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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


mercoledì, 31 agosto 2005

La quarta stanza

Alcuni luoghi di internet assomigliano molto a dei palcoscenici sui quali ciascuno fa vivere il proprio personaggio. In una realta' virtuale in cui ognuno di noi e' spesso un irriconoscibile "sans-papier", non e' difficile dare libero sfogo alla propria fantasia impersonando i personaggi piu' disparati in una specie di avvincente gioco di ruolo. Capita spesso che i personaggi che ne risultano siano espressione fedele della propria personalita', spesso nascosta, proprio come avviene con la sottoscritta che per poter scrivere, parlare e in un certo senso esistere al femminile e' costretta a rifugiarsi nell'anonimato di un personaggio che, nella realta', esiste si e no per il 5% del suo tempo.

Puo' capitare a volte che il riscontro sociale ottenuto da questi personaggi "virtuali" sia di gran lunga superiore a quello ottenuto dalla loro controparte "reale". In altre parole, se io mi fossi presentata per come sono nella maggior parte delle mie giornate difficilmente mi starebbero leggendo le stesse persone che ora mi leggono, e probabilmente queste persone sarebbero anche in numero molto inferiore a quello attuale.
Spesso il personaggio, le sue fotografie, la sua storia fanno la differenza tra l'essere considerato interessante o meno, seppure nel virtuale.
Capita ora che molte sorelline che frequentano i miei stessi siti abbiano speso parecchio tempo a costruirsi un personaggio accattivante e socialmente riconosciuto, grazie al quale possono godere di quella piccola fetta di popolarita' che probabilmente la vita reale nega loro - o almeno questo e' il mio caso - e col tempo abbiano finito con l'identificarsi sempre di piu' col personaggio stesso.

In questo contesto puo' apparire quantomeno strana, se non addirittura provocatoria, la proposta avanzata da un frequentatore della chat cui abitualmente partecipo di creare una nuova stanza - sarebbe la quarta, perche' tre gia' ci sono - in cui l'accesso avverrebbe in modo anonimo, spogliati cioe' del proprio personaggio. Niente nickname, niente informazioni sul genere di appartenenza, niente di niente.
Cosa mai potrebbe capitare in una stanza simile, in cui nessuno sa nulla di nessuno, e in cui l'unica cosa importante nonche' disponibile sarebbero le parole che esprimono i pensieri dei partecipanti?

Potrebbe essere un'ottima occasione per tirare fuori quello che si ha dentro, senza dover difendere a oltranza il proprio personaggio e senza doversi curare di essere coerenti con il proprio passato. La quarta stanza potrebbe essere, e sarebbe bello se fosse cosi', una sorta di zona franca in cui ciascuno potrebbe esprimere se' stesso in piena liberta' e onesta', senza remore e falsi timori.
Il dubbio pero' e' che la maggior parte delle persone, spogliate del loro personaggio, si ritroverebbero a corto di argomenti e - senza il supporto del consenso che intorno a loro col tempo si e' creato - avrebbero poco o nulla da dire, lasciando la quarta stanza avvolta nel silenzio.

Ma, a questo punto, anche il silenzio sarebbe qualcosa su cui riflettere.

postato da: Anna73 alle ore 09:32 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 30 agosto 2005

Punti di vista

Ci sono punti d'osservazione privilegiati che permettono di riconoscere piu' facilmente comportamenti e stili di vita che ci vengono imposti senza quasi che ce ne accorgiamo. Spostando di un po' il proprio punto di vista quello che fino a poco prima ci sembrava naturale e spontanteo rischia di rivelarsi per quello che spesso e': un modo di vivere che ci e' stato insegnato senza che avessimo la benche' minima possibilita' di discutere.

Fare le cose in un certo modo perche' "tutti fanno cosi'" e' certamente un bel sistema per integrarsi - termine questo che non possiede solo valenze positive come vorrebbero farci credere - ma di sicuro e' un modo molto comodo per chiudere decisamente la porta in faccia a una moltitudine di alternative interessanti e, perche' no, anche piacevoli.

Sara' che oramai mi sto abituando a considerarmi poco propensa a integrarmi quando non condivido la filosofia di fondo verso la quale l'integrazione mi dovrebbe spingere, ma ci sono comportamenti che francamente mi sembrano poco ragionevoli e potenzialmente dannosi, e questi comportamenti li vedo perpetrati giorno per giorno con caparbieta' degna di ben altre cause.

Guardare il mondo dalla relativa altezza di qualche centimetro di tacchi a volte aiuta a capire qualcosa di piu' di questa immensa e per molti versi perversa rappresentazione che quotidianamente portiamo avanti, specie se si e' geneticamente maschi e si sta facendo una cosa che per i piu' e' socialmente inaccettabile.
Quello che mi domando e' perche' debba provare la medesima sensazione osservando il traffico dell'ora di punta dall'altezza, anch'essa relativa, del sellino di una bici.
Forse perche' anche in questo caso sono un'eccezione?
O un fastidio per chi, al contrario di me, ha evidentemente capito tutto della vita?

Forse e' solo questione di punti di vista.
O forse no.

postato da: Anna73 alle ore 09:16 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 29 agosto 2005

Un anno di Anna

Anni fa lessi da qualche parte che nella percezione di molti di noi gli anni non finiscono nei botti della notte di san Silvestro, ma piuttosto iniziano con le prime foglie ingiallite nelle nebbie mattutine di settembre. Sebbene il calendario faccia il possibile per confutarla, questa sensazione persiste e l'idea che proprio in questi giorni stia iniziando un nuovo anno e' ben radicata nella mente di molti.

Pensare a questo momento come a una sorta di anniversario nel mio caso e' due volte sbagliato, perche' Anna nacque in novembre e non a fine agosto, tuttavia mi e' capitato spesso ultimamente di stilare un bilancio che, tra alti e bassi, spero di poter chiudere in pareggio quando i tempi della contabilita' saranno maturi.

Che sia stato un anno di crescita personale e umana non c'e' dubbio, come non c'e' dubbio che lo slancio dei primi mesi stia scemando in favore di una piu' pacata e spicciola gestione del quotidiano. Come scrivevo gia' sei mesi fa non si puo' continuare a salire indefinitamente, ma bisogna prima o poi fermarsi, se non altro per rifiatare e porsi dei nuovi obiettivi. Nel mio caso il raggiungimento di un equilibrio che tenga conto di tutti gli aspetti di una personalita' forse peculiare ma non certo piu' complessa di tante altre e' sempre un obiettivo primario, e mi sembra che un po' alla volta si stia avvicinando il suo conseguimento.

La possibilita' di esprimermi piu' o meno liberamente anche con l'aiuto di internet ha giocato sicuramente un ruolo fondamentale in tutta la mia vicenda, cosi' come l'aver trovato persone e ambienti in cui vivere nel "reale" la mia condizione e' stato importante per poter finalmente manifestare una parte di me che da troppo tempo tenevo nascosta. Sono felice che tutto questo sia successo, anzi sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di far si' che tutto questo succedesse.

In una vita in cui la stabilita' e' un concetto illusorio e il cambiamento e' il vero motore dell'esistenza, sono lieta di aver avuto la possibilita' di conoscere meglio me stessa e farmi conoscere dagli altri attraverso un cambiamento che mai avrei ritenuto possibile.

Talmente lieta che il bilancio sarei tentata di chiuderlo in attivo, almeno per ora.

postato da: Anna73 alle ore 11:24 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 03 agosto 2005

Vigilia

Aspetto solo la conferma del meteo, che dovrebbe arrivare verso le 13.

Poi, se non ci saranno state variazioni, partiremo per la montagna.
La prima notte la passeremo a 2000 metri in un rifugio, la seconda e la terza a 3000, nella solitudine di un bivacco che spero deserto.
Non amo la compagnia dei miei simili in certi luoghi, e' gia' tanto se mi sono lasciata convincere a portare con me Daniela e il cane.
Fortunatamente Daniela e' di poche parole, e il cane si fa i fatti suoi.
In ogni caso anche dovesse esserci gente dormiro' all'aperto, lontano da tutti.

E insomma, quando ci vuole ci vuole...

Quindici chili di zaino io, dieci lei. La maggior parte del peso in provviste, che saranno l'elemento che decidera' quanto lunga sara' a nostra permanenza in quota. Acqua poca, c'e' un lago nei pressi del bivacco e quindi l'acqua non ci manchera'. Il resto sara' abbigliamento, qualche stoviglia, il fornello.
Millecento metri di dislivello da percorrere domani, dal rifugio al bivacco: tanti, ma c'e' un giorno intero per salire e non credo che ci metteremo piu' di quattro ore.
Poi la pace di un luogo fuori dal mondo tra rocce, cielo, avanzi di nevai in scioglimento e - auspicabilmente - sole.
Non vedo l'ora.

A presto...

postato da: Anna73 alle ore 10:58 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
martedì, 02 agosto 2005

Legittima difesa

A volte in chat puo' capitare il furbastro che prova a mettermi in imbarazzo con domande indiscrete. E' una cosa che in alcuni casi mi diverte, perche' posso fare sfoggio di fantasia e creativita' nelle risposte, oltre a calarmi nei panni della tonta, che e' un vezzo che ogni tanto mi concedo...

LUI: sei fantastica lo sai?

IO: grazie...gentilissimo...

LUI: mai stata con uomini?

IO: oh no, no....

LUI: e falli di plastica, ne hai mai usati?

IO: mah, a volte, per difesa...

LUI: come per difesa?

IO: si, per darli in testa ai malintenzionati...

LUI: ma io intendevo usarli su di te...

IO: e che sono scema? Me li do' in testa da sola?

Non l'ho piu' sentito...
Che ci sia rimasto male?

postato da: Anna73 alle ore 09:48 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 01 agosto 2005

Quota duemilanovecento

Ci sono posti sulla terra dove il clima diventa estremo.
Dove il sole spacca la roccia e il vento la polverizza, dove il gelo della notte si alterna al calore rovente delle giornate limpide, e il terreno si ricopre di polvere e sassi.
Luoghi dove la natura offre poco o nulla alla vita, e la radiazione solare brucia la pelle e arrossa gli occhi non protetti.
Poco prima che inizi il regno dei ghiacci e subito sopra le ultime zolle erbose c'e' una terra di mezzo fatta di sfasciumi, detriti di vecchi ghiacciai e cime di antiche montagne che il tempo ha frantumato, smussato, livellato.
In quest'ambiente che per otto mesi l'anno conosce solo neve e nei rimanenti e' torturato dal sole e dalle piogge puo' sorprendere l'incontro con un cespuglio fiorito, laddove non ci si aspettava altro che sassi.
Sorprende, e al tempo stesso suggerisce la deliziosa metafora di una vita che non si limita alla pura e semplice sopravvivenza, ma trova il modo di esprimere una bellezza tenera e delicata, ancorche' semplice.
E' una metafora che mi e' cara, perche' anche la mia esistenza al femminile ha luogo in un ambiente spesso ostile, ed e' per questo che posso approfittare solo di rari momenti per esprimere un po' di quella bellezza che sento dentro di me, e che non trovo altrimenti modo di comunicare.

Momenti che sono come una bella giornata di sole in cui la grazia di un fiore sembra semplice, naturale e spontanea, mentre le sue radici affondano nel gelo di un lunghissimo, freddo, interminabile inverno.

postato da: Anna73 alle ore 17:39 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia