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"Le persone cosi' pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano."


lunedì, 19 maggio 2008

L'altra parte del mondo

Per una donna che sia almeno un po' carina non e' difficile avere un minimo di vita sociale, se la vuole.

E' sufficiente che si faccia vedere in giro e prima o poi qualcuno arriva a parlarle, senza che lei debba fare nulla.

Magari non arrivano le persone che vorrebbe lei, ma sulla quantita' prima o poi qualcuno di interessante salta fuori.

Per un uomo e' tutto molto piu' difficile.

A meno che non sia eccezionalmente bello e attraente, per farsi notare deve fare qualcosa.

Deve adottare tutta una serie di comportamenti volti a mostrare un reale o presunto successo sociale, economico, relazionale.

Deve mostrarsi simpatico, deve esibire savoir faire.

Deve mettersi in competizione con gli altri uomini e uscirne vincitore.

Bene: ci sono uomini a cui tutto questo non riesce.

Uomini che possono passare serate su serate in qualsiasi locale senza spiccicare parola, senza che nessuno li consideri.

Non necessariamente si tratta di uomini brutti, sporchi, malvestiti: spesso sono solo timidi.

La loro autostima e' bassa, anzi bassissima, e l'immagine che hanno di se' come uomini e' spesso deludente.

Puo' capitare a volte che alcuni di questi uomini decidano di provare a vestirsi da donne, e questo per tutta una serie di motivi che possono avere a che fare col feticismo o con forme piu' o meno accentuate di autoginefilia: in pratica decidono di impersonare la donna che non possono avere.

In una minima percentuale di casi questi uomini vestiti da donna trovano il coraggio di farsi vedere in giro, di relazionarsi con gli altri.

E vedono finalmente il mondo dalla parte delle donne.

Gli atteggiamenti che li avevano sempre penalizzati -tipicamente, starsene in silenzio per conto proprio- diventano di colpo quelli giusti.

La gente arriva, amici, ammiratori.

Il meccanismo dei rapporti sociali si mette in moto e si scopre un mondo nuovo, letteralmente.

 Euforia, entusiasmo, Dio-perche'-non'l'ho-fatto-prima.

Ma come in tutte le cose anche qui c'e' la fregatura.

Quella che in fondo e' solo una maschera rischia di essere presa per la propria vera identita'.

Ci si interroga, ci si tormenta: "Oddio chi sono, oddio cosa sto diventando".

Sensi di colpa misti a un irresistibile impulso a continuare, perche' quel che si e' lasciato dietro e' tanto peggio di quel che si ha davanti.

E' un passaggio delicato.

Alcuni cominciano a pensare di essere nati per essere donne, una parte prende in considerazione l'idea di cambiare sesso.

Altri continuano ad oscillare tra due estremi, a farsi dilaniare la coscienza dai sensi di colpa.

Colpa che non ha motivo di essere, perche' in fondo si e' solo voluto vedere cosa c'era nell'altra meta' del mondo, in quella parte oscura che ognuno si porta dentro ma che pochi hanno il coraggio di esplorare.

Andare oltre le convenzioni, mettersi in gioco nel modo piu' radicale.

Un atto di coraggio, ma anche di disperazione.

Che rischia di esser pagato caro se non se ne sanno gestire le conseguenze, ma che puo' regalare una nuova vita a chi abbia il coraggio di farsene carico.

Una vita migliore, in tutti i sensi.

postato da: Anna73 alle ore 08:46 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
venerdì, 16 maggio 2008

Riscontri

Un'altra serata alla quale non avrei voluto partecipare, e dalla quale sono andata via a malincuore.

Ti rendi conto di quanto sei popolare in un certo contesto da quanto dura il tuo giro dei saluti quando vai via.

Nel contesto di ieri e' durato parecchio, e son cose che fan bene.

Mai pero' quanto un paio di occhi che ti guardano, mentre la bocca poco piu' sotto ti dice che le cose che hai scritto hanno voluto dire molto per la persona che hai davanti.

Anche queste son cose che fanno star bene.

Soprattutto queste.

postato da: Anna73 alle ore 10:50 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 15 maggio 2008

Nei loro panni

Ma quante cose deve fare una donna per curarsi del proprio aspetto?

Di quanti dettagli, minuzie, particolari si deve preoccupare?

Depilazione, cura della pelle, delle mani, dei piedi, dei capelli, trucco.

Vestiti, scarpe, borse, accessori.

Un'infinita' di cose.

Ma come fanno?

Quante cose si capiscono delle donne

mettendosi nei loro panni,

anche se solo un po'.

postato da: Anna73 alle ore 08:53 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
mercoledì, 14 maggio 2008

Sara'

I giornali dicono che qui a Torino circolano meno auto, perche' la gente si sta orientando verso l'uso dei mezzi pubblici.

Sara'.

Io vedo sempre lo stesso traffico, qualche bici in piu' si', ma poca roba.

I giornali dicono che si immatricolano molte meno auto.

Sara'.

Io continuo a sentire di gente che va per concessionari, e che sta studiando il modo per finanziarsi l'auto nuova.

I giornali dicono che la gente non ha piu' soldi.

Sara'.

Intanto ettari di terreni una volta agricoli vengono edificati, e le case non fanno in tempo a finirle che son gia' vendute.

I giornali dicono che non s'arriva a fine mese.

Sara', ma io continuo a veder gente che si preoccupa solo di dove fara' il prossimo viaggio.

I giornali dicono che non si fanno piu' bambini.

Puo' essere, ma intanto io non riesco piu' a trovare un posto che ne sia privo.

I giornali dicono che c'e' voglia di sicurezza, di soluzioni estreme, tipo mandar via tutti gli immigrati clandestini.

Sara', ma dai pusher la sera c'e' sempre la coda.

I giornali dicono che in giro c'e' una gran voglia di legalita'.

E io continuo a veder gente che parcheggia in doppia fila e passa col rosso.

I giornali dicono che tutto va male.

La gente continua a far finta che tutto vada bene.

Ma la gente li legge, i giornali?

postato da: Anna73 alle ore 08:37 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 13 maggio 2008

Sipario

Siccome e' destino inevitabile prima o poi morire, a volte mi chiedo se ci siano cose che ancora vorrei fare prima che cio' avvenga.

Non e' un abbandonarsi a foschi pensieri, piuttosto e' la voglia di fare un bilancio anche solo parziale.

A livello personale direi che le cose che mi interessava fare le ho fatte, e di piu' non chiedo.

Ma prima di abbassare il sipario mi piacerebbe vedere che il mondo e' meglio di come l'ho trovato.

Vorrei riuscire a vedere un mondo piu' pulito.

Citta' con meno automobili, meno traffico.

Possibilmente senza automobili, senza traffico.

Vedere cieli notturni in cui siano tornate le stelle, senza dover per forza andare in montagna per trovarli.

Tornare a sentire le voci di quelli che passeggiano sotto casa, tornare a camminare nelle strade senza pericolo.

Tornare a fare un viaggio all'anno, ma quel viaggio goderselo per davvero.

Vedere un'umanita' forse piu' povera, ma piu'  felice.

Perche' e' evidente che tutto questo malinteso benessere non ci ha dato felicita', ma solo invidia verso chi ha di piu' e disprezzo verso chi ha di meno.

Ecco, se mi fosse concesso di vedere tutte queste cose morirei felice.

E soprattutto longeva.

Molto longeva.

postato da: Anna73 alle ore 09:09 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 12 maggio 2008

Sta arrivando la bufera

Per ora se ne avvertono solo i primi, timidi segnali.

Nei forum, nei blog, nelle mail.

Ma il numero degli adepti cresce di giorno in giorno e presto diventera' un fenomeno di moda.

Prendete il riscaldamento globale, aggiungete un po' di robusta crisi economica, completate con quanto basta di picco del petrolio, sovrappopolazione ed esaurimento delle risorse.

Ed eccoli qua, i millenaristi del nuovo millennio.

Se un tempo era l'apocalisse, adesso e' la fine della civilta'.

Gente che si prepara per la catastrofe, gente che attende la fine del mondo.

"Moriremo tutti!".

Ovvio che moriremo tutti, quel che vogliono dire e' che moriremo in anticipo e male a causa di tutte queste disgrazie.

L'animo umano non conosce mezzi termini: dopo decenni di sbornia consumistica ecco i predicatori dell'apocalisse.

E se il botto non dovesse arrivare, se la transizione dovesse esser dolce son sicura che ci resterebbero male per lo spettacolo rinviato ancora una volta.

Come quelli che davanti a un cielo plumbeo restano delusi, quando vedono che fa solo due gocce e poi esce il sole.

postato da: Anna73 alle ore 08:32 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
venerdì, 09 maggio 2008

La gioia dei vicini

Odiate a morte i vostri vicini?

State cercando il modo di fargliela pagare per gli schiamazzi dei bambini, la televisione ad alto volume, le passeggiate coi tacchi a notte fonda?

Bene!

Prima di ricorrere a rimedi estremi (nel caso, cliccate qui), provate quello della foto.

Magari non parleranno italiano, ma se si tratta di spaccar piastrelle e far casino dalle otto alle diciotto sono imbattibili.

Instancabili e fantasiosi rompicoglioni, con un piccolo supplemento lavoreranno anche il sabato.

Due settimane d'inferno domestico garantite per tutto il vicinato!

E alla fine vi restera' pure un bel bagno nuovo.

Approfittatene!

postato da: Anna73 alle ore 10:16 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
giovedì, 08 maggio 2008

Niente male

Oddio proprio male non sto.

Certo gli uomini di solito si vestono diversamente.

Va anche detto che molti di loro vestiti cosi' non starebbero granche' bene.

Ma visto che non e' il mio caso, che male c'e' se ogni tanto

- ogni tanto, mica tutti i giorni -

mi presento cosi'?

Nessuno, ovvio.

postato da: Anna73 alle ore 08:53 | link | commenti (10)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 07 maggio 2008

Il viale dei cecchini

Bisogna essere veloci.

Lo sguardo sui prossimi venti metri, l'attenzione al massimo.

Inutile zigzagare, si deve correre in avanti senza perder tempo.

Spesso e' questione di centimetri.

Proiettili.

Se senti lo spostamento d'aria vuol dire che era vicino.

Non ce l'hanno con me, ma cambia poco.

Bisognerebbe avere gli occhi anche nella nuca, non avendoli si tendono le orecchie.

E si corre.

Mi piace correre, e' una cosa che faccio volentieri.

Sotto il sole, sotto la pioggia.

Ma i proiettili sono piu' veloci, sempre.

Venti minuti sotto il fuoco, poi nove ore di tregua.

Altri venti minuti la sera, e un altro giorno e' passato.

No non e' il viale dei cecchini a Sarajevo.

Qualcuno la chiamerebbe guerra, ma per me e' solo andare al lavoro.

Ogni giorno.

In bici.

postato da: Anna73 alle ore 08:36 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, ecologia
martedì, 06 maggio 2008

Le ali spezzate

Prendi una generazione intera e toglile il futuro: cosa le rimane?

Il presente.

Un presente a cui avvinghiarsi con tutte le forze , proprio perche' il futuro non esiste piu'.

Un presente fatuo, fatto di cose da poco: tirare a campare e divertirsi.

Persi i diritti fondamentali -la casa, il lavoro- rimangono quelli di seconda scelta, ad esempio il diritto al divertimento.

Guai a togliere i venerdi' e i sabato sera alla gente, guai a impedirgli la gita domenicale.

Si va al locale ovunque e comunque, cosi' come si va in montagna a fare la scialpinistica anche se il rischio di valanghe suggerirebbe di stare a casa.

Ma non si puo', perche' il divertimento e' l'unico sedativo che ancora tiene sotto controllo una tensione destinata prima o poi a esplodere.

Chi e' incapace di immaginarsi un futuro diverso da quello che non potra' avere e' condannato a vivere un eterno presente.

Chi ha le ali spezzate e non e' capace di costruirsene di nuove restera' a terra.

A credere nel futuro sono rimasti si e no gli immigrati.

Ma solo perche' quel poco che hanno trovato qui e' tanto di piu' di quel che si sono lasciati alle spalle.

postato da: Anna73 alle ore 09:17 | link | commenti (2)
categorie: my life, riflessioni, life
lunedì, 05 maggio 2008

Piu' che la meta, il viaggio.

Non sempre e' un sentiero pulito in mezzo a prati assolati.

A volte piove, e' buio e tira vento.

Altre volte sembra che si perda in mezzo agli alberi, e' in salita, non si sa dove andare.

Eppure l'alternativa, se mai ce ne fosse una, e' solo quella di fermarsi e quindi si continua, magari dopo aver preso un po' di fiato.

Certi di riemergere alla fine nel sole, in un prato verde, su una cima.

E da quel momento quel che si ricorda, quel che si rimpiange, piu' che la meta, e' il viaggio.

postato da: Anna73 alle ore 09:41 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
domenica, 04 maggio 2008

Onde di roccia

Il respiro del vento tra i rami degli alberi, il calore del sole nelle radure.

Il pulsare segreto delle acque nel sottosuolo, la frescura delle fonti.

Lo zampettio delle lucertole sulle foglie secche, le file delle formiche sulle cortecce dei pioppi.

I ruderi delle case di una volta, che sbucano dal verde intenso dell'erba dei prati.

Le muffe nell'ombra dei tronchi abbattuti, le rocce che paiono immobili.

Immobili perche' si muovono su tempi tanto piu' lunghi dei nostri, come le onde di un mare che non vedremo mai.

postato da: Anna73 alle ore 08:37 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
venerdì, 02 maggio 2008

Compromesso

Anche il grigio pero' male non e'.

Tra il bianco e il nero, un buon compromesso.

In un certo senso, mi sento rappresentata.

postato da: Anna73 alle ore 23:01 | link | commenti (3)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia

Bianco e nero

Sembra che il bianco e il nero vadano di moda, e quindi ci si adegua.

Certo qualcuno potrebbe sostenere che sia meglio il grigio, ma vuoi mettere il contrasto?

Anche la moda si estremizza ma, almeno stavolta, l'effetto non e' male.

postato da: Anna73 alle ore 15:19 | link | commenti (4)
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 30 aprile 2008

Illusioni

E' vero siamo un po' esposti.

Un po' a rischio diciamo, e' inutile nascondercelo.

Ma siamo tanti, e siamo arrivati in alto.

Avrebbe avuto senso arrivare cosi' in alto per poi sparire di colpo?

Il fatto che sia capitato ai nostri vicini non vuol dire che debba capitare anche a noi.

A loro e' si' bastato un alito di vento per disperderli, ma non erano forti, non erano preparati, non erano uniti come noi.

Ah no, a noi non puo' succedere.

Se stiamo uniti, se non perdiamo la fiducia, a noi nessuno ci spazzera' via.

Tantomeno il vento.

Tantomeno

il

..........vento..........

postato da: Anna73 alle ore 09:06 | link | commenti (1)
categorie: my life, riflessioni, life
martedì, 29 aprile 2008

Zoccola

Cara Deborah Martini da Foggia, Deborah con l'acca, che fa piu' esotico.

E' bello immaginarti dietro il picci' mentre gestisci il tuo profilo e le tue relazioni su netlog.com.

E siccome e' chiaro che le informazioni che dai su di te sono false, allora lascia che ti immagini a modo mio.

Ti vedo, Deborah con l'acca, modesto omuncolo di mezza eta' con famiglia a carico in cerca d'evasione su internet.

Ti piace farti passare per un travestito, e probabilmente lo sei anche, sebbene solo in privato e di nascosto da tutti.

Ti piace pure farti passare per troia in calore (lo scrivi tu sul profilo, mica io): si vede che la cosa ti eccita.

Mi par di vederti, Deborah con l'acca, che digiti messaggi infarciti d'ogni genere di volgarita' mentre moglie e figli dormono nella stanza accanto.

Storia comune la tua, sapessi quanti ne conosco.

E chissa' che faccia faresti se la cosa si venisse mai a sapere, cara Deborah, chissa' tua moglie, mi par di sentire le urla, e tu che no cara, ti prego, era solo un gioco.

Essi' era solo un gioco, perche' per te le cose serie sono altre.

E' solo un gioco, caro il mio tengofamiglia, prendere delle foto da un blog e usarle per farti passare per quel che non sei, ma ti piacerebbe tanto essere.

Che poi potevi pure sceglier meglio, perche' e' vero che dimostro meno anni dei quarantadue che ho, ma a farmi passare addirittura per ventiduenne ce ne vuole.

Ma il punto non e' questo: il punto e' che hai fatto male i tuoi conti.

Perche' sul blog dal quale hai rubato le foto passano molte piu' persone di quante ne passino sul tuo profilo su netlog.com, e prima o poi qualcuno che mi avverte arriva.

Cosi' per adesso ti becchi la segnalazione, dovrai togliere le foto e magari pure il profilo.

E chissa' che faccia farai quando ti arrivera' a casa la denuncia, essi' perche' tu forse non lo sai ma gli IP sono dinamici ma tracciabili, e il tuo provider sa sempre quando e a chi ne ha assegnato uno.

Sara' divertente immaginarti mentre ti giustifichi, cara Deborah con l'acca.

In fondo tra noi due se c'e' qualcuno che ha qualcosa da perdere, quella sei proprio tu.

Cara Deborah con l'acca, in arte zoccola85.

Pensaci bene, la prossima volta.

postato da: Anna73 alle ore 08:37 | link | commenti (10)
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
lunedì, 28 aprile 2008

Cattivi esempi

Fare una ricerca di tutte le travestite che vivono nelle proprie vicinanze.

Scegliere quelle con almeno una foto caricata sul sito.

Operare una successiva selezione sulla base delle foto stesse, ignorando qualunque informazione presente nel profilo della destinataria.

Scrivere un messaggio standard da personalizzare -eventualmente- col nome di lei, in cui si inizia con qualche complimento e si finisce con la richiesta di un incontro.

Aprire il messenger del sito e inviare lo stesso messaggio a tutte.

Aspettare che qualcuna abbocchi.

Non c'e' nulla di nuovo, si dira'.

Vero: finche' e' un uomo vestito da uomo o un uomo vestito da donna a farlo non c'e' nulla di nuovo.

E' che sembra che abbiano cominciato a farlo anche le donne.

I cattivi esempi son cosi' facili da seguire.

postato da: Anna73 alle ore 09:00 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life, disforia
giovedì, 24 aprile 2008

Ancora sul treno

Dice: "Ma qualcosa nella vita va pur fatto, un senso e' necessario".

E' vero: dare un senso alla propria vita aiuta a vivere meglio.

Ma dare un senso vuol dire innanzitutto darsi da fare per trovarne uno, e non uno qualunque ma quello che va bene per te.

Dice: "Ma quel che e' andato bene per gli altri andra' bene anche per te, tu prova e vedrai che ho ragione."

E certo che hai ragione, anche perche' le cose una volta che le hai fatte bene o male te le fai piacere, te le giustifichi, e alla fine ci trovi anche del buono.

E' facile essere indulgenti con se' stessi se si parla della propria vita e delle proprie scelte, almeno quanto e' facile essere critici quando si parla di quelle degli altri.

E c'e' differenza tra trovare il tuo senso e fartene andar bene uno altrui: la stessa differenza -per dire- che corre tra scrivere un libro e leggerne uno.

Scrivere un libro non e' un processo lineare che parte dalla prima pagina e termina all'ultima: no, no e' un lavoro fatto di ripensamenti, correzioni, pagine scritte e poi buttate o modificate infinite volte.

E' un lavoro lungo, faticoso, ma alla fine e' un libro nostro, no quello che qualcun altro ha scritto per noi.

Io il mio libro lo voglio scrivere come piace a me, non come avrebbe dovuto esser scritto secondo qualcun altro.

E' la liberta' piu' importante che ho, e non ci penso neanche a farne a meno.

Ecco perche' queste cose, queste vite che immagino vedendo scorrere quegli angoscianti condomini dal finestrino del treno mi sembrano assurde, surreali, lontane.

Ecco perche' non sento con chi le vive nessun punto in comune, nessuna vicinanza.

Ecco perche' io mi sento libera, e loro no.

postato da: Anna73 alle ore 13:51 | link | commenti
categorie: my life, riflessioni, life
mercoledì, 23 aprile 2008

Il treno semivuoto

Mi capita spesso di viaggiare su treni semivuoti.

Sara' per l'orario, sara' che la gente si sposta in macchina, ma a volte mi domando se oltre a me e al macchinista ci sia qualcun altro a bordo.

E' un bel modo di viaggiare, finche' dura: niente stress da guida, le cuffiette con un po' di musica.

E il paesaggio che scorre, coi suoi pochi angoli ancora guardabili circondati e sommersi dalla marea montante dello scempio edilizio.

Case, case, case.

Ma per chi le faranno, tutte queste case?

A chi le venderanno, chi si potra' permettere di sborsare cifre folli per due stanze, cucina e bagno incastrati tra altre stanze, altre cucine, altri bagni in questi brulicanti alveari di cemento?

Ma non c'era la crisi?

Ma la gente non era senza soldi?

E allora da dove arrivano tutte queste case nuove che verranno subito vendute manco fossero d'oro?

Chi s'impegnera', chi s'incatenera' a un lavoro per trent'anni per entrare in possesso di quattro vani che gia' da nuovi mettono tristezza?

E chi pensera' che in fondo quella sia la vita, che in fondo quello sia "fare" qualcosa?

Quali vuoti si colmeranno con quattro mura condivise coi vicini, a quante vite verra' restituita una parvenza di senso grazie a trent'anni di volontaria schiavitu'?

Contraddizioni, senso di distacco, di surreale assurdita'.

Mentre guardo dal finestrino, su un treno semivuoto.

postato da: Anna73 alle ore 09:02 | link | commenti
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martedì, 22 aprile 2008

Coppie annoiate

Si dice tanto della famiglia, di quanto sia bella e di quante soddisfazioni dia.

Sara'.

Si dice che va aiutata, supportata, sostenuta.

Eh si.

Anche perche' di suo mi sa che cada a pezzi, quindi ci vuole bene qualcuno che la tenga su'.

Perche' a giudicare dal numero di coppie in cerca d'evasione che vedo in giro, e da quante mi scrivono per vedere se riescono a rimediare il giocattolo per il pomeriggio della domenica, si direbbe che la famiglia sia un affare piuttosto noioso, sia.

Eh gia'.

Che poi non si capisce mai se dietro a certe proposte c'e' un uomo che spinge e una donna che sopporta, o tutt'e due, o viceversa magari.

Ma non fa gran differenza in fondo.

L'importante e' che si garantisca massima pulizia, riservatezza e discrezione, che teniamo famiglia, noi.

E pure no mercenarie, che e' cosi' difficile arrivare a fine mese.

Come non capirli, poveri.

Scusa, ma com'e' gia' che dicono in Veneto?

Ah, si.

Ma va' in mona, va'.

postato da: Anna73 alle ore 08:51 | link | commenti
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