La perfezione non e' di questo mondo.
La felicita', a volte, sí.
"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."

(Foto dal sito Decathlon)
Dopo 15 anni una nuova bici da corsa.
Quella che costava meno, perche' non misuro l'anima di una bici in euro.
L'anima gliela sto dando io.
In confronto alla mountain bike sembra di volare, almeno su strada.
Gia' provata sulle mie amate salite, e va proprio bene.
Sul percorso alla Sacra di San Michele ho migliorato i tempi di 10 anni fa, quando andavo regolarmente in bici su strada.
E non ho neanche usato le scarpette con gli attacchi automatici: solo scarpe da ginnastica e pedali coi puntapiedi e il cinturino.
Mi sento meglio: piu' forte.
E' la testa che e' a posto, ora.

Di questo passo sotto i ponti ci potremo parcheggiare le bici.
Sempre che non arrivi qualche coglione col SUV a far la grigliata.
O con la moto a fare cross nel letto asciutto del fiume.
Un altro po' di CO2 in atmosfera fa sempre bene.

Venerdi' notte l'ho sognato,
sabato mattina l'ho fatto.
E non e' stato male.

E cosi' alla fine era l'unico pezzo che non avevo cambiato, e cioe' la corona anteriore, a far saltare la catena.
Con l'aiuto del ciclista -sant'uomo, la pazienza fatta persona- abbiamo provato prima una catena diversa, poi un diverso pacco pignoni, poi una diversa corona.
Ed era lei.
Cosi' gli ho lasciato la bici e stasera l'andro' a ritirare.
Oggi ho usato quella da corsa per venire a lavorare.
E' un po' piu' scomoda e frena meno, ma i risultati si vedono.

(foto dal sito Decathlon)
Ieri sera ho cambiato catena e pacco pignoni alla bici, il ciclista mi aveva detto che erano consumati.
Colpa mia che non ho mai tenuto la catena granche' pulita.
Evabbe'.
Ho comprato un pacco pignoni SRAM con relativa catena, 8 velocita', niente di troppo tecnico.
Ho anche dovuto comprare la chiave a frusta e il bussolotto per smontare la cassetta.
Evabbe'.
C'ho perso la serata per smontare i pezzi vecchi e montare quelli nuovi.
Poi per accorciare la catena che era troppo lunga.
Poi per lubrificare il manettino del cambio che sforzava un po' e regolare per bene il deragliatore posteriore.
Insomma un lavoretto fatto bene.
Pero'.
Stamattina ho la catena che salta sui pignoni.
Tutto nuovo e la catena salta sui pignoni.
Ecco a me 'ste cose fanno incazzare, tremendamente.
Porcozzìo.

E' dal 24 febbraio che non mi faccio piu' una foto decente.
Oddio decente, insomma.
Avrei voglia di farne di nuove, ma sono troppo pigra.
E poi il fatto di poterle fare quando voglio mi consente di continuare a rimandare.
Diciamo la verita': non m'importa niente di vestirmi.
Almeno in questo periodo.

Sembra un tranquillo villaggio di montagna in una bella giornata di sole.
Questo solo perche' la foto non ha il sonoro: se l'avesse, cambierebbe tutto.
Perche' qui come in tanti altri paesi delle nostre valli i giorni festivi portano con se' il frastuono di migliaia di veicoli sulle strade.
Tra questi i peggiori sono le centinaia di moto di quelli che vanno "a fare il giro" come andassero in gara, e come in gara tirano le staccate, tagliano le curve, giocano con la manetta per far sapere a tutti che loro ce l'hanno piu' lungo degli altri, piu' duro, o anche solo sul collo invece che fra le gambe.
Non serve a nulla rifugiarsi sulle cime: spesso il frastuono arriva anche li'.
In molti posti i residenti non ne possono piu': si spera nella pioggia per stare un po' tranquilli.
E' un problema ambientale grave, del quale non parla mai nessuno se non i diretti interessati.
Perche'?

Da Bardonecchia a Bussoleno in bici sono 45 Km.
Gran parte in discesa, ma qualche salita c'e'.
Se poi mettiamo nel conto anche i percorsi da e per la stazione si arriva facilmente a 70.
Figurati se te lo dicevo prima: non ci saresti venuta.
Invece cosi' l'hai fatto, e oggi stai pure meglio del solito.
Ci vuole pazienza, con le donne.

(Immagine dal catalogo Decathlon)
Mettere il portapacchi su una bici e' un po' come metterlo su un'auto:
si fa la figura degli sfigati.
I veri bikers a stento tollerano i parafanghi -e mai su strada!-,
figurarsi un portapacchi.
Pero' senza zaino sulla schiena si pedala meglio, e al portapacchi aggiungero' presto delle borse.
Ho grandi progetti cicloturistici per il futuro prossimo,
come al solito andra' bene se ne realizzero' la meta'.
Pero' intanto ci penso.
Allenata lo sono, ora inizio a viaggiare.

(foto da Repubblica.it)
Sono quanto di peggio la nostra societa' riesce a esprimere.
Violenti, aggressivi, feroci.
E come le bestie si muovono in branco.
Volevano anche viaggiare gratis in treno, gli stronzi.
Parenti stretti di chi ti si piazza al culo e sfanala in autostrada,
o del vicino di casa che urla quando guarda la partita.
Ma che ti urli, ma che sfanali.
Coglione.
Una volta li si mandava in guerra ed era fatta.
Ora invece ce li dobbiamo tenere.

Potrei dirvi che e' l'Arno, e sarebbe Firenze (Ooohhh...Firenze!).
Potrei dirvi che e' il Tevere, e sarebbe Roma (Ooohhh...Roma!).
Purtroppo la sagoma puntuta della Mole sullo sfondo mi obbliga a dirvi che e' Torino (Ah, Torino...).
Ma se uno non ne sa nulla -o ci capisce poco- gli si puo' vendere di tutto.
Perche' nella realta' non guardiamo alle cose ma al loro marchio, visto che raramente ci capiamo qualcosa della sostanza.
Cosi' puo' succedere che tal Joshua Bell, rinomato genio virtuoso del violino, si metta per scommessa a suonare nella metropolitana e nessuno lo consideri.
Perche' privato del marchio, del nome famoso e armato del solo talento quasi nessuno s'e' accorto di lui.
Perche' nel nostro tentativo di semplificare il mondo spesso leggiamo solo il titolo, e poi facciamo come se avessimo letto il libro.

A pasquetta tutti in macchina a far file e devastare prati.
Oppure in treno con la bici al seguito, a scoprire una nuova forma di indipendenza.
Dalle code, dal traffico, dalla promiscuita' forzata cogli altri.
Quarantacinque minuti e cinque euro per arrivare in Val d'Aosta,
nessun problema di parcheggio all'arrivo e liberta' di spostarsi senza problemi.
Provate a fare lo stesso in macchina.

La cresta del Castore, poco piu' di 4000 metri, nel gruppo del Rosa.
Ci sono stata nel 2002.
Quest'anno ci torno: promesso.
Sempre che trovi qualcuno con cui legarmi,
cosa che non e' per nulla scontata.
E pensare che se volessi solo scopare di compagni ne troverei a iosa.
Paradossale no?

A differenza di molti travestiti non ho un numero di telefono dedicato alla mia identita' femminile.
Ho un solo numero sia da maschio che da femmina.
E sia da maschio che da femmina raramente do' a qualcuno il mio numero di telefono.
Del concetto di reperibilita' non me ne frega una cippa.
Per cui:
Se mi arriva una chiamata e non vedo il numero non rispondo.
Se vedo il numero ma non e' in rubrica non rispondo.
Se il numero e' in rubrica ma non mi va di parlarvi non rispondo.
Inutile che ci riproviate, alla seconda chiamata consecutiva spengo.
Infine il pomeriggio tardi, la sera e la notte il telefono e' spento.
Insomma, che mi chiamate a fare?
Ci sono tanti altri modi di perdere tempo.
Ad esempio leggere questo blog.

Ovverossia "La morte sospesa", dall'omonimo libro di Joe Simpson.
Il quale non ha la faccia gialla come credevo, e neanche vive a Springfield.
A parte questo bellissimo film, visto ieri sera.
Per me, pieno di ricordi: alcuni piacevoli, altri meno.
Update: Si' l'ho fatta io la foto, come tutte le altre del blog.
Be'... quasi tutte.

Donne in fila dalla parrucchiera,
uomini in coda a lavare la macchina.
Non tutti, ma tanti.
La macchina per un uomo come la bellezza per una donna.
Che cosa stupida.

A volte vedendo una donna ben vestita,
con un bel paio di tacchi e le calze velate,
provo una certa invidia.
Per consolarmi penso che dopotutto,
in certe circostanze,
mi posso vestire anch'io cosi'.
Pero' non e' la stessa cosa.
E questo e' seccante.
Molto.