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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


venerdì, 30 novembre 2007

L'esame

Ancora non so come sia potuto accadere.

Un cortocircuito nella matrice spaziotemporale, uno di quegli inesplorati fenomeni quantistici ti ha portato fin qui davanti a me, e io ti sto osservando.

Un bambino di sei sette anni, esile, i capelli pettinati con la riga a sinistra che mi guarda con aria interrogativa.

Io, in pratica.

"E cosi' non fai l'astronauta?"

"Ehm...no...non e' un mestiere cosi' diffuso al giorno d'oggi".

"Allora fai l'archeologo, l'esploratore."

Quanto mi stai sulle palle quando fai queste domande bimbetto mio.

"No, manco...sai non e' che si viva granche' bene scavando reperti, e per quanto riguarda l'esplorazione e' rimasto poco da esplorare ormai."

"Ah..."

"Pero' guarda, ti piacciono le macchinine vero?"

Non ricordo se hai gia' passato il periodo in cui conoscevi a memoria i nomi di tutti i modelli, e per strada li indicavi con la mano quando passavano.

"Si, si..."

Poco convinto, vabbe' ci provo lo stesso e ti mostro le foto, le macchine.

"Mh..."

Niente da fare, quel periodo l'hai gia' passato.

Provo coi viaggi e ti mostro le foto, i ricordi dell'Africa, le immagini della montagna, le attrezzature per scalare, per andare sui ghiacciai.

Un po' di interesse lo mostri in effetti, qualche domanda la fai.

"La bici, ti piace la bici?"

Ti mostro le biciclette: quella da corsa, la mountain bike -che tu manco dovresti sapere cosa sia, meglio chiamarla "bici da cross"-.

Sono grandi per te, troppo grandi: le guardi, ci giri intorno, sembra che ti piacciano.

"E che ci fai con queste bici, ci giochi?"

"Be' proprio giocarci no, ci vado in giro."

"Ah..."

Di nuovo quell'"Ah...": ma che bimbo odioso che ero, possibile che niente riuscisse a entusiasmarmi davvero?

Mi gioco l'ultima carta: ti porto di la' e apro l'armadio.

D'un tratto davanti ai tuoi occhi le ante rivelano i vestiti, le gonne, le camicette, le parrucche.

I cassetti si schiudono sull'intimo, sulle calze, sulle magliette, gli accessori le collane i braccialetti le cinture.

E poi le scarpe: belle, eleganti, affusolate, col tacco alto.

E i trucchi infine: tanti, colorati, profumati.

Mi guardi, ti guardo.

Sposti, tocchi, osservi.

"Ma e' tutta roba tua?"

"Si."

"E la puoi mettere quando vuoi?"

"Proprio quando voglio magari no, ma spesso."

E ti mostro le foto delle feste, delle serate, degli amici, delle amiche.

La vita di Anna.

Sorridi, finalmente.

Ti brillano gli occhi, si vede che sei felice.

E' per questo che sei venuto, per vedere come sarebbe finita "quella cosa".

Non mi stai neanche piu' tanto antipatico, adesso.

Mi abbracci, ti abbraccio.

Ciao, bambino.

***

Mi sveglio che sto abbracciando il cuscino, un po' umido all'altezza degli occhi.

Nell'aria un profumo che non sentivo da tempo.

Sorrido, mi riaddormento.

Ho passato l'esame: sono tranquilla, serena.

postato da: Anna73 alle ore 09:29 | link | commenti
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giovedì, 29 novembre 2007

Vetrine


(FotoChrome)

 Puo' capitare di passare davanti a una vetrina di cose femminili e fermarsi a guardare.

Fingendo magari indifferenza pensare a come sarebbe bello poter acquistare e indossare alcuni di quegli articoli, e magari soffrire al pensiero che no, non e' possibile, non si fa.

Domandarsi allora perche', e darsi mille risposte e giustificazioni, allontanandosi infine sconsolati con la sensazione che la vita sia stata ingiusta con noi.

Oppure puo' capitare di pensare che no, non e' il caso di fermarsi a comprare perche' a casa c'e' gia' un sacco di roba e poi magari quei vestiti o quelle scarpe non ci stanno neanche bene.

E che tanto per stasera sappiamo gia' cosa mettere, magari si torna un'altra volta.

Ecco, io preferisco il secondo caso.

Si sta meglio, e non di poco.

postato da: Anna73 alle ore 10:58 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia

Chi e' il problema

Ma se non bastano la gonna,

le calze,

le scarpe col tacco,

la maglietta scollata,

il trucco,

la parrucca,

la collana,

i braccialetti,

il profumo,

a fare di me una donna,

perche' mai in virtu' delle stesse cose non dovrei piu' essere un uomo?

Solo perche' non mi voglio conformare, adattare, imbrancare, fare come fanno tutti?

Ma essere se' stessi, andare controcorrente, non dar retta alle mode e saper difendere il proprio modo di essere non solo a parole ma nei fatti non sono forse cose che fanno di un uomo un uomo "vero"?

Dov'e' la contraddizione allora?

Solo perche' ogni tanto mi vesto da donna?

Solo perche' non ho paura della mia parte femminile anzi la vivo felicemente?

Il problema non sono io, mi sa.

postato da: Anna73 alle ore 08:41 | link | commenti
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mercoledì, 28 novembre 2007

Attimi perduti

Non so cosa darei per tornare indietro nel tempo e vederti bambina.

Osservarti non vista cercando di intuire nei tuoi gesti, nei tuoi modi, nei tuoi giochi una traccia di come saresti diventata.

Guardare il sorriso che avrei imparato a conoscere cosi' bene, gli occhi che avrei guardato cosi' a lungo, ascoltare la voce che gia' allora doveva essere dolce come mi parve la prima volta che l'ascoltai.

Vederti che ancora non immaginavi tutto quello che sarebbe successo, tutta quella lunghissima catena di eventi che ci avrebbe portato a incontrarci una sera di tanti anni dopo senza che nulla fosse scontato ma anzi tutto da costruire.

E pensare che magari non esiste un destino, ma che quando si e' pronti la persona giusta arriva.

Siamo state pronte insieme, e questa e' stata la nostra fortuna.

postato da: Anna73 alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 27 novembre 2007

Mobbing sentimentale


(FotoChrome)

Tendere la corda finche' si spezza.

Produrre disagio ad arte.

Provocare senza motivo, esagerare nelle reazioni.

Alternare la gelosia all'indifferenza, i lunghi silenzi alle improvvise passioni.

Esasperare.

Tutto con un unico scopo: far fare all'altro quello che non siamo capaci, o non vogliamo fare noi.

Lasciarci.

Quanti ne ho visti, messi cosi'.

postato da: Anna73 alle ore 13:40 | link | commenti
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FotodIlenia

Ci sono tanti motivi che possono rendere speciale una foto.

Un vestito diverso, un'espressione azzeccata, una posa ben riuscita.

Ma questa foto non e' speciale, perche' e' simile a tante altre che ho fatto in passato.

Certo puo' essere giudicata gradevole, ma non e' niente di particolare.

Eppure per me e' una foto memorabile.

Un po' perche' il vestito e' tuo, un po' perche' mi hai prestato il braccialetto che indosso.

Ma soprattutto perche' mi sembrava impossibile, vederti dietro la fotocamera mentre la scattavi.

postato da: Anna73 alle ore 08:29 | link | commenti
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lunedì, 26 novembre 2007

Sogni consumati


(FotoChrome)

Una scatola aperta, vuota, sotto la pioggia.

Di un bel colore viola intenso, laccato, festoso.

Gettata, abbandonata: dimenticata.

Cosa possa aver contenuto, a quali sogni possa aver dato temporaneo asilo non e' dato sapere.

Le aspettative, le attese, i desideri son volati via e la scatola e' tutto quel che rimane.

Aperta e un po' schiacciata, a sciogliersi piano sotto la pioggia come le foglie.

Nell'attesa che qualcuno la raccolga, e la porti via.

postato da: Anna73 alle ore 12:08 | link | commenti
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Pensiero laterale

Una giornata grigia, nebbiosa e fredda puo' diventare limpida, luminosa e soleggiata se si sale abbastanza da bucare il tetto della nebbia.

A volte basta spostare il punto di vista per uscire da una situazione che non ci piace.

Certo non sempre e' possibile, ma in tanti casi basta solo cambiar prospettiva per venire a capo di problemi apparentemente insolubili.

E rendersi conto che il difficile non stava tanto nel problema in se', quanto nel nostro modo di affrontarlo.

postato da: Anna73 alle ore 09:29 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
sabato, 24 novembre 2007

Souvenir di Modena

Puo' capitare di arrivare alla stazione di Modena con l'autobus da Maranello, e dover attendere quaranta minuti l'arrivo del treno.

Puo' anche succedere che uno dei negozi li' vicino venda tra le altre cose delle parrucche -niente di speciale, ma alcune carine-.

E puo' infine darsi che dopo una settimana si senta nostalgia di Anna, e la si voglia lenire con un piccolo souvenir.

E cosi' entro nel negozio, compro una parrucca diversa da quelle che ho a casa e la metto nello zaino.

Felice, contenta.

Ma poi ieri sera arrivi tu, la vedi, la provi ed e' subito evidente che a me non potra' mai stare meglio di come sta a te.

Perche' non c'e' niente da fare: pur con tutto il rispetto, la simpatia e l'affetto che nutro per quelle come me una donna rimane sempre una cosa diversa.

In molti casi, migliore.

E cosi' eccoti nera per lo spazio di una serata, d'un nero che t'illumina gli occhi e li evidenzia.

E pazienza per il souvenir: spesso le cose vanno dove devono andare.

postato da: Anna73 alle ore 12:46 | link | commenti
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A cena

Cena al Cavallino, il ristorante davanti all'ingresso dello stabilimento Ferrari.

Pareti rivestite di foto autografate, pezzi di vetture, cimeli ovunque.

Tre colleghi ed io.

"Perche' la potenza erogata blah blah blah, la resistenza interna blah blah, le correnti parassite, il ripple, blah, blah..."

Questi qui hanno appena passato undici ore in una cella prova motore e ancora non ne hanno abbastanza.

"Perche' se lo fai girare cosi' lo rompi, blah blah blah, calcolata l'induttanza, blah blah, gli error frame blah blah blah..."

Guardo i tavoli vicini: molte le tavolate di tecnici messi piu' o meno come noi, ma per fortuna altrove qualche donna c'e'.

Spero bene che ai loro tavolo si parli d'altro.

Le osservo: pieghe appena fatte, trucchi piu' o meno curati, qualche bionda ma la maggioranza castane.

Prevalentemente in pantaloni, pochine con le gonne, la maggior parte comunque ben vestite.

Magari se potessi parlare con loro invece di dover ascoltare la supercazzola dell'induttanza mi annoierei di meno.

Tocca soffrire, non c'e' dubbio.

Ma che hanno in testa questi qua?

"Blah blah blah...le capacita' parassite blah, l'induttanza, blah blah blah...."

postato da: Anna73 alle ore 11:20 | link | commenti
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giovedì, 22 novembre 2007

Contraddizioni

Sono un uomo, eppure spesso mi vesto da donna.

Mi ritengo piuttosto asociale, a volte misantropa, eppure spesso vado a donare il sangue.

Mi sposto in bici per scelta e penso che in giro ci siano troppe auto, eppure m'e' capitato di lavorare su una monoposto di formula uno.

Son piena di contraddizioni.

Povera me, come faro'.

Come.

postato da: Anna73 alle ore 20:25 | link | commenti
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Oggi, sul treno

 

postato da: Anna73 alle ore 19:14 | link | commenti
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mercoledì, 21 novembre 2007

Ebbrava

La comunicazione e' importante a prescindere.

Se poi a dover comunicare sono due dispositivi elettronici puo' diventare vitale.

Talmente vitale da impegnare un team di sette otto persone per una giornata intera se si fa saltuaria, a sprazzi, e a volte si interrompe del tutto.


E allora giu' a cambiar cavi, saldare componenti, dissaldare componenti, riconfigurare la rete.


E niente, non funziona lo stesso.

 

Finche' il giorno dopo a qualcuno non viene l'idea di cambiare un paio di settaggi in un software scritto da qualcun altro che non solo non c'e', ma non si sa neanche chi sia, e di colpo tutto funziona.

 

Classica botta di culo, certo.

 

Ma per una volta brava, Anna.

 

postato da: Anna73 alle ore 20:02 | link | commenti
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martedì, 20 novembre 2007

SOS

Ma porca pupazza, qui le cose van per le lunghe.

Passi dover trascurare il blog, passi star lontana da casa.

Ma dover lavorare piu' di dieci ore al giorno no dai: non ho piu' l'eta' per certe cose.

Specie se la prospettiva e' andare avanti cosi' buona parte della settimana.

Pero' sto osservando parecchio, annotando, imparando.

Ne avro' da scrivere al ritorno, sempre se torno.

No vabbe' scherzo: certo che torno.

Mi aspettano una nuova amica, il mio amore di sempre e un malefico cagnaccio.

Come potrei farne a meno.

postato da: Anna73 alle ore 23:17 | link | commenti
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domenica, 18 novembre 2007

Bella

Ho passato una vita a nascondere quello che forse e' il mio lato migliore, ma non provo rimpianto perche' alla fine son riuscita a mostrarlo.

Certo poteva succedere prima, ma poteva anche non succedere mai.

Pero' e' successo, sta succedendo tuttora, e quel che mi sorprende e' la facilita' con la quale viene accettato questo mio aspetto, questo mio volermi presentare al femminile pur essendo un uomo.

Io stessa non me ne capacito del tutto, ma non credo sia necessario trovare sempre e comunque  giustificazioni, ragioni, motivi.

Forse e' davvero una cosa bella quella che sto facendo.

Non giusta, non sbagliata: bella.

Sono felice io, sono felici gli altri.

Per una volta, credo possa bastare.

***

Domattina partiro' per una trasferta di lavoro, staro' via due o tre giorni.

Non so se mi potro' collegare, faro' il possibile.

Dove vado ve lo diro' solo quando saro' tornata, ma se volete un indizio potete guardare il colore del divano...

postato da: Anna73 alle ore 20:15 | link | commenti
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sabato, 17 novembre 2007

Le cose accadono

Le cose accadono a volte inaspettate.

Sono in bici mentre vado a prendere la macchina per andare al locale e il telefono suona: sei tu.

"Una notizia terribile".

"Cazzo" penso "e' morto il cane".

No non puo' essere morto il cane, saresti in lacrime.

Allora forse e' solo morto qualche parente.

Nemmeno.

Prosegui: "Ile mi ha appena telefonato: stasera sara' in Evadamo con gli amici, che facciamo?".

Avevamo deciso che tu saresti stata a casa ed io sarei andata sola: questa novita' non ci voleva.

Perche' Ile non sa nulla di Anna.

Ed e' tua figlia.

***

Nascondersi, nascondersi sempre.

Evitare perche' non si sa mai, perche' nella vita la funzione annulla non esiste, perche' se poi la prende male come si fa, che dira', come si comportera'.

Eppure.

Eppure sono mesi che ci racconta dei locali che frequenta, delle drag queen, dei travestiti, e ne parla con ammirazione, con simpatia.

Le facessimo schifo forse non lo farebbe.

Pero' finche' sono gli altri va tutto bene.

E allora?

E allora ancora una volta col gettone in mano a decidere tra rosso e nero, pari o dispari, manque o passe, e rien ne va plus.

Vado lo stesso.

***

Entri nel locale con un piumino bianco, prendi posto, sei col tuo ragazzo.

Poi comincia il gioco di sguardi.

Mi guardi, a volte, ma capisci, intuisci, sospetti?

Mi mostro, mi nascondo.

Mi sposto in modo da rendermi visibile, guardi le altre e guardi anche me.

Delle amiche arrivano, le saluto ma la testa e' altrove.

Andiamo avanti una mezz'ora, poi ti fai coraggio e con un pretesto raggiungi il gruppo in cui mi trovo.

Parli con una mia amica, fai complimenti, "siete bellissime".

Ti guardo, mi guardi.

Ti appoggio la mano su un braccio e ti porto nell'ingresso per poter parlare lontano dalla musica.

Mi guardi, gli occhi sgranati.

"Sei bellissima, ma come stai bene, sei bellissima, sei bellissima".

Le stesse parole che mi disse tua madre, quasi tre anni fa, e lo stesso sguardo nel pronunciarle.

Hai capito chi sono, e mi dici che sono bellissima.

Ti vorrei abbracciare ma non lo faccio, vorrei piangere ma mi trattengo.

"La mamma sa dove sono, sa cosa faccio, adesso la chiamiamo cosi' si tranquillizza."

"Sei bellissima, stai meglio cosi' che da maschio... bellissima."

Proprio a me lo vieni a dire.

Lo so.

Chiamiamola, dai.

***

Le cose accadono, spesso senza che facciamo nulla per farle accadere.

E a volte ci rendono felici, come una foto che non avrei mai pensato di poter fare e che adesso - dopo averti chiesto se potevo - pubblico.

Grazie, Ile.

postato da: Anna73 alle ore 13:21 | link | commenti
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venerdì, 16 novembre 2007

Raduno

E se non si organizza nulla non va bene, cheppalle che noia non si fa mai niente.

E se si organizza qualcosa salta subito su' chi dice che si fa per soldi, che ci sono interessi nascosti e che comunque ci si ghettizza.

Ma che palle 'sta gente, non se ne puo' piu'.

Noi che quando ci ritroviamo siam sempre contenti - indipendentemente da dove-come-quando-chi - ci vedremo stasera e domani sera all'Evadamo.

Chi vuol venire venga.

Gli altri facciano un po' quel che gli pare.

postato da: Anna73 alle ore 11:41 | link | commenti
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giovedì, 15 novembre 2007

Catene

La mia compagna ha un cane, e c'e' molto affezionata.

Scherzando dice che e' una delle persone piu' importanti della sua vita.

Basta guardarli quando giocano, come brillano gli occhi di entrambi.

O quando riposano, lei sotto le coperte e lui in fondo sul letto.

O quando gli da' da mangiare.

Ogni passo che fa lui la segue.

E' un cane fortunato, perche' abita in campagna e puo' godere di ampi spazi.

Lei non l'ha mai tenuto legato: sa che il cane puo' andare in giro -anche sulla strada a volte- ma non l'ha mai voluto legare.

Se dovesse perderlo soffrirebbe tantissimo, ma lo lascia libero sempre.

L'ha assicurato in modo da coprire i danni che potrebbe causare in giro, e poi gli ha detto fa' quel che vuoi.

Lo ama allo stesso modo in cui ama me, cioe' nell'unico modo in cui lei e' capace di amare.

Non mettendo una catena al collo, ma dando dei buoni motivi per rimanere.

E infatti restiamo, sia io che lui.

postato da: Anna73 alle ore 08:30 | link | commenti
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mercoledì, 14 novembre 2007

Click!

Le prime volte che mi fotografavano dal vivo, cioe' in giro per locali, venivo in modo orrendo.

Non che adesso venga tanto meglio, pero'.

E' solo che bisogna trovare la giusta angolazione, l'espressione meno peggio, la posa decente.

Ad esempio se si tiene la fotocamera alta sembro piu' bassa io, il che non guasta.

Se la luce del flash arriva diretta spiana un po' di ombre, il che non e' male.

Se tengo le labbra dischiuse sembrano piu' grandi, e anche questo aiuta.

Insomma bisogna imparare a posare.

Anche perche' sembrare una donna essendo un uomo non e' cosi' facile.

Eh, no.

postato da: Anna73 alle ore 08:54 | link | commenti
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martedì, 13 novembre 2007

Generazione X

Uscire presto dall'ufficio per andare a correre.

Non portarsi il lavoro a casa.

Rinunciare a una trasferta perche' ci si e' appena iscritti a un corso di tango.

Sono comportamenti che chi e' venuto prima di noi non riesce a concepire.

Chi e' cresciuto nel mito del lavoro - e nella sua abbondanza - non riesce a capire come per noi abbia potuto diventare cosi' poco importante da preferirgli altro.

Come un'amante che si e' troppo a lungo negata abbiamo imparato a farne a meno: le restiamo legati per soddisfare i bisogni, ma le nostre passioni sono migrate altrove.

Verso lidi magari meno eclatanti, ma piu' accoglienti.

Della vita abbiamo una visione in cui il lavoro e' solo una parte e spesso neanche quella piu' importante.

Abbiamo capito che in certe occasioni se ne puo' fare a meno perche' ci e' toccato vivere a lungo senza, e abbiamo anche capito che chi e' in sella oggi ci restera' fino all'ultimo respiro, lasciandoci al massimo qualche scampolo in vecchiaia.

Troppo poco per sacrificarci una vita.

Siamo una generazione i cui valori si sono spostati altrove, che non considera piu' il lavoro e la famiglia come logico sviluppo della propria esistenza.

Abbiamo capito che una bici puo' essere veloce come un'auto di grossa cilindrata, se entrambe si muovono nel traffico, e percio' spesso preferiamo la bici perche' il nostro scopo non e' tanto apparire quanto spostarci.

I piu' intraprendenti tra noi hanno fondato aziende fortemente innovative sia da un punto di vista tecnologico che da quello della gestione dei rapporti umani  - Google tanto per dirne una - altri si sono accontentati di essere alternativi nel loro stile di vita, rifiutando a priori l'imbrancamento intellettuale e sociale.

Ci sposiamo meno, facciamo meno figli, e non e' solo un problema di risorse economiche ma e' frutto di un modo diverso di concepire la vita.

Ci chiedevano la flessibilita', intendendo quella della schiena che si piega, hanno avuto quella del collo che si alza per guardare altrove.

Magari piu' lontano, a volte soltanto intorno.

postato da: Anna73 alle ore 08:59 | link | commenti
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