario, per poter camminare su gambe che non siano quelle di qualcun altro.

postato da: Anna73 alle ore 08:43 | link | commenti (6)
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mercoledì, 13 febbraio 2008

Senz'auto

C'e' chi all'idea di essere senz'auto prova un senso di disagio, di privazione, di oddio-adesso-come-faro'.

C'e' chi e' cosi' abituato a spostarsi con l'automobile che non puo' concepire una vita senza, anche se deve preoccuparsi di cose come parcheggi, tasse, manutenzione, traffico.

E' uno dei tanti condizionamenti cui veniamo sottoposti fin dalla nascita.

Ed e' cosi' bello quando, dopo essertene liberato, scopri che stai bene lo stesso.

A volte pure meglio.

postato da: Anna73 alle ore 09:15 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 12 febbraio 2008

Il paese dell'incontrario

Il paese dell'incontrario e' quel luogo in cui un uomo che voglia vestirsi da donna lo puo' fare senza dover per forza rinunciare a se' stesso.

E' quel posto in cui non deve nascondersi dai famigliari, dagli amici e dai colleghi, ma anzi se la cosa gli riesce bene puo' riscuoterne l'approvazione, la comprensione, il consenso.

E' quel paese in cui di una persona non si guarda l'apparenza ma l'essenza, e in cui un ruolo si acquisisce per scelta e non per nascita.

Nel paese dell'incontrario un uomo vestito da donna puo' uscire di casa, andare a trovare gli amici, a ballare, addirittura al lavoro avendo come unica regola da rispettare quella della decenza, la stessa che dovrebbe valere per le donne, anche se a volte alcune sembra che se la siano dimenticata.

In questo paese che non si sa bene dove sia ciascuno e' libero di essere quel che e', senza che questo significhi dover perdere il rispetto degli altri o essere etichettati in modo infamante.

E' un paese di cui molti fantasticano, ma che in pochi son disposti a costruire.

Perche' nonostante qualcuno lo situi nelle isole Tonga, altri in Thailandia, altri ancora in alcuni luoghi degli Stati Uniti, il paese dell'incontrario e' sempre altrove rispetto a dove ci troviamo noi.

Che non sapremmo piu' di cosa lamentarci, se ci rendessimo conto che e' a portata di mano.

postato da: Anna73 alle ore 08:29 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 11 febbraio 2008

Che noia

E' un copione che ho spesso visto ripetersi uguale da quando bazzico l'ambiente dei travestiti, transgender, transessuali e tutto il resto.

Appena una fa un passo in avanti nel suo personale percorso, sembra diventare irresistibile la tentazione di voltarsi a guardare chi e' rimasto indietro.

E fargli la morale a volte in modo sottile, altre in maniera arrogante.

Vuoi perche' non si mostra in viso, vuoi perche' non esce, vuoi perche' vive una doppia vita o per innumerevoli altri motivi.

Senza pensare che magari le persone a cui si rivolge stanno si' facendo percorsi simili al suo, ma non identici.

Dimenticando quanto ci ha messo lei per fare quel passo, e ignorando quanto ci mettera' a fare il successivo, se mai lo fara'.

E' facile nascondere la propria insicurezza e le proprie paure dando contro a qualcuno che nella propria visione delle cose e' diverso e "inferiore".

E' lo stesso meccanismo che alimenta e tiene uniti i branchi, per non parlare di tante ideologie.

Trovare qualcuno che sbaglia per farci sentire noi nel giusto.

E' storia vecchia, dopotutto.

Che noia.

postato da: Anna73 alle ore 08:58 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 08 febbraio 2008

Esempi

L'anno scorso c'ero solo io, stamattina eravamo almeno in dieci.

Dieci ciclisti che andavano al lavoro in bici, tra loro molte donne.

E siamo a febbraio, fa freddo e il clima non invoglia a prendere la bicicletta.

E' da alcune settimane che il numero di ciclisti va aumentando; credo che tra i tanti motivi che possono spingere la gente a lasciare l'auto a casa ci sia anche l'aver visto qualcuno che lo fa.

Per avviare un fenomeno di massa serve sempre un innesco, qualcuno che dia l'esempio: se i tempi sono maturi il fenomeno esplode.

Mi piace pensare che qualcuno vedendo me andare in bici abbia pensato di poter fare lo stesso.

E' il motivo per cui quando pedalo so di fare qualcosa che va al di la' di un semplice spostamento: sto dando un suggerimento, un esempio.

Chi vuole, chi e' pronto, magari lo seguira'.

E' la logica del gregge, che per una volta opera in una direzione che porta un vantaggio per tutti.

Anche quando scrivo di Anna non lo faccio solo per me, ma per dare un esempio a chi e' pronto a recepirlo.

Chissa' che qualcuno, vedendo quello che faccio, non decida di fare lo stesso o almeno di capire le ragioni di chi lo fa.

In entrambi i casi sarebbe un piccolo passo verso un mondo migliore.

Io ci credo: se non ci credessi non sarei qui.

postato da: Anna73 alle ore 09:01 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 07 febbraio 2008

Quel tipo di uomo

Gli uomini non sono tutti uguali.

Possono sembrarlo solo se visti da fuori, e da lontano.

Non sono tutti forti, solidi, sicuri di se'.

Non passano il tempo a battersi sul petto per dimostrare d'esser loro i piu' forti, i migliori, i piu' maschi.

No.

Questo e' solo quel che si vede da fuori, e da lontano.

Agli uomini viene insegnato a mostrarsi forti, a nascondere le emozioni.

"Non piangere"

"Non mollare"

"Non fare la femminuccia"

Ma le paure non smettono d'esistere solo perche' le si nasconde, i dubbi non si risolvono ignorandoli: l'uomo tutto d'un pezzo non esiste, e se esiste e' tutto fuorche' umano.

Eppure il condizionamento e' forte, pervasivo: totale.

Al punto che forse l'unico modo per poter piangere, aver paura, emozionarsi e' rinunciare almeno per un po' ad esser uomo.

O almeno quel tipo di uomo.

postato da: Anna73 alle ore 11:50 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 06 febbraio 2008

Abissi

C'e' un abisso che separa

chi e' quel che e' diventato,

da chi e' diventato quel che e'.

postato da: Anna73 alle ore 13:47 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life