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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


giovedì, 31 gennaio 2008

Pensieri riflessi

Due metri dallo specchio, mi guardo a figura intera.

Eppero'.

Mi vedo caruccia, magari lo sono chissa'.

Si, vabbe'.

Va' che si vede la barba.

Be' neanche tanto pero'.

...Mh...

Lo sguardo pero' e' bello dai, e i capelli son proprio quelli giusti, c'ho azzeccato con sta' parrucca.

Eh certo il naso, ma vabbe' che ci posso fare.

In compenso sembra che abbia le tette, guarda che roba.

Pure i fianchi non sono male.

Fossi solo dieci centimetri piu' bassa, mannaggia.

Girati girati...va' che figurino.

Si, come no, con quel pomo d'adamo, na' meraviglia...

M'avvicino, un metro dallo specchio.

Sono un po' spettinata, dio che orrore sto' trucco.

Meno male che la gente mi vede solo di sera, se no sai che spaventi.

Pero' lo sguardo e' ancora caruccio dai.

E poi mica son perfetta, e' gia' tanto se somiglio vagamente a una donna.

Oddio vagamente mica tanto: avercene donne cosi'.

Cioe' forse... magari senza barba e piu' basse pero'.

M'avvicino ancora: trenta centimetri dallo specchio.

Eh beh certo che i difetti ci sono, altroche'.

Pero' ho gia' un'eta', mica son piu' una ragazzina.

Le sopracciglia potrei anche farle meglio.

Per non parlare della barba.

Mi guardo ancora, sorrido.

Ma chissenefrega.

Sto proprio bene.

postato da: Anna73 alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 30 gennaio 2008

Tre anni

Me lo ricordo come fosse ieri.

Una domenica pomeriggio a casa tua, col fuoco che scoppiettava nella stufa della stanza accanto.

La sensazione di non poter continuare cosi', di dover fare qualcosa.

Trovare le parole per cercare di spiegarti cosa stava succedendo.

Raccontarti che c'era una parte di me che non conoscevi ancora, che non t'avrebbe portato via nulla ma anzi avrebbe potuto darti molto, se solo l'avessi voluta accettare.

Dirti di me, di Anna.

Il tuo silenzio mentre parlavo, il senso di smarrimento, lo stupore.

La difficolta' di accettare, capire, rendersi conto.

Uno di quei momenti in cui la vita prende una direzione diversa, meglio o peggio non si sa ancora, si sa solo che e' necessaria.

E poi questi tre anni in cui non hai mai smesso di sorridermi, di starmi vicino, di essere felice che io fossi li' con te.

L'unico pensiero, l'unica ombra era cosa avrebbe detto tua figlia, l'avesse mai saputo.

Un'ombra che si e' dissolta nel momento in cui lei mi ha sorriso per la prima volta vedendomi.

Quanto vi somigliate voi due.

E quanta fortuna ho io, ad avervi vicine.

postato da: Anna73 alle ore 11:34 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia

La parte sbagliata dei quaranta

Dicono che in media la depressione abbia il suo massimo intorno ai quarant'anni.

Sara' che e' un'eta' in cui si fanno i primi bilanci, che magari non sempre danno un'immagine esaltante di quella che e' stata la nostra vita fino a quel momento.

Sara' che ci si rende conto che il tempo passa, come ci ricordano rughe e dolorini che fino al giorno prima non c'erano.

Sara' che magari si sarebbe voluto fare una cosa e invece chissa come se n'e' fatto l'esatto opposto.

O magari divorati dall'ansia del tutto-subito ci si accorge tardi che la vita non e' una gara allo sprint, quanto piuttosto una prova di resistenza.

Di fatto prima o poi per tanti arriva il momento della crisi, del pentimento, quello in cui si avverte netta la mancanza di motivazioni o nei casi peggiori di un senso, da attribuire a quel che si e' fatto fino al giorno prima.

Come tutti i momenti dolorosi e' un'occasione di crescita, in cui l'unico giudice davvero imparziale -il tempo- ci spinge a fermarci un attimo per chiederci cosa stiamo facendo.

Il fatto che molte persone, messe davanti a questo specchio dell'anima, escano depresse dal confronto dovrebbe farci riflettere a lungo sul modo in cui viviamo.

postato da: Anna73 alle ore 08:48 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 29 gennaio 2008

Disagio

Tre isolati a piedi, di sera, per raggiungere un locale.

E' una cosa che faccio solo quando e' indispensabile, e se posso evito.

Jeans, scarpe basse, giaccone nero, borsetta e busta di nylon con dentro le scarpe alte e il vestito che indossero' stasera.

Faccio finta di niente, parlo con Ile e con sua madre che mi hanno accompagnato fin qui e che adesso camminano con me.

Non provo l'eccitazione raccontata da molte, ma neppure il terrore descritto da altre.

Non percepisco quel senso di appagamento e pace interiore che riportano alcune, provo solo un netto disagio.

Si: disagio.

Tra poco saro' nel locale e li' saro' contenta se mi guarderanno ma qui no: qui vorrei essere invisibile.

Una vita di condizionamenti recepiti, assimilati, infine adottati che ora lavorano contro di me.

Sto toccando il limite: in assenza di una motivazione non sarei qui, ma devo raggiungere il locale e quindi lo faccio.

Come quando in montagna m'e' capitato di trovarmi su una cresta affilata ed esposta: bella anzi bellissima, estetica, aerea, straordinaria, ma per favore togliamoci da qui.

E' un tratto della mia personalita': ci lavorero' su'.

Del resto non si possono fare solo le cose che piacciono.

Se cosi' fosse, non s'imparerebbe mai nulla.

postato da: Anna73 alle ore 08:39 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 28 gennaio 2008

A meta' strada

Con tutto il rispetto per chi ne fa una scelta di vita, per chi ci soffre e ci sta male.

Per chi si sveglia la mattina e invece di sole e cieli azzurri vede una cappa plumbea e cupa gravare sulla sua vita.

Per chi odia lo specchio e la sua immagine riflessa.

Per quelle persone che non accettano il proprio genere e lo vorrebbero diverso in modo permanente e definitivo.

Con tutto il rispetto, dicevo, io son felice cosi’.

Perche’ amo questo gioco, e se lo chiamo gioco non e’ per sminuirne l’importanza di fronte a certi drammi esistenziali, ma per sottolinearne la parte lieve, gioiosa, spensierata.

Bella.

postato da: Anna73 alle ore 09:31 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 25 gennaio 2008

Desideri

Se nella penombra d'un locale un tizio come te dall'apparenza anonima, non una faccia da maniaco perverso, mi fa una domanda cosi' diretta rischio di rimanere piu' perplessa che offesa.

Perche' nonostante la domanda sia piuttosto esplicita credo che non mi riguardi direttamente, ma anzi sia piu' una generica richiesta che un implicito invito.

E mi lascia tanto piu' perplessa quanto piu' realizzo che non e' la prima volta che lo chiedi, anzi la disinvoltura che esibisci non puo' che esser frutto di lunga esperienza e reiterati tentativi.

Eppure dovresti saperlo che quel che cerchi quasi mai lo trovi, che gli ormoni assunti a lungo hanno effetti devastanti su certe funzioni, che tuttavia difficilmente interesseranno a una che decide di diventare una donna da maschio che era.

E poi cosa lo chiedi a me, che palesemente transessuale non sono ma semplice travestito che gioca per una sera a fare la donna, per tornare il giorno dopo ad esser l'uomo di sempre.

Ma tu chiedi, e visto che io non ti do' soddisfazione continui a cercare, non prima d'avermi fatto intendere che, alla mala parata, andrei bene pure io.

Poi pero' pensandoci mi rendo conto che il tuo desiderio e' comune a molti uomini, l'unica differenza e' che la lunga abitudine ti ha tolto ogni residua vergogna nel manifestarlo e nell'esprimerlo.

E quindi adesso con disinvoltura approcci un'altra ragazza come me, e senza mezzi termini le fai intendere quale sia l'oggetto dei tuoi desideri.

Tuoi e di tanti altri insospettabili come te.

Una trans attiva.

postato da: Anna73 alle ore 08:40 | link | commenti (9)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 24 gennaio 2008

Dimorfismi

Se uno ama vestirsi da donna allora ha degli ottimi motivi per controllare il suo peso.

Il grasso corporeo si distribuisce infatti in modo differente a seconda che si sia uomini o donne.

Nelle donne crescono di preferenza i fianchi, le cosce, i glutei e solo in un secondo tempo la pancia.

Negli uomini la pancia e' invece la prima zona del corpo in cui il grasso si accumula.

Ho visto travestiti assai poco verosimili non tanto perche' non esistano donne in sovrappeso, quanto perche' la pancetta e' un attributo tipicamente maschile.

Vedere corpi strizzati in abitini attillati e sexy esibire rotondita' da impiegato sedentario puo' essere accettabile, ma toglie parecchio in termini di credibilita'.

Quindi prima ancora di concentrarsi su trucchi e parrucche, quando non addirittura su ormoni e chirurgia, bisognerebbe cercare di ottenere una buona forma fisica.

Dopodiche' si e' sulla strada giusta per ottenere un'accettabile immagine femminile.

Ma e' solo il primo passo.

postato da: Anna73 alle ore 09:09 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 23 gennaio 2008

Meritocrazia affettiva

I bambini sono attenti, danno un peso alle parole e soprattutto ricordano anche a distanza di molti anni.

Bisogna fare attenzione a non esagerare, quando si promettono ricompense in cambio di comportamenti.

"Se stai bravo..."

"Se mangi..."

"Se studi..."

Se e' vero che e' bene preparare i figli a una vita in cui raramente qualcuno dara' loro qualcosa per nulla, e' anche vero che bisognerebbe fargli capire che a volte questo accade, soprattutto nel campo dei sentimenti.

Altrimenti il bambino potrebbe sentirsi amato solo a condizione che si comporti in un certo modo, che faccia determinate cose.

E trovarsi, quarant'anni dopo, a chiedersi ancora perche', quando qualcuno senza apparente motivo gli dice di volergli bene.

postato da: Anna73 alle ore 09:19 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life

A nite out in London

Dear readers,

I'm currently planning to have a weekend in London with my wife: this should happen near the end of next February.

During this weekend I would like to spend a saturday night in a place that allows me to stay dressed as a woman.

I suppose that there are plenty of this places in London, so I need some hints and a little of support to make the right choice.

I'm not used to go outside fully dressed, neither I don't suppose that I'll carry with me more than a simple dress, so I'd prefer a place that allows me to dress inside, rather than at my hotel.

If you have any suggestions or proposals feel free to drop me a message or comment here or on my URNA account.

Please note that we're not searching for any date involving... (you know what I mean) but we just want to have a nice evening, hopefully with some new friends.

Thank you in advance for your support.

Yours sincerely.

Anna

postato da: Anna73 alle ore 08:34 | link | commenti (1)
categorie: my life, life, disforia
martedì, 22 gennaio 2008

La giostra ferma

Quando all'eta' di sette anni iniziai a sciare -erano i primi anni '70- lo sci non era ancora il fenomeno di massa che sarebbe diventato nei decenni successivi.

Gli impianti avevano capacita' ridicole se comparate a quelle di oggi, si faceva tanta coda allo skilift ma in compenso non la si faceva sulle piste.

Le tavole non si sapeva cosa fossero, gli sci non erano sciancrati e se perdevi di vista gli amici invece di telefonargli ti rassegnavi a sciare da solo.

Col passare degli anni le cose sarebbero cambiate, e la crescita vertiginosa del numero di sciatori avrebbe finito col portare buona parte dei difetti della citta' sulle montagne: congestione, caos, incidenti, inquinamento acustico e atmosferico.

Smisi di sciare verso la meta' degli anni '80, e da allora non ho mai avuto rimpianti.

A volte mi capita di passare vicino a qualche piccolo impianto in disuso, a suo tempo soffocato dalla concorrenza delle localita' piu' alla moda, e penso che prima o poi anche gli altri faranno la stessa fine.

E francamente non e' che la cosa mi dispiaccia tanto.

Perche' scendere dalla giostra a volte fa bene.

postato da: Anna73 alle ore 08:45 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
lunedì, 21 gennaio 2008

Perche' no?

Ammetto che fa un certo effetto abbassare gli occhi e vedersi cosi'.

Percorrere con lo sguardo il panneggio della gonna, seguire la linea delle gambe velate dalle calze, finire sulla punta delle scarpe sui cui tacchi sto languidamente appoggiata.

Non so se questa sia una forma di feticismo, dopotutto e' solo stoffa, nylon, cuoio.

Sono io che gli do' significato, forma.

Vita.

Ma non importa cos'e': mi fa sentire bene, mi da' un senso di appagamento, di completezza raggiunta.

Di serenita'.

E allora perche' no?

postato da: Anna73 alle ore 21:17 | link | commenti (6)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia

Flickr!

Ho creato il mio primo album su Flickr.

Un set per le foto di Anna, uno per le foto di montagna e un altro per tutto il resto.

Lo trovate qui

postato da: Anna73 alle ore 14:42 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life

Ottimismo

E' lunedi', ed ecco pronto il solito sacco di cose da fare.

E' un bene, anche perche' tra queste cose ci sono alcune novita'.

L'anno nuovo sta iniziando nel migliore dei modi.

L'importante e' esserne convinti.

postato da: Anna73 alle ore 11:41 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
domenica, 20 gennaio 2008

Un mondo nuovo

Se da una persona apprendi un modo diverso di vedere il mondo, di apprezzarne gli angoli, le sfumature, i dettagli, quella persona ti ha fatto un grande regalo.

Perche' anche se non ha inteso insegnarti nulla, ti ha aperto gli occhi facendoti vedere da un punto di vista differente le cose di sempre.

E poiche' il mondo e' la percezione che ne abbiamo, ne deriva che quella persona te ne ha donato uno nuovo.

Per avere il quale e' bastato seguirne l'esempio, mentre inconsapevolmente te lo mostrava.

postato da: Anna73 alle ore 22:24 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 18 gennaio 2008

Angeli

Angeli che s'affacciano dai cieli dipinti delle navate affrescate.

Angeli che reggono drappeggi marmorei sotto gli altari.

Severi e silenziosi, portando calici, croci e spade.

Angeli che elevano i santi in cielo e poi siedono sulle nuvole bianche.

Angeli che da quelle nuvole sembrano volersi lanciare per piombare sulla terra, a separare il bene dal male, i giusti dai dannati.

Angeli che fissano il vuoto, eterei ed eterni nel biancore del marmo.

E angeli che ci passano vicino in un pomeriggio assolato, incrociando per un attimo le nostre vite con le loro.

Spesso senza che ce ne rendiamo conto.

E quando accade se ce ne accorgiamo e' tardi, e non ci sono piu'.

postato da: Anna73 alle ore 09:02 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 17 gennaio 2008

Emergere

Emergere in qualsiasi modo sembra essere diventato "l'imperativo categorico" di molti.

Si fa di tutto per emergere, per vedere il proprio nome e la propria immagine sui media.

Come se solo cosi' si fosse certi d'esistere, o valesse la pena esistere.

Ciascuno mostra quel che ha e quel che sa fare, piu' spesso quel che non ha e quel che non sa fare.

Un articolo sul giornale, un servizio nel tg non hanno prezzo per chi ha fatto sua la filosofia d'emergere.

Perche' la notorieta' vale ed e' come si dice oggi "spendibile", nel senso che chi la possiede puo' trasformarla agevolmente in denaro.

E cosi' gli scrupoli cadono, e tutto diventa lecito perche' tanto c'e' di sicuro chi ha fatto di peggio e qualche precedente penale e' tutto sommato un peccato veniale in cui ogni "noto" che si rispetti e' prima o poi incorso.

Va cosi' ed anch'io non me ne tiro certo fuori, solo che ho poco da dire e ancor meno da mostrare.

Un paio di gambe, qualche intervento su un blog.

Troppo poco, dovro' inventarmi qualcosa.

postato da: Anna73 alle ore 09:09 | link | commenti (5)
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mercoledì, 16 gennaio 2008

Vroommm, vroommm, vroommm !!!

Parte, funziona, gira!

Era il connettore del sensore giri motore, cioe' quello spinotto che si vede sul filo a destra del tubo dell'aspirazione.

Se un cablaggio si deve rompere si rompe sempre vicino al connettore, solo che stavolta non era rotto ma probabilmente i contatti erano solo un po' ossidati.

Il filo comunque faceva una brutta curva: ora l'ho raddrizzato, rinastrato e protetto con un tubo corrugato rigido.

Ho provato a strapazzare un po' il cavo a motore in movimento e non si e' spento, quindi funziona.

Il tutto senza neanche sporcarmi troppo le manine sante.

Bene, ora non rimane che fare un giro.

Se venerdi' non mi vedete arrivare al locale venitemi a cercare lungo la strada.

postato da: Anna73 alle ore 19:38 | link | commenti
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Unghie

Uno dei motivi per cui non tengo le unghie lunghe e' che spesso mi trovo a dover fare dei lavoretti meccanici.

Si tratti della bici, di qualche elettrodomestico o della macchina, avere le unghie lunghe sarebbe comunque un problema.

Che poi lunghe non vorrebbe comunque dire come quelle di una donna, diciamo una via di mezzo che non desti sospetti nella mia vita maschile.

Altro motivo: nonostante tutta quest'abilita' manuale sono assolutamente incapace di darmi lo smalto in modo decente.

Di darlo e aggiungerei di toglierlo, visto che rimuoverlo completamente e' quasi impossibile anche mettendocisi d'impegno.

Di unghie finte applicate alla bisogna poi non ne parliamo neppure: mi sento handicappata colle unghie lunghe, vere o finte che siano.

Il massimo che posso fare e' una bella passata di smalto trasparente, che e' meglio di nulla e si da' con due pennellate nemmeno tanto precise.

Insomma oramai l'avete capito: sono un maschiaccio.

Anzi di piu': un maschio.

postato da: Anna73 alle ore 10:11 | link | commenti (5)
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Guf, guf, guf...

Potevi farlo nel bel mezzo di qualche mulattiera o di qualche pista di sabbia.

O magari in mezzo al traffico di una giornata piovosa, obbligandomi a spingerti fino a un parcheggio sicuro.

Hai deciso -piu' onestamente- di farlo nel tuo garage.

E cosi' stamane quando ho provato ad accenderti -pioveva forte, se no andavo in bici- l'unica cosa che s'e' messa in moto e' stato il motorino d'avviamento.

Be' ad esser sinceri anche la pompa della benzina pare che funzioni.

Ma per il resto nulla, nemmeno uno scoppiettio.

Solo il guf guf guf del motorino che cercava d'avviarti, e basta.

Echeppalle, pero'.

Conoscendomi so gia' come passero' la serata di oggi e quella di domani.

Visto che una mezza idea di cosa possa essere ce l'ho -ad esempio quello sciagurato del sensore dei giri-, provero' a ripararti io.

E se proprio non dovessi riuscirci ti trainero' fin dal meccanico.

Uffa.

postato da: Anna73 alle ore 08:48 | link | commenti
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martedì, 15 gennaio 2008

Timori

Uscire vestita da donna in giro per strada non e' mai stato il mio forte.

Le rarissime volte che ho provato ho avvertito un senso di forte disagio.

Paura irrazionale, senso di vergogna, timore di chissache' mi hanno sempre impedito di far molto di piu' che qualche centinaio di metri, tipicamente il percorso dal parcheggio all'ingresso di qualche locale.

Eppure conosco persone messe come me che problemi non se ne fanno, e che girano senza suscitare reazioni apprezzabili.

I miei timori non hanno quindi un fondamento razionale.

Fin qui nulla di male: ho capito che andare in giro per strada non fa per me e quindi mi astengo.

Quando pero' si rende necessario farlo -ad esempio per frequentare un nuovo locale- ecco che la voglia di andarci va in conflitto  coi limiti che mi impongo.

E superarlo -il conflitto- e' difficile proprio perche' non ci sono ragionamenti che tengano.

Quanta fatica, per cosi' poco.

postato da: Anna73 alle ore 08:49 | link | commenti (2)
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